C’è ancora domani si è visto negare i finanziamenti da parte del Ministero della Cultura e a fare discutere è, soprattutto, il motivo che ha portato a tale decisione: i tecnici della commissione, nel 2022, hanno bocciato il film diretto da Paola Cortellesi in quanto “progetto di opera non giudicata di straordinaria qualità artistica in relazione a temi culturali, a fatti storici, eventi, luoghi o personaggi che caratterizzano l’identità nazionale”. Oggi, C’è ancora domani si appresta a superare i 22 milioni di euro incassati al box-office italiano.
La questione attorno al mancato finanziamento pubblico al film di Paola Cortellesi è stata lanciata da Alberto Pasquale, direttore dell’Umbria Film Commission, attraverso il suo profilo Facebook e ha sollevato dubbi sulla capacità di valutazioni delle commissioni ministeriali chiamate a erogare contributi selettivi.
Alberto Pasquale spiega che “il bando preveda una deroga al vincolo dei 4 milioni di budget massimo (ora elevato a 5 milioni) per sole tre opere. I film ai quali non viene concessa questa deroga vengono esclusi per mancanza dei requisiti e finiscono automaticamente in fondo alla graduatoria. È successo alla Rohrwacher prima che alla Cortellesi, ma in quel caso la società di produzione decise di ripresentare il film in una sessione successiva, nella quale il contributo venne concesso. Dunque la mancanza di un punteggio sia pur minimo e il commento citato sopra (‘Progetto di opera non giudicata…’) non sono dovuti a una valutazione specifica della commissione, ma all’esclusione di questo film dal budget elevato, unitamente a quello di Silvio Soldini (Le assaggiatrici), ai quali sono stati preferiti i film di Bellocchio (Rapito’), Luchetti (Confidenza) e De Angelis (Comandante). Perché questi tre sì e gli altri due no, non si sa. Non è (solo) questo il punto. È che se nessuno lo spiega, si fraintende”.

Il direttore dell’Umbria Film Commission spiega: “Perché questo slittamento dei due film non destinatari di fondi in fondo alla graduatoria non è un giudizio di merito della commissione ma un meccanismo automatico. Questa spiegazione, però, non compare nella graduatoria finale. Se ne parla nel bando. L’equivoco, evidentemente, è dovuto alla comunicazione difettosa”.
D’altro canto, come riportato da TG La7, Wildside, i produttori del film di Paola Cortellesi, non ha avuto nulla da ridire sulla decisione e che comunque C’è ancora domani ha avuto, grazie al tax credit, un ritorno economico di 3 milioni di euro. Il film di Paola Cortellesi (di cui abbiamo parlato nella nostra recensione di C’è ancora domani) è al momento nelle sale italiane e sta battendo sempre più record al botteghino nazionale.
