Nel finale di Scarface, Tony Montana muore in un bagno di sangue: dopo aver ucciso il suo ex alleato Alejandro Sosa e aver rifiutato di eseguire un omicidio su suo ordine, Tony si barrica nella sua villa, circondato da nemici. Armato fino ai denti e sotto l’effetto della cocaina, affronta da solo un assalto mortale, urlando la celebre frase: «Say hello to my little friend!» prima di essere sopraffatto dai sicari. Infine, un assassino lo colpisce alle spalle, facendolo precipitare nella sua fontana con la scritta The World is Yours, suggellando la sua tragica fine.
Il declino di Tony Montana è segnato da paranoia e violenza crescente. Dopo aver scalato i vertici del narcotraffico, si inimica Sosa rifiutando di uccidere un giornalista scomodo. La sua dipendenza dalla cocaina lo rende sempre più instabile, portandolo a eliminare il suo braccio destro Manny, scoprendo solo dopo che aveva sposato sua sorella Gina. Questo atto segna il punto di non ritorno per Tony, ormai solo e vulnerabile.
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L’assalto finale alla sua villa è il culmine della sua caduta (qui vi sveliamo nel dettaglio la trama del film). Convinto della propria invincibilità, affronta decine di uomini armati, ma la sua resistenza è vana. L’omicidio di Gina da parte degli uomini di Sosa e la sua stessa fine rappresentano il destino inevitabile di chi ha costruito il proprio impero sulla violenza e sull’arroganza.
Scarface, diretto da Brian De Palma nel 1983, è un cult del cinema gangster, con Al Pacino nel ruolo di Tony Montana. Il film, remake dell’omonimo del 1932, è celebre per il suo stile viscerale, il linguaggio crudo e la critica all’avidità sfrenata. Nonostante le polemiche iniziali per la violenza eccessiva, è diventato un’icona della cultura pop e del cinema crime.
Al seguente link, vi sveliamo se il capolavoro di De Palma è tratto da una storia vera.