Mel Gibson torna a parlare di The Resurrection of the Christ, l’ambizioso seguito de La Passione di Cristo, che sarà rilasciato in due parti. Il primo capitolo, The Resurrection of the Christ: Part One, arriverà nelle sale il 6 maggio 2027, mentre Part Two è previsto per il 25 maggio 2028.
Gibson, in un’intervista a The Christian Post, ha rivelato come il progetto, che vedrà Jaakko Ohtonen nei panni di Gesù, non sarà una semplice trasposizione della resurrezione del Cristo raccontata nei Vangeli. Gibson vuole infatti allargare considerevolmente il campo, mostrando anche eventi e dimensioni che appartengono alla tradizione cristiana ma che non trovano una descrizione dettagliata nei testi evangelici. Il regista si riferisce ad esempio alla caduta degli angeli (raccontata da Milton nel Paradiso perduto) o a luoghi come il Limbo
“Vedrete il firmamento prima della creazione, vi troverete nell’Inferno dei giusti, e poi nell’Inferno dei dannati. La nostra storia si muove parecchio: non rimane confinata sulla Terra.”

È proprio nei passaggi non raccontati esplicitamente dai Vangeli che Gibson intende trovare parte del materiale per il suo film. Parlando dei Vangeli sinottici, il regista ha sostenuto come essi tralascino inevitabilmente molti episodi della vita di Gesù. Su questo punto, però, la sua spiegazione richiede una precisazione: “sinottico” di per sé non significa “che non racconta tutto”. Il termine deriva infatti dal greco συνοπτικόν e significa “vedere insieme” e identifica i Vangeli di Matteo, Marco e Luca, in quanto accomunati da numerose somiglianze narrative e tradizionalmente studiati in parallelo. Gibson ha invece utilizzato il termine per indicare il carattere non esaustivo dei racconti evangelici.
“Se leggi i Vangeli sinottici, proprio perché sono sinottici, il che significa che non raccontano tutto, trovi molte lacune [riguardo il racconto della vita di Gesù.”
Il ragionamento alla base del film resta comunque quello di interrogarsi su ciò che potrebbe esserci stato “intorno” agli episodi narrati nei testi, senza presentare necessariamente queste ricostruzioni come fatti storicamente documentati. Gibson ha spiegato a The Christian Post di voler utilizzare questi spazi per sviluppare una propria interpretazione cinematografica, cercando al tempo stesso di rimanere all’interno dell’ortodossia cristiana.
“Non voglio andare contro nessun insegnamento della dottrina cristiana, ma cercare di arricchire ciò che è già davanti agli occhi di tutti. E spero che alcune di queste rivelazioni possano sorprendere il pubblico.”
L’ambizione di The Resurrection of the Christ emerge anche dalle dimensioni della produzione. I due film avranno un budget complessivo stimato in circa 200 milioni di dollari, una cifra molto superiore a quella de La Passione di Cristo. Gibson ha spiegato che le maggiori risorse gli permetteranno di ampliare anche la componente spettacolare del progetto, mentre la storia continuerà a concentrarsi sulle conseguenze della resurrezione e sul destino degli apostoli.
“Non è mai stato tutto rose e fiori per gli apostoli. Hanno dovuto affrontare delle difficoltà, ma alla fine hanno trionfato.”
Per Gibson, dunque, il nuovo film non sarà soltanto un racconto della resurrezione, ma un’opera molto più vasta sulla sua portata e sulle conseguenze che ebbe per i seguaci di Gesù. Part One arriverà il 6 maggio 2027 e Part Two il 25 maggio 2028, entrambe date scelte da Lionsgate in corrispondenza dell’Ascension Day.
