È un silenzio quasi assordante, fatto dei rumori dell’ambiente che finiscono per sottolineare ancora di più l’assenza di parole, quello raccontato dal fotografo bolognese Max Cavallari al termine di una proiezione di NAZA, il film-evento su Gaza presentato a Cannes. In un accorato post sui social, il freelance, da sempre attento ai temi dell’immigrazione e delle minoranze oppresse, affida alle immagini la testimonianza di ciò che è accaduto subito dopo la fine del film.
Il suo reel presenta un cineteatro ormai svuotato di ogni conversazione: nessuno si ferma a commentare ciò che ha appena visto, nessuno sembra trovare immediatamente le parole. Restano gli spettatori, il silenzio e i rumori dell’ambiente circostante, in una scena che restituisce visivamente l’impressione lasciata dalla proiezione.
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“Non ci sono parole per spiegare cosa sia successo alla fine della proiezione di questo film, per tutta la durata dei titoli di coda e mentre centinaia di persone si stavano lentamente alzando per uscire dalla sala, non è stato emesso un soffio, un sospiro, una vocale”
Tutto questo ci riguarda noi ad uno a uno ma credo che ciò che sarà più difficile sarà dover spiegare alle generazioni future cosa abbiamo fatto mentre tutto questo accadeva e ci veniva mostrato in diretta.
Un giorno qualcuno pagherà per i crimini inflitti a un’intera popolazione… ma allo stesso tempo noi tutti saremo messi alle strette con domande e pressioni e anche chi adesso sta dando tutto il suo impegno nella causa… credo sentirà un sentimento di vuoto di fronte a quello che oggi è il presente ma presto sarà un passato che ci rimarrà addosso per tutta la vita e tornerà ciclicamente a farci la stessa domanda: abbiamo fatto abbastanza?
NAZA è il film-documentario diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, già tra gli autori di *No Other Land*, che porta sullo schermo un’inchiesta sui meccanismi della guerra a Gaza. Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film raccoglie testimonianze e ricostruisce il funzionamento dei sistemi utilizzati nelle operazioni militari israeliane, concentrandosi in particolare sulle conseguenze per la popolazione civile palestinese.
Il titolo del film richiama il termine “NAZA”, un’espressione utilizzata nell’ambito militare per indicare la stima delle vittime civili che potrebbero verificarsi durante un attacco. Il documentario nasce dall’attività giornalistica condotta da Abraham e da altri reporter per The Guardian, +972 Magazine e Local Call dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, trasformando quelle precedenti inchieste in un racconto cinematografico costruito attraverso testimonianze e materiale raccolto nell’arco di tre anni.
Presentato in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, NAZA ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria. Il film, prodotto da The Guardian e JW Films, dura 80 minuti ed è stato distribuito in Italia da I Wonder Pictures, con un’uscita nelle sale a partire dal 28 settembre 2026.
