Russell Crowe senza mezzi termini contro Il gladiatore 2: l’attore, in un’intervista a una radio australiana, ha accusato il film di non aver minimamente colto ciò che rendeva unico il cult del 2000 con protagonista Massimo Decimo Meridio, ovvero la ‘statura morale’ del personaggio, a suo dire
«Penso che il recente sequel – quello che non serve nemmeno nominare – sia un esempio davvero sfortunato del fatto che persino chi l’ha realizzato non abbia capito cosa rendesse speciale il primo film. Non erano la pompa, né la messa in scena, né l’azione: era il nucleo morale.»
Crowe ha criticato – senza troppi giri di parole – la svolta del personaggio – che nel sequel non compare, ma di cui viene lasciata intendere una relazione extraconiugale passata
“Sul set c’era una lotta quotidiana per difendere il nucleo morale del personaggio. Quante volte hanno proposto scene di sesso e cose del genere per Massimo… ma così gli togli potere. Vuol dire che mentre aveva quel legame con sua moglie, si sarebbe portato a letto un’altra? Ma cosa state dicendo? È folle.”
Da sempre molto critico del film, Crowe aveva anche detto
«Dovrebbero pagarmi per tutte le domande che mi fanno su un film in cui nemmeno compaio. Non c’entro nulla: in quell’universo io sono morto, sotto sei piedi di terra. Però ammetto un certo pizzico di gelosia, perché mi ricorda quando ero più giovane e cosa quel film ha significato per me.»
A proposito, sapete che Russell Crowe di recente ha raccontato del suo incontro con un fan che si è messo a piangere, quando lo ha visto? Ecco perché.
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