Obsession è uno dei fenomeni cinematografici più sorprendenti dell’anno: un horror realizzato con un budget di appena 750.000 dollari e diventato un successo da oltre 500 milioni di dollari nel mondo. Ora il film di Curry Barker potrebbe tentare un percorso altrettanto insolito nella stagione dei premi. Focus Features ha infatti presentato Obsession ai Golden Globes nelle categorie riservate ai film musical o comedy, anziché tra i drama. Una scelta che può sembrare sorprendente per uno degli horror più discussi del 2026, ma che ha ragioni sia artistiche sia strategiche.
Il film racconta la storia di Bear, interpretato da Michael Johnston, un ragazzo innamorato da tempo della sua amica Nikki, interpretata da Inde Navarrette. Incapace di dichiararsi, Bear esprime il desiderio che lei lo ami più di qualsiasi altra cosa al mondo. Il desiderio si realizza, ma in una forma decisamente diversa da quella immaginata: Nikki sviluppa nei suoi confronti un’ossessione sempre più estrema e pericolosa.
Nonostante questa premessa e le numerose sequenze horror, Obsession contiene però anche una forte componente di umorismo nero. La trasformazione di Nikki dà origine a situazioni volutamente assurde e grottesche e il film gioca continuamente con il confine tra disagio, paura e risata. Una caratteristica evidenziata anche dalle recensioni e che rende meno sorprendente di quanto possa sembrare la decisione di presentarlo come commedia.
Del resto, Curry Barker arriva proprio dalla comicità. Prima di affermarsi come regista horror, il filmmaker aveva lavorato per anni alla sketch comedy insieme a Cooper Tomlinson con il progetto that’s a bad idea. Barker ha parlato del legame che vede tra horror e commedia, due generi che, pur cercando reazioni molto diverse, richiedono entrambi un’attenta gestione dei tempi e la capacità di trasformare situazioni quotidiane in qualcosa di inaspettato.

La scelta potrebbe avere innanzitutto una motivazione strategica. La corsa nella categoria drama si preannuncia particolarmente affollata, con numerosi titoli già indicati tra i principali contendenti della stagione, mentre il campo musical or comedy potrebbe offrire a Obsession maggiori possibilità di conquistare una nomination come miglior film. Lo stesso ragionamento vale per Inde Navarrette, che verrebbe candidata nella corrispondente categoria riservata alle attrici. Presentare il film come commedia permetterebbe quindi di evitare parte della concorrenza prevista tra i drama e di trovare uno spazio potenzialmente più favorevole nella corsa ai Golden Globes.
Ma non si tratterebbe soltanto di un calcolo legato alla competizione. Obsession contiene effettivamente una forte componente di umorismo nero e, secondo quanto emerso intorno alla candidatura, anche alcuni votanti dei Golden Globes avrebbero considerato il film una commedia. Questo non significa naturalmente che Obsession smetta di essere un horror: la scelta riflette piuttosto la sua natura ibrida e trova diversi precedenti nella storia recente dei premi.
I precedenti più famosi non mancano. Get Out di Jordan Peele gareggiò ai Golden Globes del 2018 come miglior film musical o comedy, ottenendo anche una candidatura per Daniel Kaluuya, nonostante fosse generalmente considerato un horror. Più recentemente anche The Substance di Coralie Fargeat è stato inserito nella stessa categoria, con Demi Moore vincitrice del premio come migliore attrice.
Non bisogna però confondere la presentazione della candidatura con una decisione già definitiva. La classificazione proposta deve essere approvata dai Golden Globes, che possono accettare o modificare la categoria nella quale un distributore chiede di far concorrere un film. Soltanto dopo questo passaggio sarà quindi possibile sapere con certezza dove gareggerà Obsession.
Qualunque sia l’esito, il fatto stesso che il film sia entrato seriamente nella conversazione sui premi rappresenta un risultato difficilmente prevedibile quando è stato realizzato. Costato meno di un milione di dollari, Obsession ha superato i 500 milioni nel mondo e si è trasformato da piccolo progetto indipendente in uno dei maggiori successi cinematografici dell’anno.
La particolarità della sua corsa ai Golden Globes, quindi, non sta soltanto nel vedere un horror presentato come commedia. La stessa natura difficile da definire di Obsession, capace di passare dalla tensione all’umorismo nero e dal grottesco a situazioni volutamente assurde, potrebbe diventare un vantaggio in una stagione dei premi nella quale il film era tutt’altro che scontato riuscisse a trovare spazio. Dopo aver sovvertito ogni previsione al botteghino, resta da vedere se riuscirà a sorprendere anche ai Golden Globes.
