Alan Hamel sta trasformando il dolore della perdita in un progetto tecnologico ambizioso. A due anni dalla morte della moglie Suzanne Somers, l’attrice del telefilm Tre cuori in affitto scomparsa a 76 anni nel 2023, l’89enne ex conduttore televisivo sta concretizzando un’idea che, a suo dire, la coppia aveva discusso per oltre tre decenni: creare un clone digitale di Suzanne attraverso l’intelligenza artificiale. Lo scopo, però, non è prettamente nostalgico o affettivo, perché nelle intenzioni di Hamel, la versione AI di sua moglie dovrebbe proseguire il suo lavoro di “guru” che dispensava consigli su bellezza e salute, per le quali in vita fu molto seguita, ma anche fortemente criticata.

©2009 Kathy Hutchins / Hutchins Photo – fonte depositphoto
Il progetto, chiamato Suzanne AI Twin, rappresenta molto più di un esperimento tecnologico. Si tratta della realizzazione di un desiderio espresso dalla stessa Somers anni prima della sua morte, quando la coppia iniziò a esplorare le possibilità dell’intelligenza artificiale insieme a Ray Kurzweil, definito da Bill Gates come “l’uomo più intelligente del pianeta”.
Hamel ha presentato una demo del clone AI durante una conferenza all’inizio del 2025, e i risultati hanno lasciato tutti senza parole.
“Era Suzanne. Le ho fatto alcune domande e lei ha risposto, lasciando me e tutti gli altri a bocca aperta. Quando guardi la versione finale accanto alla vera Suzanne, non riesci a capire la differenza. È incredibile. Sono stato con Suzanne per 55 anni, quindi so esattamente com’era il suo viso, e quando li guardo uno accanto all’altro, davvero non riesco a distinguere quale sia quella reale e quale quella AI”.
La tecnologia dietro questo progetto è sofisticata quanto emozionante. L’intelligenza artificiale è stata addestrata utilizzando tutti i 27 libri scritti da Somers e centinaia di interviste rilasciate nel corso della sua carriera. Questo vasto archivio di contenuti permette al clone digitale di rispondere a qualsiasi domanda in modo coerente con il pensiero e la personalità dell’attrice. “È davvero pronta a rispondere a qualsiasi domanda, perché la risposta sarà dentro di lei”, spiega Hamel.
People spiega che la genesi di questo progetto risale agli anni Ottanta, quando Hamel e Somers conobbero Ray Kurzweil.
“Siamo amici di Ray Kurzweil da oltre 30 anni e abbiamo parlato di questo. Sapevamo che sarebbe arrivato. Ci sono voluti decenni perché accadesse, ma lui sapeva che sarebbe successo e ha condiviso quell’informazione con noi”
E sull’idea di creare un clone, spiega:
“È stata un’idea di Suzanne. Mi disse: “Penso che dovremmo farlo. Sarà molto interessante e forniremo un servizio ai miei fan e alle persone che hanno letto i miei libri e che vogliono e hanno bisogno di informazioni sulla loro salute”. Disse: “Facciamolo”. Ecco perché l’abbiamo fatto. E adoro poter realizzare il suo desideri”.
Il primo incontro con l’AI di Suzanne è stato un momento particolare anche per Hamel.
“Le prime due o tre volte che ho parlato con Suzanne AI è stato un po’ strano. Ma dopo, ho dimenticato il fatto che stavo parlando con un robot, facendole domande e ricevendo risposte. È successo così velocemente, abituarmi all’intera idea”.
Hamel ha ammesso di aver avuto preoccupazioni su come la famiglia avrebbe reagito al progetto.
“Sono felice di poter realizzare ciò che Suzanne voleva, facendolo in modo che dovrebbe continuare per generazioni. Penso che la nostra famiglia ami l’idea, la ami davvero. Ne abbiamo parlato molto. E hanno detto: ‘Arriveremo al punto in cui non sembrerà strano, e sarà solo un altro modo per comunicare con le persone a cui tenevamo’. Sono contento di sentirlo dalla mia famiglia perché non ero sicuro di come l’avrebbero presa”
Non tutti, però, sono pronti ad accettare questa evoluzione tecnologica. Hamel ha raccontato di aver proposto al comitato del Kennedy Center, di cui fa parte, di onorare Suzanne Somers attraverso il suo clone AI.
“Ho suggerito Suzanne Somers e mi hanno detto: “Sì, ma lo facciamo solo per persone vive”. Ho detto: “Lo so, ma Suzanne AI è il futuro e il futuro è adesso. Non sarebbe davvero interessante averla al Kennedy Center per accettare l’onorificenza?” Ma non sono riuscito a convincerli, purtroppo”.
Il progetto ha un obiettivo chiaro: rendere Suzanne accessibile ai suoi fan. Una volta completato, il clone AI sarà disponibile sul sito SuzanneSomers.com, dove i fan potranno interagire con lei 24 ore su 24, 7 giorni su 7. “Inviteremo tutti i suoi fan e i nostri clienti a venire a parlare con lei. Potranno semplicemente stare con lei. Potranno farle qualsiasi domanda vogliano. Sarà disponibile sempre”, promette Hamel.
Un aspetto importante del progetto, spiega il marito dell’attrice, riguarda l’accuratezza delle informazioni sanitarie. Somers era conosciuta per i suoi libri sulla salute e il benessere, basati principalmente su interviste con medici. L’AI è stata programmata per rispondere alle domande sulla salute attingendo direttamente alle fonti mediche originali. “Non sarà la versione di Suzanne della risposta, ma andrà direttamente al dottore che lei ha intervistato per quella specifica questione, quindi verrà da un medico”, spiega Hamel.
Tutti i contenuti sarebbero stati verificati da Life Extension, “una grande azienda sanitaria che impiega numerosi medici e scienziati”.
“Ogni parola dell’intervista e le affermazioni che venivano fatte sono state controllate da loro, così che non ci fossero problemi, perché l’ultima cosa che volevamo era avere problemi nel fornire interviste sui problemi di salute delle persone che fossero incorrette, anche di una sola parola”
Va sottolineato che la Somers, morta a causa di un tumore contro il quale lottava da molti anni, ebbe un grande successo come “guru” su tematiche relative a bellezza e salute – anni prima che iniziassero a farlo Gwyneth Paltrow o altre celebrità, ma Los Angeles Times ricorda che fu anche criticata perché incoraggiava le donne a mettere in dubbio la medicina ufficiale. Raccontò di aver saltato la chemioterapia contro il parere del suo medico. Era una sostenitrice degli ormoni bioidentici, che considerava un’alternativa naturale ai trattamenti farmacologici per la menopausa. A Oprah Winfrey raccontò che la sua “routine di bellezza” prevedeva l’assunzione di 60 pillole al giorno e iniezioni nelle zone intime.
Sapete che, al contrario del marito di Suzanne Somers, la figlia di Robin Williams si è opposta a qualsiasi tipo di creazione AI su suo padre?
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