Jimmy Kimmel e la moglie Molly McNearney hanno raccontato per la prima volta come hanno spiegato ai figli la sospensione improvvisa dello show satirico Jimmy Kimmel Live!. L’episodio risale a settembre, quando ABC decise di fermare temporaneamente la trasmissione tv dopo alcune battute di Kimmel sulla morte del politico conservatore Charlie Kirk. Il presidente della FCC Brendan Carr definì le parole di Kimmel “rivoltanti” e minacciò conseguenze,
Nel podcast We Can Do Hard Things, McNearney, co-head writer e produttrice esecutiva dello show, ha ricordato la sera in cui lei e il marito tornarono a casa, cercando di restare calmi davanti ai figli, Jane e Billy.
“Abbiamo messo una maschera. Chiedevamo loro dei compiti, mentre i telefoni continuavano a vibrare e gli elicotteri ci sorvolavano la casa.” Poi arrivò il momento di ammettere la verità. Kimmel disse: “Il mio show è stato sospeso.” La figlia Jane scoppiò a piangere: “Venderò il mio Labubu, papà!.” Billy chiese se “fosse colpa del presidente”. I genitori risposero di sì.

La sospensione e il conflitto con Trump hanno peraltro aggravato tensioni già presenti nella famiglia di McNearney. Cresciuta in una casa “molto repubblicana” a St. Louis, la sceneggiatrice ha detto di provare “compassione” per chi si “disinforma volontariamente ogni giorno. Votare Trump, per me, significa non votare per Jimmy, per me e per la nostra famiglia. Ho dovuto interrompere ogni rapporti con alcune persone a cui tenevo molto.”
McNearney ha ammesso di vivere “in conflitto costante” e di essere “costantemente infuriata”. Ha raccontato di aver mandato spesso email ai familiari con all’interno una lista di “dieci motivi per non votare Trump”; uno sforzo ignorato o , peggio, accolte da risposte ostili
Ad alcuni giorni dalla sospensione, Jimmy Kimmel Live! è poi tornato in onda.
