Il conduttore e divulgatore scientifico Mario Tozzi porta avanti da tempo una sua battaglia personale contro gli abusi e il monopolio dei balneari argomentando che il modello del classico stabilimento all’italiana va urgentemente rivisto, perché ci ha “viziati”, con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. “Ci siamo cresciuti, per noi il mare è sinonimo di stabilimento. Ma non è così. Negli altri paesi esistono sì gli stabilimenti, anche quelli costosi, ma solo su piccole porzioni di costa”. I post di Ferragosto condivisi da Tozzi su X hanno scatenato numerose polemiche a riguardo ma, come ha fatto notare Tozzi hanno ricevuto anche tantissimi like. In particolare Tozzi ha postato la foto di uno stabilimento a Naxos, dove attualmente sta trascorrendo le vacanze e ha spiegato:
“Come dovrebbe essere: ecco uno stabilimento a Naxos con servizi (10 euro lettini e ombrellone), senza strutture stabili, il resto chilometri di spiaggia libera e dune pulitissime, nessun cestino, niente rifiuti, baretti nel retroduna, qualche costruzione dietro.”
Come dovrebbe essere: 1 stabilimento con servizi (10 euro lettini e ombrellone), senza strutture stabili, il resto chilometri di spiaggia libera e dune pulitissime, nessun cestino, niente rifiuti, baretti nel retroduna, qualche costruzione dietro. Naxos, 14 agosto 2025. pic.twitter.com/1KIBuBpYIm
— Mario Tozzi ⛏ (@OfficialTozzi) August 15, 2025
Sempre su X Tozzi ha spiegato come devono essere ripartite le spiagge, a suo avviso:
“Comune per comune, spiaggia per spiaggia, il 50% deve essere sempre libero. Del restante 50%, il 20% attrezzato dai comuni, il 30% a bando. Sulle spiagge non deve rimanere alcuna struttura fra ottobre e aprile. Le concessioni non possono superare i 10 anni.”
Non sono mancati i commenti inveleniti e poco costruttivi ai post di Tozzi. Un utente gli ha chiesto: “È possibile sapere il compenso di un divulgatore scientifico nella tv di stato greca per fare un raffronto col compenso elargito dalla RAI? Sarebbe interessante”
Intervistato da Repubblica in merito alle reazioni scatenate dalla sua recente battaglia social, Tozzi ha commentato, in merito a questi e altri commenti:
“Sono minus habens. Ho avuto 20mila like, non mi metto a guardare gli insulti di pochi. Ho appena scritto un nuovo post in cui ripeto che il modello balneare italiano non funziona. Va abbandonato prima che infetti anche il resto d’Europa. Da noi esistono comuni che hanno il 98% delle spiagge in concessione. Anche a Naxos, dove mi trovo, sono spuntati quest’anno stabilimenti con lettini che in prima fila arrivano a 25 euro, ma nel complesso la Grecia regge. Nessun altro Paese del mondo raggiunge i livelli dell’Italia”
1) Comune per comune, spiaggia per spiaggia, il 50% deve essere sempre libero; 2) del restante 50%, il 20% attrezzato dai comuni, il 30% a bando; 3) sulle spiagge non deve rimanere alcuna struttura fra ottobre e aprile; 4) le concessioni non possono superare i 10 anni. pic.twitter.com/OaT5NaadHX
— Mario Tozzi ⛏ (@OfficialTozzi) August 16, 2025
A Naxos, spiega Tozzi, la spiaggia che frequenta è libera. “Se hai voglia affitti un lettino e un ombrellone al baretto, che non ti obbliga a consumare. Il parcheggio è gratuito e c’è la doccia calda” e in risposta a chi sostiene che le spiagge libere siano sempre sporche, argomenta:
“Attorno a me non vedo traccia di sporco, e non ci sono neanche i cestini. Chi trascorre la giornata al mare sa che deve riportarsi via i rifiuti. Anche da presidente del Parco dell’Appia Antica avevo deciso di toglierli, per non attirare topi e gabbiani. Della pulizia si occupa il Comune, come per il resto delle aree pubbliche. Chi vuol farci credere che le spiagge libere siano piene di siringhe o di potenziali stupratori semplicemente afferma il falso. Guardate Copacabana, ci saranno trenta chilometri di spiaggia senza uno stabilimento né rifiuti”
Tozzi ha argomentato anche che in Italia è difficile lasciarsi alle spalle l’attuale modello di stabilimenti balneari perché “Servono a mantenere i balneari e le loro famiglie, che pagano allo stato prezzi irrisori e guadagnano tanto. Ottenerne una è come avere un impiego pubblico”
Nei giorni scorsi anche Alessandro Gassmann era intervenuto sui social sulla crisi delle spiagge.
