La storia del filmato in cui Carlo Acutis parla della propria morte è uno degli episodi più singolari della biografia del giovane milanese, morto a 15 anni nell’ottobre 2006 dopo una leucemia fulminante. Il video, realizzato dallo stesso Carlo ad Assisi alcuni mesi prima della malattia, è stato ritrovato dalla madre Antonia Salzano soltanto dopo la sua morte e contiene una frase che, riletta alla luce di quanto sarebbe accaduto poco tempo dopo, ha assunto un significato particolare per la famiglia.
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Secondo il racconto della madre, Carlo fin da bambino aveva parlato della propria morte, arrivando a dire che sarebbe avvenuta a causa di un’emorragia cerebrale. L’emorragia si verificò effettivamente negli ultimi giorni della sua vita, come conseguenza della leucemia. Anche questo episodio, tuttavia, è noto attraverso la testimonianza successiva della madre e non attraverso una documentazione contemporanea alle parole attribuite a Carlo.
Il filmato assume un significato ancora più particolare proprio per il modo in cui venne scoperto. Secondo il racconto della madre al Corriere della Sera, pochi giorni dopo il funerale Salzano si sarebbe svegliata all’alba con in mente la parola “Testamento”. Pensando inizialmente a uno scritto lasciato dal figlio, cercò nella sua stanza senza trovare nulla. Quando accese il computer di Carlo, trovò invece sul desktop un brevissimo video che il ragazzo aveva registrato da solo ad Assisi.
“Da quando era piccolo, Carlo ha sempre detto che sarebbe morto per un’emorragia cerebrale, che poi è stata effettivamente la causa della sua morte. Due mesi prima di morire fece un video in cui diceva, tutto gioioso: “Sono destinato a morire”. Questo video lo abbiamo trovato solo dopo, ma lui lo diceva in modo sereno, senza paura”.

Il filmato, come è ovvio, non contiene una previsione dettagliata della data o delle modalità della morte. il significato profetico attribuito alla frase nasce soprattutto dal fatto che, pochi mesi dopo, Acutis morì effettivamente durante una leucemia fulminante e raggiunse quel peso. È quindi soprattutto la rilettura successiva dell’episodio, alla luce della morte del ragazzino, ad aver trasformato quel breve video in uno degli elementi più discussi della sua biografia.
Il filmato è stato riproposto pubblicamente negli anni successivi alla morte di Acutis, anche in televisione, contribuendo alla diffusione della storia ben oltre l’ambiente familiare e religioso. La sua notorietà è cresciuta ulteriormente con il percorso che ha portato Carlo alla beatificazione e, successivamente, alla canonizzazione.
La malattia che avrebbe ucciso Carlo Acutis si manifestò nell’ottobre 2006 con quelli che sembravano inizialmente i sintomi di una semplice influenza. La diagnosi rivelò invece una leucemia mieloide acuta, estremamente aggressiva, che portò il 15enne alla morte in pochi giorni.
Secondo Antonia Salzano, prima ancora che fosse possibile comprendere la gravità della situazione, il figlio aveva offerto le proprie sofferenze “Per il Papa, per la Chiesa, per non fare il purgatorio e andare dritto in Paradiso”
Durante il ricovero, inoltre, Carlo avrebbe detto alla madre di sapere che non sarebbe uscito vivo dall’ospedale. Una frase che, sempre secondo il racconto di Salzano, sarebbe stata accompagnata dalla promessa di lasciare alla madre alcuni segni dopo la sua morte.
“Mamma, io da qui non esco vivo, ma vedrai, ti darò tanti segni”
Per Salzano, quelle parole acquistarono un significato particolare dopo la morte del figlio. La donna ha raccontato che, durante il ricovero, trovò conforto nelle parole del libro di Giobbe: «Il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia benedetto il nome del Signore».
Per chi lo considera un episodio di carattere soprannaturale, il video rappresenta dunque uno dei “segni” annunciati dallo stesso Carlo alla madre. Sul piano documentario, invece, è possibile stabilire con maggiore cautela soltanto questo: il filmato esiste, e la registrazione è precedente alla diagnosi della leucemia che ne avrebbe causato la morte. Il carattere profetico dell’episodio appartiene naturalmente all’interpretazione religiosa data dalla famiglia e dai suoi sostenitori.
A proposito, avete letto la storia di Valeria Valverde, che ha ricevuto un miracolo di Carlo Acutis dopo un grave incidente?
