Il caso del misterioso uomo con il cappello Fedora fotografato davanti al Louvre il giorno del recente furto al museo ha finalmente una soluzione. L’uomo, soprannominato Fedora Man sui media, non è un investigatore privato sulle tracce dei ladri, ma un semplice adolescente di 15 anni. Si chiama Pedro Elias Garzon Delvaux, vive a Rambouillet, a trenta chilometri da Parigi, e quel giorno era semplicemente andato a visitare il museo con sua madre e suo nonno. Si veste sempre con abiti eleganti in stile anni ’40, perché è il suo stile ed è affascinato da quel periodo.
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La foto, scattata dal fotografo dell’Associated Press Thibault Camus domenica 19 ottobre 2025, ritrae tre poliziotti in uniforme appoggiati alla loro auto davanti all’ingresso del Louvre. Davanti a loro, quasi per caso, compare questo giovane dall’aspetto impeccabile, che ricorda un Alain Delon imberbe. cappello in feltro stile Fedora, cappotto, completo tre pezzi con gilet, cravatta e ombrello. Un’immagine che sembrava uscita da un film noir degli anni Quaranta.
Quando la foto è stata ripresa dai media americani per raccontare il furto al museo più famoso del mondo, sui social network è esploso il caso. Milioni di utenti si sono chiesti chi fosse quel ragazzo così elegante. Le teorie si sono moltiplicate: era un detective privato? Stava indagando sul colpo? Alcuni hanno persino ipotizzato che l’immagine fosse un falso creato dall’intelligenza artificiale, troppo perfetta per essere vera.
La verità è molto più semplice. Come scrive anche Le Point, Pedro, grande appassionato di Sherlock Holmes e Hercule Poirot, si veste abitualmente in questo modo. Ha iniziato meno di un anno fa, ispirato dal ventesimo secolo e dalle immagini in bianco e nero di uomini di stato in giacca e cravatta e dei detective dei film. Per lui è diventato uno stile di vita: indossa completi eleganti anche per andare a scuola, riservando il Fedora ai weekend e alle visite ai musei.
Come scrive Paris Match, quel giorno Pedro aveva indossato il gilet Yves Saint Laurent di suo padre, una giacca scelta dalla madre, una cravatta, un orologio russo d’anteguerra restaurato e il suo celebre cappello, che considera un omaggio a Jean Moulin, eroe della Resistenza francese. La famiglia non sapeva che il Louvre era stato chiuso a causa del furto. Quando sono arrivati e hanno visto i polizietti bloccare l’ingresso, si sono avvicinati per chiedere spiegazioni. In quel momento Thibault Camus ha scattato la foto che avrebbe fatto storia.
Il ragazzo non si è accorto di nulla sul momento. Cinque giorni dopo, una conoscente gli ha mandato un messaggio chiedendogli se fosse davvero lui nella foto che stava circolando online. La donna gli ha detto che l’immagine aveva raggiunto cinque milioni di visualizzazioni. Pedro è rimasto stupito: non immaginava che una semplice fotografia potesse diventare virale in pochi giorni.
Poco dopo sua madre lo ha chiamato per dirgli che era finito sul New York Times. Il quotidiano americano gli aveva dedicato un articolo interrogandosi sull’identità del misterioso detective francese. A quel punto il giovane ha deciso di non rivelare subito la sua identità. Voleva che il mistero attorno a lui si infittisse. Si è divertito a leggere le teorie del complotto, compresa quella secondo cui la sua figura sarebbe stata un montaggio creato dall’intelligenza artificiale.
Dopo qualche giorno ha deciso di rendere pubblico il suo account Instagram, lasciando che le persone scoprissero da sole chi fosse. L’Associated Press lo ha poi rintracciato e intervistato a casa sua, dove vive con i genitori e il nonno. Durante l’incontro con il fotografo che lo ha reso celebre, Pedro ha spiegato la sua passione per l’eleganza e per il mondo dei detective. Ha rivelato che quando i giornalisti hanno scoperto la sua vera età sono rimasti estremamente sorpresi, eppure basterebbe osservarlo bene in volto per capire che si tratta di una persona molto giovane, nonostante gli abiti da noir hollywoodiano.
Il ragazzo ha anche analizzato le ragioni del successo della foto. Secondo lui il contrasto temporale ha giocato un ruolo fondamentale: nella foto lui è vestito come negli anni Quaranta, ma siamo nel 2025. Questa dissonanza visiva ha catturato l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo. Il suo look, unito al contesto del furto al Louvre e alla presenza dei poliziotti, ha creato una composizione perfetta per la viralità.
A scuola il suo stile è diventato un trend. Uno dei suoi amici si è presentato questa settimana con una cravatta, ispirato dall’esempio di Pedro. Il giovane assicura che continuerà a vestirsi così perché è diventato il suo stile personale. Scherzando, ha anche detto che spera che qualcuno lo contatti per proporgli ruoli cinematografici, cosa che troverebbe molto divertente.
La vicenda ha avuto anche un risvolto inaspettato per l’Associated Press. In un’epoca in cui circolano sempre più immagini generate o manipolate dall’intelligenza artificiale, l’agenzia ha dovuto confermare l’autenticità del file. Alcuni dettagli avevano alimentato i sospetti: una versione dell’immagine era in bassa risoluzione, elemento che secondo gli esperti può far pensare a una creazione artificiale.
L’intervista rilasciata da Pedro all’Associated Press ha permesso di chiudere definitivamente il caso, confermando che si trattava di una vera fotografia giornalistica e non di un falso. Per l’agenzia di stampa è stato anche un colpo mediatico notevole, che ha rafforzato la sua reputazione di fonte affidabile in un momento storico in cui distinguere il vero dal falso è sempre più difficile.
Pedro ha ereditato dalla madre, figlia di un conservatore e di un’artista, l’amore per l’arte e la cultura. Le visite ai musei sono frequenti per lui, così come lo studio della storia del ventesimo secolo. Il suo stile non è una maschera o un costume per occasioni speciali, ma l’espressione di una passione autentica per un’epoca che lo affascina profondamente.
A proposito, al link che segue trovate tutti i meme sul recente furto al Louvre, diventato già leggendario.
