Guillermo del Toro sta per mettere all’asta parte della sua straordinaria collezione di memorabilia horror, minacciata all’inizio dell’anno dagli incendi di Los Angeles. La vendita, organizzata in tre tranche da Heritage Auctions, prenderà il via il 26 settembre online e comprende pezzi unici, dai disegni realizzati per i suoi film agli oggetti iconici come le illustrazioni di Bernie Wrightson per un’edizione Frankenstein degli anni ’80 e i costumi di Hellboy. Questa iniziativa rappresenta per del Toro non solo un modo per proteggere la collezione, ma anche un gesto d’amore verso la comunità dei collezionisti e la cultura cinematografica.

Il regista messicano, premio Oscar per La forma dell’acqua e per Pinocchio, che in questi giorni sarà a Venezia per presentare il film Frankenstein, ha spiegato:
“Questa asta fa male. La prossima volta sanguinerò. Se ami qualcuno, fai pianificazione patrimoniale, come sto facendo io con quest’asta, per una famiglia che è con me da quando ero bambino.”
Del Toro, noto per il suo stile visivo unico e la passione per i mostri, ha trasformato le sue due case e mezzo a Santa Monica nella Bleak House, un luogo che ospita migliaia di creature, opere d’arte iconiche, libri e oggetti di scena, organizzati per tema e film.
La vendita organizzata con Heritage Auction include anche opere di Richard Corben, Jack Kirby, Mike Mignola e H.R. Giger, con stime iniziali che vanno da alcune migliaia fino a centinaia di migliaia di dollari. Un disegno di Wrightson del 1983 per Frankenstein parte da 200.000 dollari, a testimonianza del valore storico e culturale della collezione. Del Toro ha aggiunto:
“Come collezionisti, stiamo fondamentalmente custodendo pezzi di cultura per le generazioni a venire. Non sono nostri. Non sappiamo quali di questi pezzi diventeranno culturalmente significativi… tra 50 anni, 100 anni. Questo è il peso che portiamo.”
La decisione di mettere all’asta alcuni pezzi è stata anche una scelta pratica: mantenere la Bleak House richiede controlli costanti di temperatura, protezione dalla luce diretta e cura meticolosa di ogni oggetto, compiti che del Toro gestisce in prima persona. Ha spiegato che per lui è difficile affidare la custodia e manutenzione dei suoi pezzi da collezione ad altri. Ha raccontato che una volta scoprì un collaboratore mentre puliva un dipinto ad olio con il Windex (un detergente per vetri a base di ammoniaca) e gli è preso un colpo.
“Gestire la mia collezione è come guidare per nove ore un autobus con 160 bambini indisciplinati a bordo. Ho bisogno di riposarmi”
Durante gli incendi a Los Angeles, a gennaio, del Toro ebbe solo un paio d’ore, la sua auto e pochi aiutanti per mettere in salvo alcuni pezzi dalla collezione. Su oltre 5.000 oggetti, riuscì a salvarne circa 120. Non era la prima volta: gli incendi si erano già avvicinati pericolosamente alla Bleak House in passato. Le case furono risparmiate, ma la paura lo travolse: si chiese infatti cosa sarebbe rimasto se un incendio o un terremoto avessero distrutto tutto.
L’asta non è solo un’operazione commerciale, ma una vera e propria lettera d’amore ai collezionisti, con l’obiettivo di far “imparare a leggere e scrivere il design cinematografico in un modo diverso”, spiegando come pensa un regista attraverso i suoi oggetti. Del Toro spera che chi acquisterà i pezzi possa ricreare una piccola versione della “Bleak House” e custodire la storia dell’horror e del cinema per le generazioni future.
Tra l’altro quella di Del Toro non è l’unica collezione celebre che è andata all’asta quest’anno: quella di David Lynch comprende sia memorabilia di film che capi di abbigliamento e attrezzi per il fai da te.
Non perdetevi la nostra classifica sui film di Guillermo Del Toro, dal migliore al peggiore.
