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Home » Personaggi » È morta Diane Keaton: premio Oscar, musa di Woody Allen e icona di stile

È morta Diane Keaton: premio Oscar, musa di Woody Allen e icona di stile

Keaton è stata anche regista e fotografa, oltre che attrice pluripremiata. Lascia due figli adottivi.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco11 Ottobre 2025
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Diane Keaton
Diane Keaton
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Diane Keaton è morta oggi 11 ottobre 2025 in California all’età di 79 anni. La conferma della scomparsa dell’attrice di Io e Annie e Il Padrino è arrivata attraverso un portavoce della famiglia, che ha chiesto rispetto per la privacy dei cari in questo momento difficile. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle circostanze della morte.

Nata a Los Angeles il 5 gennaio 1946 come Diane Hall, l’attrice era la maggiore di quattro figli in una famiglia dove il padre lavorava come ingegnere civile e la madre si occupava della casa. Keaton ha sempre raccontato che sua madre, nel profondo del cuore, avrebbe voluto essere un’artista. “Cantava, suonava il pianoforte, era bellissima. Era la mia sostenitrice”

Come ricorda People, dopo aver recitato in spettacoli teatrali durante il liceo, Keaton si diplomò nel 1964 e si iscrisse a un corso di recitazione all’università. Ma abbandonò presto gli studi per trasferirsi a New York e inseguire il sogno del teatro. Adottò il cognome da nubile della madre, Keaton, come nome d’arte professionale, perché esisteva già un’attrice di nome Diane Hall registrata presso l’Actors’ Equity.

Nel 1968 ottenne un ruolo nel celebre musical di Broadway Hair come sostituta del personaggio di Sheila. Durante quel periodo, Keaton affrontò una battaglia contro la bulimia, malattia che si sviluppò dopo che il regista dello spettacolo le disse di perdere peso. Diane però non ha dato a lui la colpa del suo problema di salute “Credetemi, aveva a che fare con un bisogno eccessivo di avere di più. Troppo. Era una malattia mentale”, raccontò nel 2017. “Ero diventata un’esperta nel nascondere. Come si fa a fare in modo che nessuno se ne accorga? Vivi uno stile di vita molto strano. Vivi una menzogna” Riuscì a guarire grazie alla terapia, ma quella malattia le impedì di godersi pienamente l’esperienza a Broadway.

Woody Allen e Diane Keaton
Woody Allen e Diane Keaton

La svolta arrivò nel 1969, quando fu scelta come co-protagonista di Woody Allen nella commedia teatrale Play it again, Sam, ottenendo una nomination ai Tony Award. Fu l’inizio di una collaborazione artistica che avrebbe segnato la storia del cinema, e anche di una relazione sentimentale con il regista newyorkese.

Il debutto cinematografico di Keaton risale al 1970 con Amanti ed altri estranei, ma la vera consacrazione arrivò nel 1972 quando Francis Ford Coppola la scelse per interpretare Kay Adams, la fidanzata di Michael Corleone (Al Pacino) ne Il Padrino.

Diane Keaton
Diane Keaton

Il film fu un successo planetario e vinse l’Oscar come miglior film. Keaton riprese il ruolo nel 1974 con Il Padrino – Parte II, anch’esso vincitore dell’Oscar, e tornò per l’ultima volta nel 1990 con Il Padrino – Parte III. Durante le riprese del primo film, nel 1971, iniziò una relazione con Al Pacino che durò anni.

Parallelamente al successo della saga di Coppola, Keaton continuò la collaborazione con Woody Allen nella versione cinematografica di Play it again, Sam (1972), seguita da Il dormiglione (1973) e Amore e guerra (1975).

L’apice della carriera arrivò nel 1977 con Io e Annie, romantica commedia diretta da Woody Allen in cui Keaton interpretava il personaggio che dava il titolo al film. La performance le valse l’Oscar come miglior attrice. Il guardaroba di Annie, con abiti maschili, gilet e pantaloni strutturati, rispecchiava lo stile personale di Keaton e la trasformò in un‘icona di moda. Molti specularono che il film fosse basato sulla relazione tra l’attrice e Allen. Lei rispose al New York Times: “Non è vero, ma ci sono elementi di verità”. Il film vinse anche gli Oscar per miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura originale.

L'abbraccio tra Diane Keaton e Woody Allen
L’abbraccio tra Diane Keaton e Woody Allen

Keaton lavorò nuovamente con Allen in Interiors (1978), Manhattan (1979) e Misterioso omicidio a Manhattan (1993). Nel corso degli anni difese pubblicamente il regista quando emersero le accuse di abusi sessuali da parte della figliastra Dylan Farrow. Accuse che ancora oggi, periodicamente, riaffiorano sui media.

Gli anni seguenti videro Keaton spaziare in ruoli diversi: dalla provocante insegnante in Cercando Mr. Goodbar (1977) alla socialite Louise Bryant in Reds (1981) di Warren Beatty, che le valse la seconda nomination all’Oscar. All’epoca era sentimentalmente legata a Beatty, che diresse e interpretò il film accanto a lei.

Nel 1987 iniziò una proficua collaborazione con la sceneggiatrice Nancy Meyers con Baby Boom, seguita dai fortunati Il padre della sposa (1991) e il suo sequel del 1995, e Tutto può succedere (2003), che le portò la terza nomination all’Oscar.

Nel 1996 recitò accanto a Goldie Hawn e Bette Midler nella commedia di successo Il club delle prime mogli, storia di tre donne lasciate dai mariti per donne più giovani. Il film si conclude memorabilmente con un cameo e una battuta fulminante di Ivana Trump, l’ex moglie dell’attuale Presidente USA.

Diane Keaton con l'Oscar
Diane Keaton con l’Oscar

La quarta e ultima nomination all’Oscar arrivò per La stanza di Marvin (1996), dove interpretava una donna malata di leucemia accanto a Meryl Streep e Leonardo DiCaprio.

Oltre alla recitazione, Keaton fu attiva come regista dagli anni Ottanta, dirigendo il celebre videoclip Heaven is a Place on Earth di Belinda Carlisle nel 1987, episodi delle serie China Beach e Twin Peaks, e i lungometraggi Eroi di tutti i giorni (1995) e Avviso di chiamata (2000), in cui recitò anche con Meg Ryan e Lisa Kudrow.

Fotografa appassionata dagli anni Settanta, pubblicò diverse raccolte fotografiche e si dedicò anche alla preservazione di case storiche. Non si è mai sposata e ha adottato due figli, Dexter e Duke.

 

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