È morto oggi, 8 ottobre 2025, all’età di 77 anni Paolo Sottocorona, storico meteorologo italiano e volto amatissimo della televisione, in particolare di La7. Per anni ha accompagnato il pubblico con le sue previsioni sobrie, puntuali e sempre caratterizzate da un tono pacato e rassicurante, diventando un punto di riferimento per milioni di telespettatori.
L’annuncio della scomparsa è stato dato da Enrico Mentana sul suo profilo Instagram: “Un nostro lutto, grave: se ne è andato Paolo Sottocorona”. Il direttore del TgLa7 ha voluto ricordare immediatamente le qualità che hanno reso Sottocorona un professionista unico nel panorama televisivo italiano.
Nato a Firenze il 17 dicembre 1947, Sottocorona aveva intrapreso inizialmente gli studi classici, per poi iscriversi alla facoltà di Ingegneria. Una passione per la scienza che ben presto si trasformò in una vocazione specifica: la meteorologia. Nel 1972 entrò nel Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare come ufficiale, dando inizio a una lunga e prestigiosa carriera che avrebbe segnato la sua vita professionale.
Tra il 1972 e il 1986 fu addetto dell’Ufficio Meteorologico dell’aeroporto di Guidonia, per poi ricoprire il ruolo di Capo Turno responsabile della Sala Previsioni del Centro Nazionale di Meteorologia. Un’esperienza particolarmente significativa fu la sua partecipazione alla V spedizione italiana in Antartide, confermando la sua dedizione alla meteorologia applicata in contesti estremi e di grande valore scientifico.
Nel 1993 lasciò l’Aeronautica Militare con il grado di capitano e intraprese una nuova avventura nella divulgazione televisiva. Il grande pubblico lo conobbe grazie a trasmissioni come UnoMattina, Tappeto volante su TMC e Geo & Geo su Rai 3. Ma è su La7 che diventò un punto di riferimento con i suoi interventi in programmi come Omnibus e nei telegiornali dell’emittente.
Oltre alle previsioni del tempo, sempre molto seguite dal pubblico, curava la rubrica Tempo al tempo, apprezzata per la capacità di approfondire i fenomeni meteorologici con rigore scientifico ma linguaggio accessibile. In un’epoca di allarmismo legato al clima, Sottocorona “aveva la capacità di spiegare i fenomeni meteorologici in modo chiaro, rigoroso e con toni mai eccessivi” – si legge in un articolo sul sito di TgLa7 – caratteristiche che lo hanno reso particolarmente amato dagli spettatori.
Il Messaggero ricorda che Paolo Sottocorona non fu solo un meteorologo televisivo, ma anche autore e divulgatore attento. Tra le sue pubblicazioni più note figurano Una finestra sul cielo (1983) e Che cosa sanno le nuvole? (2010), un libro per bambini che rifletteva la sua capacità di raccontare la scienza con semplicità e poesia, avvicinando i più giovani alla comprensione dei fenomeni atmosferici.
Riservato e amante della natura, Sottocorona era anche appassionato di vela: fu istruttore e capobarca al Centro Velico Caprera, dove trasmise la sua passione per il mare a generazioni di velisti. Si definiva “vegetariano al 99%” e viveva lontano dai riflettori e dai social network, preferendo la compagnia dei suoi tre cani.
Tutti i colleghi lo ricordano con grandissimo affetto, non solo per la sua professionalità e competenza tecnica, ma anche per il suo garbo, la sua gentilezza e la sua profonda empatia. Qualità umane che trasparivano in ogni sua apparizione televisiva e che hanno contribuito a creare quel legame speciale con il pubblico che lo ha seguito per decenni.
Lo scorso luglio il mondo della tv aveva dovuto salutare un’altra meteorologa preparata, Claudia Adamo, morta a causa di una lunga malattia.
