Si è spento a Roma il 3 ottobre Renato Cortesi. Nato a Bergamo nel 1939, è stato un interprete poliedrico capace di spaziare con grande ironia ed eleganza dal teatro al cinema, fino ai vertici del doppiaggio italiano. Lo ha comunicato sui propri profili social Antonio Genna, gestore dell’omonimo database dedicato al doppiaggio.
I suoi primi passi artistici affondano le radici nella Milano degli anni ’60, tra il Piccolo Teatro e il Teatro San Babila, immerso nel fermento culturale promosso da Giorgio Strehler e Paolo Grassi. Nel 1975 arriva la svolta con la commedia musicale I compromessi sposi al Teatro Sistina al fianco di Alighiero Noschese, Antonella Steni ed Elio Pandolfi, che segnò l’inizio di un amore viscerale per il teatro di rivista
Un genere affrontato sempre con la convinzione che, per divertire il pubblico, occorresse innanzitutto divertire se stessi – uno spirito mantenuto vivo fino ai successi recenti sul palcoscenico con lo spettacolo Dirty Dancing, per la regia di F. Bellone.
“Nel teatro ho sempre cercato innanzitutto di divertirmi… avendo sempre fatto teatro brillante e comico, se io divertivo me stesso riuscivo senz’altro a divertire anche gli altri.”
Entrato nel mondo del doppiaggio nel 1967-68 muovendo i primi passi alla CDC, Cortesi partecipò poco dopo, sotto la guida di Renato Turi, alla fondazione della CVD (Cooperativa Video Doppiatori) insieme a nomi storici quali Giancarlo Giannini, Oreste Lionello, Paolo Ferrari e Valeria Valeri (1970)
Cortesi ha sempre rivendicato con orgoglio la natura recitativa della professione al microfono, riassunta nella sua celebre battuta: «Non si può essere doppiatori se non si è attori… Sarebbe come dire: “Lei oltre cardiologo, è anche medico?”»
Un capitolo centrale e ricchissimo della sua carriera riguarda il profondo sodalizio vissuto in sala di doppiaggio con Federico Fellini. Il primo incontro tra i due avvenne per I clowns, dove il maestro gli fece interpretare più ruoli decisamente stravaganti, compreso un personaggio che doveva parlare in serbo-croato.
Non conoscendo la lingua, Cortesi improvvisò al microfono una sequenza di suoni inventati (“Na pove cazza uri birir stizza“); di fronte alla reazione divertita di Fellini, l’attore confessò sorridendo che significava “fra pochi minuti daremo il segnale orario”, l’unica frase che ricordava.
Impressionato da tanta prontezza ed estro, Fellini scelse Cortesi per doppiare Peter Gonzales in Roma (nel ruolo del giovane se stesso) e lo volle al suo fianco in altre nove pellicole. Nelle sale d’incisione il regista non iniziava mai il lavoro senza accertarsi della sua presenza chiedendo affettuosamente: “È arrivato cortesino?”
Fellini, abituato a riscrivere i dialoghi al volo sui fogli di doppiaggio, accompagnava i turni disegnando continuamente caricature – compresa una ventina di ritratti satirici dello stesso Cortesi con un naso enorme, che l’attore ha custodito con affetto per tutta la vita.
Il più bel momento della mia vita di doppiatore? Quando Fellini mi disse: ‘Fammi sentire come la faresti tu’. C’era una piccola disputa su una frase e lui, fintamente seccato, mi disse: ‘Vabbè, allora facciamo una bella cosa: fammi sentire come la faresti tu‘. Feci la battuta come volevo io e lui concluse: ‘Va bene, cambia l’anello, teniamo questa’. È stato un piccolo fiore all’occhiello che ho custodito per sempre.”
Oltre al sodalizio con Fellini, la voce di Cortesi resta legata a importanti star del cinema internazionale. Su tutti Gérard Depardieu, doppiato a partire dal 1981 in Temporale Rosy e in grandi film d’autore come L’ultimo metrò, Mio zio d’America e Tutte le mattine del mondo. A proposito, Cortesi ricordava come la voce del gigante francese, contrariamente alla sua imponente stazza, fosse dolce e molto affine alla propria
Altrettanto significativo il legame con André Dussollier (in opere come Tanguy e Un cuore in inverno)fino alle caratterizzazioni per Derek Jacobi (il Senatore Gracco ne Il Gladiatore) William Atherton, Michael Caine e Bruce Dern
Nella TV e nell’animazione è stato la voce indimenticabile di Pippo negli anni ’80 nonché la prima voce del direttore Skinner ne I Simpson (fino alla terza stagione inoltrata). Ha partecipato, doppiando diversi personaggi di contorno in vari episodi, anche all’edizione italiana della storica serie Colombo, con Peter Falk; sempre in seno alla CVD, Cortesi era nel cast di voci ricorrenti dell’iconica Miami Vice, prodotta da Michael Mann negli anni ’80. Destinata a rimanere negli annali, tuttavia, è la sua interpretazione del Direttore FBI Gordon Cole (David Lynch) in Twin Peaks, Twin Peaks – The Return e Fuoco, cammina con me
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Sul grande e piccolo schermo ha preso parte come attore a commedie cult del calibro de L’infermiera di notte con Lino Banfi a opere d’autore come La cena per farli conoscere di Pupi Avati e a popolari fiction come Preferisco il paradiso con Gigi Proietti.
