Alessandro Gassmann contro l’installazione dei data center; il regista e attore ha infatti ricondiviso sul proprio profilo Threads un reel IG della cantante gallese Eve Goodman in cui si può sentire il persistente rumore bianco generato da uno di questi complessi per la gestione delle risorse relative all’intelligenza artificiale.
“Questo è il suono perenne, 24 ore al giorno, tutti i giorni, che si sente avendo un data center nelle vicinanze. Buona fortuna a tutti noi.”
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L’appello dell’artista, interprete ed epigona della più profonda tradizione folk gallese e britannica in generale, invita a opporsi alla costruzione del Menai Data Centre, un nuovo grande centro di elaborazione dati che dovrebbe sorgere a Caernarfon, nel nord del Galles, sulle rive dell’Afon Menai. Il progetto prevede la realizzazione di un cosiddetto hyperscale data centre, una struttura di enormi dimensioni destinata a ospitare infrastrutture informatiche e server.
La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sull’espansione dei data center, infrastrutture sempre più necessarie per sostenere servizi digitali, cloud e sistemi di intelligenza artificiale, ma che possono richiedere grandi quantità di energia, acqua e suolo. Nel caso del progetto gallese, le associazioni e i cittadini contrari chiedono quindi che le possibili conseguenze ambientali dell’intervento vengano valutate attentamente nell’ambito della procedura di autorizzazione.
Una sensibilizzazione che però non sembra aver fatto breccia nella maggior parte dei follower dell’attore, che lamentano l’impossibilità di udire correttamente l’audio del reel (probabilmente per assenza di adeguati auricolari o peggio, per non aver attivato l’audio del contributo sul proprio dispositivo.)
L’intervento dell’attore, sempre pronto a schierarsi su temi scottanti – dai balneari a Vannacci – non ha dunque ricevuto l’atteso riscontro popolare, almeno per ora.
