Enzo Iacchetti è tornato a parlare apertamente di politica e lo ha fatto con un intervento destinato a far discutere. Lo scorso 17 luglio, ospite del festival Naturalmente Pianoforte di Pratovecchio, in provincia di Arezzo, il conduttore di Striscia la notizia ha rivolto dure critiche a diversi esponenti del governo, da Roberto Vannacci a Matteo Salvini, fino a Orazio Schillaci e Giorgia Meloni.

Nel corso dell’incontro, organizzato da Andrea Scanzi, Iacchetti ha condiviso con il pubblico l’elenco dei suoi “25 sogni”, tanti quanti – ha ironizzato – sarebbero i ministri del governo. Il primo era rivolto a Roberto Vannacci e ai sostenitori della cosiddetta remigrazione. Iacchetti ha detto che vorrebbe vederli “raccogliere pomodori in Puglia ad agosto per un euro netto all’ora, oppure asfaltare le strade di notte con quaranta gradi“, aggiungendo di non vedere mai “un bianco fare questi lavori nelle condizioni in cui li fanno tanti stranieri“.
Subito dopo ha preso di mira Matteo Salvini, immaginando il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti costretto a restare bloccato per quattro ore su un Frecciarossa, in seconda classe e senza aria condizionata, tra Parma e Bologna, invece di viaggiare nelle carrozze executive.
Parole ancora più dure sono state riservate al ministro della Salute Orazio Schillaci. Facendo riferimento alle lunghe liste d’attesa della sanità pubblica, Iacchetti ha dichiarato che vorrebbe vedere il ministro recarsi in ospedale con la necessità di sottoporsi a una Tac o a una risonanza magnetica e sentirsi rispondere che “la prima libera è tra otto mesi“, aggiungendo, con parole che già stanno sollevando forti polemiche: “E allora voglio vederlo morire prima come succede in tanti casi“.

L’ultimo passaggio, riporta Fanpage, ha riguardato Giorgia Meloni e la guerra nella Striscia di Gaza. Iacchetti ha immaginato un dialogo tra la presidente del Consiglio e sua figlia, che un giorno potrebbe chiederle quale fosse stata la posizione del governo italiano davanti alle migliaia di bambini uccisi nel conflitto. Riferendosi ai “25.000 bambini ammazzati” e alle violenze della guerra, il conduttore ha concluso: “Io sogno questo momento, peccato che tra vent’anni sarò già all’inferno”.
Non è la prima volta che Iacchetti prende posizione sul conflitto in Medio Oriente. Negli ultimi mesi aveva già fatto discutere per il duro confronto avuto a È sempre Cartabianca con Eyal Mizrahi, presidente della Federazione delle associazioni Italia-Israele. Durante il dibattito sulle vittime civili a Gaza, il conduttore aveva reagito con evidente indignazione a una domanda provocatoria di Mizrahi.
Nello stesso intervento ha chiarito il suo orientamento politico, indicando in Enrico Berlinguer il proprio punto di riferimento. A suo giudizio, essere comunisti vuol dire aiutare i poveri, difendere i più deboli e denunciare le responsabilità di governi, eserciti e guerrafondai.
