Luca Guadagnino ha concesso una lunga intervista al Corriere della Sera nella quale ha parlato tra le altre cose del suo nuovo film, After the Hunt, in uscita il 16 ottobre. A far discutere però, sono le sue dichiarazioni su Federico Fellini, regista da lui giudicato “noioso e prevedibile”. E su Otto e mezzo sentenzia: “Poteva durare un’ora in meno”
Nella sua intervista al Corriere della Sera, Aldo Cazzullo ha ricordato a Guadagnino che lui aveva definito Fellini “il maggiore dei minori” e gli ha chiesto perché non gli piace. Il regista di Chiamami col tuo nome ha spiegato:
“Punto di vista personale: lo trovo noioso, prevedibile, tranne in alcuni capolavori, come La strada e Giulietta degli Spiriti, tutti rischiarati dalla presenza di Giulietta Masina: la grande artista ahimè negletta della coppia. Che illumina anche un film tardo come Ginger e Fred”
Quando Cazzullo ha sottolineato a Guadagnino che sarà criticato per le sue dichiarazioni, il regista ha detto:
“Lo so. E non voglio mancare di rispetto a un regista come Fellini, che ha fatto la storia del cinema. Ma un artista non dovrebbe diventare un canone. Bergman disse: “Se dovessi fare un film alla Bergman, sarei finito”. Ecco, Fellini ha fatto film felliniani”
Nella stessa intervista Guadagnino ha spiegato che “i grandi artisti restano nell’aria, come una vibrazione. Oppure trasmigrano, in qualche forma. Kurt Cobain è morto da più di vent’anni, ma ho conosciuto giovani che lo amano e per i quali è vivo”
Ha poi indicato i suoi “cinque film della vita” a Cazzullo: Aurora di Murnau, Jeanne Dielman di Chantal Akerman, L’impero dei sensi di Nagisa Oshima, Viaggio in Italia di Rossellini e La Luna di Bertolucci.

Ha anche raccontato di quando predisse a Timothee Chalamet che sarebbe diventato una star – due anni prima di Chiamami col tuo nome – e di quando lavorò come cuoco per l’attrice Laura Betti, nel suo attico romano a Via Monserrato: “Ho sempre amato cucinare. E Laura Betti adorava mangiare. Mi faceva sempre preparare porzioni tre volte più grandi del necessario, con il retropensiero di mangiarsele lei. Per non cadere in tentazione faceva chiudere a chiave la porta della cucina, che però si apriva sotto in un passaggio tipo quello per i cani. Così lei passava di lì. A volte al mattino la trovavamo incastrata e dovevamo liberarla”
Le dichiarazioni su Fellini, come si può immaginare, stanno già facendo discutere e l’Huffington Post ha paragonato il regista a Stanis LaRochelle di Boris.
Beh, Fellini almeno non ha diretto né un remake né tantomeno “Melissa P.”.
E no, “8 1/2” non poteva durare un’ora in meno. Di “8 1/2” non va tolto nemmeno un fotogramma.
Ho apprezzato qualche film di Guadagnino, ma questa sparata a zero così supponente non mi va proprio giù. https://t.co/cC3NfrjoNy— Alfiere dell’Uomo del Giappone (@Stone_ColdCrazy) September 26, 2025
Luca Guadagnino come Stanis La Rochelle: “Fellini è noioso e prevedibile” https://t.co/JIdasyt2DA
— L’HuffPost (@HuffPostItalia) September 26, 2025
