Stefania Nobile risponde alle polemiche sul premio della cultura assegnato a lei e alla madre Wanna Marchi in Campidoglio lo scorso 23 settembre. E lo fa con il solito tono provocatorio che la distingue, spesso parlando di sé e della madre in terza persona, quasi fossero un brand. Nel suo intervento social Nobile lascia intendere anche che il documentario Netflix dedicato a loro potrebbe avere un seguito e lancia un anatema che, per il riferimento al dimagrimento, rievoca inevitabilmente i beati anni ’80 degli scioglipancia e delle creme dimagranti.
“Ma quanto vi ha fatto rosicare, ditemelo, il premio internazionale della cultura in Campidoglio a Vanna Marchi e Stefania Nobile. Fatemi capire la polemica dove sta? Polemizzate perché sarebbe piaciuto a voi, perché non siete stati invitati, perché non rappresentate la cultura, perché non fate niente per entrare nella cultura”.
Ricordiamo che Marchi è stata premiata per il suo libro La verità è che io cucino così, mentre Nobile ha ottenuto il riconoscimento per il suo libro Vendere cara la pelle.
Sui social Nobile ha voluto spiegare il suo concetto di cultura e lo ha fatto inforcando gli occhiali, “Come i letterati, come le persone importanti, quelle che voi definireste degne di entrare in Campidoglio”.
“Per molti di voi la cultura è Pirandello, l’arte è Michelangelo, ma non è così ragazzi. Vi spiego l’etimologia. Allora, la cultura è l’insieme delle conoscenze, dei valori, delle credenze, delle norme e dei comportamenti che un gruppo umano apprende e trasmette nel corso delle generazioni. L’etimologia della parola dice senso antropologico e sociologico, lo stile di vita, le tradizioni, le istituzioni, le arti e i costumi che caratterizzano una determinata società in un dato momento storico”.
Nobile ha poi parlato delle invidie e dei “bruciori di stomaco” che, a suo dire, susciterebbe la loro popolarità:
“Avete cercato di screditare ogni cosa bella che è accaduta nella vita di Vanna Marchi e Stefania Nobile. Quando uscì la serie Netflix – e a proposito preparatevi perché non è finita lì, chissà – è stato il periodo in cui hanno venduto più farmaci contro il bruciore di stomaco, quindi il Gaviscon e tutto il resto andavano come il pane”.

Il riferimento è a Wanna, il documentario Netflix che ha riportato al centro dell’attenzione la storia televisiva e giudiziaria di Marchi e Nobile. Con quel “preparatevi perché non è finita lì, chissà”, Stefania Nobile sembra quindi lasciare aperta la porta a un possibile seguito, senza però fornire dettagli su cosa potrebbe esserci in cantiere.
Quanto alle numerose reazioni alla notizia del premio ricevuto in Campidoglio, Nobile ha rivendicato ancora una volta il clamore suscitato attorno a lei e alla madre.
“Grazie, voi più parlate, più screditate, più sputate sentenza e veleno e più Wanna Marchi e Stefania Nobile arriveranno in alto e chissà, magari anche davanti ad un abito bianco che non è quello delle spose, ma in una situazione meravigliosa sempre a Roma, chissà. Dai continuate ad odiare, mi piace da morire”.
Infine la frase destinata a diventare il vero tormentone del suo intervento:
“Chi odia ingrassa e chi viene odiato dimagrisce”.
E, nel caso il concetto non fosse abbastanza chiaro, Nobile ha aggiunto: “Peso 53 chili, faccio 62 anni tra pochi giorni e una grandissima voglia di vivere e di creare cultura”.
