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Home » Personaggi » Lo youtuber anti borseggiatori Cicalone aggredito da una gang a Roma: cosa è successo

Lo youtuber anti borseggiatori Cicalone aggredito da una gang a Roma: cosa è successo

Aggredito nella metro di Ottaviano a Roma lo youtuber ed ex istruttore di pugilato Simone Bruzzi, in arte Cicalone. Il racconto della sua collaboratrice.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco13 Novembre 2025Aggiornato:13 Novembre 2025
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Simone Cicalone
Lo youtuber Simone Bruzzi, detto Cicalone
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Simone Ruzzi, conosciuto come Cicalone, è stato aggredito nella stazione della metropolitana Ottaviano a Roma mentre stava realizzando alcune riprese per il suo canale YouTube sui borseggiatori. L’ex pugile e youtuber, noto per i suoi video-denuncia sulla criminalità nella Capitale, ha raccontato di aver subito un violento pestaggio da parte di un gruppo di almeno dieci persone nei pressi della fermata della linea A, a pochi passi da San Pietro.

Le immagini pubblicate dallo stesso Cicalone sui suoi profili social mostrano i segni evidenti dell’aggressione: escoriazioni sul sopracciglio, sullo zigomo e alla bocca. Il content creator ha scritto in una storia Instagram che lo ritrae sdraiato nel retro di un’ambulanza di essere stato aggredito alle spalle, da dieci persone. Nelle ore successive ha pubblicato altre foto dal pronto soccorso e infine una terza immagine con il volto ancora livido e la scritta: “Sono in piedi”.

Simone Cicalone, lo youtuber che filma i borseggiatori aggredito in metro. «Preso alle spalle, erano in 10». Gli hanno spaccato la faccia. Un’aggressione brutale che però è stata ripresa dalle telecamere. Ci auguriamo che la giustizia faccia rapidamente il suo corso. pic.twitter.com/o6qkGUmklw

— Francesco Borrelli (@NotizieFrance) November 13, 2025

Secondo la ricostruzione fornita da Evelina, la videomaker che accompagnava Cicalone durante le riprese, l’aggressione è stata mirata e violenta. “Erano sei o sette volti noti, rom o dell’est Europa, brutti ceffi e molto aggressivi, che poco prima avevano minacciato anche le guardie giurate”, ha dichiarato la ragazza all’Adnkronos, visibilmente sotto shock. Si trattava di persone che lo youtuber aveva già incontrato in precedenti occasioni e che li avevano minacciati verbalmente.

La dinamica dell’aggressione è stata particolarmente brutale. Due individui si sono inizialmente avvicinati, lanciando offese e accuse. Il più grosso dei due ha poi effettuato una telefonata e, dopo pochi secondi, il gruppo si è scagliato contro le guardie giurate presenti in stazione. Successivamente lo stesso uomo avrebbe sferrato un forte pugno alla nuca di Simone, facendolo cadere a terra rigido e inerme, come se fosse svenuto. Mentre era a terra, i violenti hanno continuato colpendolo con alcuni calci.

Evelina ha spiegato che Cicalone avrebbe potuto difendersi utilizzando lo spray al peperoncino che porta sempre con sé, ma conoscendolo non lo avrebbe mai usato in un luogo chiuso per non coinvolgere i presenti. La videomaker ha comunque documentato l’intera aggressione con la telecamera che aveva in mano, con gli occhiali dotati di camera e con la camera a 360 gradi che Simone teneva con sé. Materiale che potrebbe rivelarsi decisivo per le indagini.

Insieme allo youtuber è stato aggredito anche personale della vigilanza in servizio alla stazione della metropolitana. I violenti, dopo il pestaggio, sono fuggiti in direzione viale Giulio Cesare. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Borgo e i carabinieri, che hanno avviato le indagini per identificare i responsabili e ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

Non si tratta del primo episodio di violenza ai danni di Cicalone. Nel maggio scorso aveva denunciato un tentativo di investimento in zona Piramide, seguito dalla minaccia: “La devi smettere di fare video. Non è il lavoro per te”. In un’altra occasione, nella stazione metro Flaminio, lo youtuber e la sua videomaker erano stati aggrediti da una coppia di borseggiatori: l’uomo aveva simulato il gesto del taglio della gola, mentre la donna si era scagliata contro la ragazza che effettuava le riprese, causandole una prognosi di sette giorni.

Anche a Napoli la coppia è stata vittima di aggressioni. Lo scorso agosto lui era stato pestato mentre la videomaker era stata scaraventata a terra, mentre in un episodio precedente nel capoluogo partenopeo era stato colpito da un gruppo di persone con un bastone. Una serie di violenze che testimoniano i rischi che corre chi decide di documentare e denunciare la criminalità urbana.

Ruzzi, ex campione di kickboxing e istruttore di pugilato, dopo un passato da responsabile di negozi Mondadori, Blockbuster e Apple ha deciso di reinventarsi come divulgatore della cultura di strada. Con il suo canale “Scuola di botte”, nato per insegnare arti marziali, è diventato un narratore delle periferie romane, raccontando storie di borgata e di criminalità minore insieme alla videomaker Evelina. Negli ultimi anni ha trasformato la sua attività in una “caccia ai borseggiatori” nelle metropolitane di Roma, filmandosi mentre affronta ladri e scippatori. Le risse e i pestaggi, spesso finiti al pronto soccorso, hanno contribuito ad accrescere la sua notorietà e i suoi guadagni: oggi – secondo le stime del Corriere – Cicalone vanta oltre un milione di follower complessivi e un fatturato stimato di circa 20mila euro al mese.

La sua attività di denuncia però, divide da sempre l’opinione pubblica, tra chi supporta il lavoro di Ruzzi e chi invece gli contesta la sua attività di vigilantes, che di fatto si sostituisce alle forze dell’ordine. Qualche tempo fa, Carlo Verdone a proposito dell’attività di Cicalone, disse al Corriere:

“Cicalone potrebbe tranquillamente essere un mio personaggio. Sotto la metropolitana ci vorrebbero più agenti in borghese, non è un lavoro che può fare chi conta di prendere i like. Certo Roma è talmente grossa, talmente affollata. Ormai, bisogna dire la verità, ci sono più turisti che romani. Mi rendo conto che è tutto complicato, siamo in un momento di declino da tutti i punti di vista. Ma è così strano chiedere meno Cicalone e più polizia?”

In quell’occasione Verdone aveva parlato anche di altri problemi della città, dal traffico ai cantieri.

 

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