Mara Venier ha condiviso un ricordo curioso della sua giovinezza durante una recente intervista nel podcast di Luca Zaia, Il Fienile. La conduttrice ha raccontato di essere stata spesso presa in giro da bambina per il suo incarnato olivastro, considerato troppo scuro da alcuni coetanei. Un’esperienza che la segnò profondamente e che, nella sua ingenuità, la portò perfino a lavarsi con l’Aiax, il detersivo per le pentole, nella speranza di schiarire la pelle.
Nel corso della conversazione, Venier ha ripercorso gli anni dell’infanzia, ricordando di essere nata a Venezia e di essersi trasferita a Mestre quando aveva circa cinque anni. La famiglia lasciò il centro storico dopo che il padre trovò lavoro in ferrovia e ottenne una casa destinata ai ferrovieri nel quartiere Piave.
“Chi nasce a Venezia ci tiene molto a dire: sono nata a Venezia, poi sono cresciuta a Mestre”, ha raccontato la conduttrice, ricordando il trasferimento dovuto anche alle difficoltà economiche della famiglia e all’affitto a Venezia, che già allora era alto. Sua madre lavorava come sarta, mentre il padre, prima dell’assunzione in ferrovia, faceva il fruttivendolo.

Tra i ricordi più vividi ci sono però quelli legati ad alcune prese in giro subite da ragazzina. A causa della sua pelle scura e del suo incarnato, alcuni coetanei la prendevano di mira. “Mi lavavo con l’Ajax, quello delle pentole. Mi dicevano che ero figlia di un marochin“, ha raccontato Venier, spiegando come quelle parole l’avessero ferita al punto da convincerla che dovesse cambiare il proprio aspetto.
Durante l’intervista, Mara Venier ha affrontato anche un capitolo molto delicato della sua vita: la malattia della madre, colpita da una forma di Alzheimer. Dopo la sua scomparsa, per lungo tempo la conduttrice non è riuscita a tornare nei luoghi della propria infanzia, associati a ricordi troppo dolorosi.
Oggi, però, il rapporto con quel passato sembra essere cambiato. Tornare a Mestre le ha permesso di guardare quegli anni con occhi diversi. “Rivedo via Piave, piazza Ferretto. Ed è come se improvvisamente facessi pace con il mio passato”, ha spiegato.
Nel corso della chiacchierata, a Venier è stato chiesto cosa direbbe alla sé stessa ventenne.
“Cerca di essere meno bisognosa di affetto, credi meno a quello che ti dicono. A vent’anni ero ingenua, credulona, sono stata catapultata in un mondo che non mi apparteneva ma io mi sento sempre quella Mara di piazza Ferretto”.
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