Il regista di origini turche Ferzan Ozpetek ha concesso un’intervista a Repubblica in cui ha parlato della cucina italiana e del ruolo importante che hanno le tavolate e la condivisione del cibo nei suoi film. Ha spiegato che quando arrivò in Italia, negli anni ’70, trovò strana l’abitudine italiana di mangiare prima la pasta e poi il resto. Ma si adeguò, seguendo i consigli di sua zia, che lo aiutarono ad approfondire la nostra cultura.
“Quando sono arrivato negli anni Settanta ho trovato una cultura e un cibo meravigliosi. Mia zia, che amava l’Italia, mi aveva avvertito: “Per imparare bene la lingua e vivere qui devi mangiare come loro”. Nei primi tempi mi sembrava strano mangiare prima la pasta e poi il secondo, ma ho capito che rispettare le abitudini era fondamentale. Quando cucinavo italiano in Turchia, vent’anni fa, gli amici si stupivano dell’ordine dei piatti, io ripetevo: “Per entrare in una cultura devi mangiare come loro”
Il regista di Diamanti ha anche raccontato di quegli amici – presumiamo stranieri – che alla fine di un pranzo chiesero un cappuccino.
“Non cederò mai su queste cose. Ricordo amici che, dopo un pranzo italiano stupendo, hanno chiesto un cappuccino: ho detto “No, non lo bevi adesso, sennò urlo”

A Repubblica ha poi spiegato cosa ama della cucina italiana
“Sono convinto che quella italiana sia la forma più alta di cucina. Nella sua semplicità, con pochi ingredienti di qualità, mescolati nel modo giusto. Questa è la sua forza: non essere troppo lavorata, come invece quella francese, che non mi fa impazzire. Per me la cucina ideale è quella classica, senza aggiunte che la snaturino. Ricordo vent’anni fa un locale con la scritta “pizza e kebap”: ecco, non mi ha convinto. La classicità di certi piatti li ha resi universali: il modo di cuocere la pasta, la pasta aglio, olio e peperoncino, il pomodoro semplice… piatti pazzeschi”
E a proposito degli spaghetti aglio, olio e peperoncino ha svelato che segue la ricetta che gli insegnò Ugo Tognazzi: “Aggiungo pangrattato tostato, che dà croccantezza. Sono dettagli, ma sempre dentro la tradizione italiana. E mi piace ricordare Aldo Fabrizi, categorico: “Il prezzemolo si taglia con le mani, sennò s’offende”
Il regista ha anche parlato del ruolo che hanno il cibo e le tavolate nel suo cinema. Da Le Fate Ignoranti a Saturno Contro, fino a Diamanti, nei film di Ferzan Ozpetek si cucina e soprattutto si partecipa a lunghe tavolate, preferibilmente all’aperto.
“Sono cresciuto in Turchia, in una casa con tre tavole: in cucina, in salone, in terrazza. Le tavolate erano importanti momenti di incontro, condivisione, discussione, allegria e litigi: io sono cresciuto così, per questo lo racconto nei miei film. Poi mi piace molto cucinare all’italiana. Da anni sono un re dei primi piatti: nella mia casa precedente, dove ho girato Saturno contro, la cucina era enorme e trafficavo con i fornelli per gli amici mentre chiacchieravamo. Preparare i piatti assomiglia molto a fare un film: devi saper dosare gli ingredienti secondo il tuo gusto. Non so fare i dolci, perché richiedono misure precise. Nei piatti salati invece vado a sensazione. “

Sui dolci però, Ozpetek ha girato un intero film, La finestra di fronte. Forse gli riesce meglio dosare gli ingredienti cinematografici, che quelli di pasticceria. Sapevate che Ozpetek litigò con Scamarcio sul set a causa di un taglio di capelli?
Parlando di pasta invece, qui vi sveliamo la ricetta della carbonara della Sora Lella, svelata da suo nipote e – se volete inorridire – quella “light” di Jennifer Aniston. Due mondi diversi.
