Presley Gerber, figlio di Cindy Crawford e Rande Gerber, morto domenica all’età di 27 anni in una struttura di rehab per cause ancora non divulgate, aveva parlato più volte in passato delle sue difficoltà legate alla salute mentale e ai problemi di tossicodipendenza. Proprio in uno degli ultimi post condivisi sui social, lo scorso marzo, il giovane modello aveva raccontato un’esperienza di trattamento con ibogaina, una sostanza psichedelica utilizzata anche nell’ambito della cura delle dipendenze.
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Nel video pubblicato su Instagram, Presley si mostrava poco prima di sottoporsi a una somministrazione di ibogaina, una sostanza ricavata dalla corteccia della radice dell’arbusto africano Tabernanthe Iboga. L’ibogaina viene utilizzata per trattare la dipendenza da alcol e alcune sostanze come eroina, cocaina, crack e metanfetamina, ma a causa delle sue proprietà allucinogene e di rischiosi effetti collaterali per pazienti con determinati problemi di salute è tuttora illegale negli USA e in altre nazioni, tra cui anche l’Italia. In altri paesi tra cui Messico e Canada invece esistono centri che la somministrano in via sperimentale.
“Un momento tranquillo prima che tutto cambiasse”, aveva scritto Presley nella didascalia del post. “Ero assolutamente terrorizzato e sapevo che lo sarei stato di nuovo se mai avessi dovuto affrontare una cosa del genere.” Nel raccontare il trattamento, Presley aveva condiviso anche alcuni dei suoi “mantra”, spiegando quanto fosse stato difficile affidarsi completamente al percorso che aveva scelto.
“Lasciare andare il controllo non è stato facile, ma mi sono fidato del fatto che ci fosse qualcosa di più grande di me a guidare tutto”, aveva scritto. Poi aveva aggiunto: “Sapevo perché ero lì. Ho affrontato ciò da cui stavo scappando e, in mezzo a tutto questo, ho iniziato a ritrovare la strada verso me stesso. Vedremo.”

Nel post aveva anche spiegato di sperare che quella fosse l’ultima volta in cui avrebbe avuto bisogno di affrontare un trattamento simile: “Prego che sia l’ultima volta che devo tornare qui.” “Almeno, la prossima volta vorrei poter scegliere di farlo”, aveva continuato, lasciando intendere che il suo ricovero in struttura non era stato del tutto volontario.
Presley aveva poi ringraziato il team che si era occupato di lui definendolo “incredibilmente premuroso, gentile e preparato”. Aveva concluso il messaggio raccontando di aver stretto anche delle amicizie durante quel periodo: “E lì mi sono fatto degli amici davvero fantastici.”
Il post aveva ricevuto numerosi messaggi di affetto da parte della sua famiglia. La madre Cindy Crawford aveva commentato: “Sei un guerriero! Hai attraversato il fuoco per ritrovare te stesso! Sono così orgogliosa di te!”. La sorella Kaia Gerber, 25 anni, aveva invece scritto: “Questo è mio fratello. Sono così dannatamente orgogliosa.”
Presley, nato a Beverly Hills nel 1999, non aveva nascosto negli anni le sue difficoltà legate alla salute mentale e all’abuso di sostanze. Nel 2023, durante un’intervista al podcast Studio 22, aveva parlato apertamente anche della depressione e del desiderio di mettere a frutto la sua esperienza – e il suo percorso disseminato di errori – per poter essere d’aiuto ad altre persone.
“La salute mentale è un problema. È una parte così importante della mia vita. È un lavoro 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e c’è così tanto da affrontare”.
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