A distanza di oltre trent’anni, Henry Winkler ha deciso di rompere il silenzio sul rapporto conflittuale con Tom Hanks, una tensione che affonda le radici nel 1989, durante le riprese del film Turner e il casinaro. In un’intervista rilasciata al programma In Depth With Graham Bensinger uscita il 9 settembre, l’indimenticabile Fonzie del telefilm Happy Days ha rivelato dettagli inediti su uno dei dissapori più duraturi di Hollywood.
La storia inizia quando Winkler, all’epoca già affermato come attore ma ancora insicuro nelle vesti di regista, accettò di dirigere Turner e il casinaro, la commedia che vedeva protagonisti Tom Hanks, il cane Beasley e Mare Winningham. Winkler ha ammesso di aver inizialmente esitato di fronte alla proposta, perché non aveva buone sensazioni sul progetto, ma di essersi lasciato convincere da un dirigente dello studio. Una decisione che si sarebbe rivelata fatale per la sua carriera da regista.
“Ecco una lezione. Quando il tuo istinto ti dice: ‘Uh oh! Pericolo! Campanello d’allarme!’, non devi mettere in discussione quello che senti dentro. Puoi mettere in discussione il tuo cervello, ma mai quello che senti dentro. Io sono andato completamente contro il mio istinto e alla fine mi è arrivato dritto in faccia come una mazzata.”
“All’epoca, essendo insicuro, parlavo troppo e davo loro indicazioni, pensavo che quello fosse il mio lavoro”, ha raccontato Winkler, spiegando il suo approccio con Hanks e Mare Winningham. “Volevo rifare le scene e a quanto pare questo li fece arrabbiare”. L’approccio meticoloso dell’attore, che richiedeva ripetute riprese delle stesse scene, creò attriti sul set. Dopo appena 13 giorni di lavorazione, Winkler fu chiamato nell’ufficio del produttore e venne rimosso dal progetto. Rientrò sul set, prese le sue cose e se ne andò a casa. Fu sostituito da Roger Spottiswoode, che portò a termine la pellicola.
L’attore ha descritto il licenziamento come un’esperienza devastante. “Non l’ho gestita bene”, ha aggiunto, riferendosi alle conseguenze emotive di quell’episodio che ha segnato profondamente la sua carriera.
Ma la vicenda non si è conclusa con il licenziamento. Winkler ha rivelato un particolare che suggerisce come la tensione sia proseguita negli anni. Tom Hanks, prima di diventare una star, aveva partecipato a un episodio di Happy Days. Quando venne realizzato un documentario retrospettivo sulla celebre serie televisiva, la produzione chiese il permesso di utilizzare 60 secondi della performance di Hanks, ma l’attore si rifiutò.
Quando il conduttore Graham Bensinger gli ha chiesto quale fosse oggi il suo giudizio su Hanks, la risposta di Winkler è stata eloquente: “Sto ancora lavorando sulla mia prospettiva”. Alla domanda se pensasse che il loro rapporto potesse mai essere riparato, l’attore di Barry ha risposto: “Certo”.

Come scrive E! News, Ron Howard, che oggi è un regista affermato, ma all’epoca recitò in Happy Days nel ruolo di Richie, è amico di entrambi gli attori e nel 2020 ha confermato in un’intervista a The Guardian che che tra i due effettivamente ci furono tensioni: “Sono amico di entrambi e tutti e due si sono sentiti in dovere di venire a parlarne con me”, ha rivelato Howard. “È stata semplicemente una di quelle situazioni sfortunate in cui il reciproco metodo di lavoro non si adattava. So che è stato doloroso per entrambi e ho potuto prestare ascolto, se non offrire soluzioni”.
Curiosamente, Winkler ha sempre rifiutato la definizione di “faida” per descrivere il suo rapporto con Hanks. In un’intervista a TMZ nel 2020, l’attore aveva dichiarato: “Non ho una faida con Tom Hanks. Ma non importa, perché quello che tutti dicono e quello che è vero sono due cose diverse”. Una posizione che sembra suggerire come la situazione sia più complessa e sfumata di quanto possa apparire dall’esterno.
Tom Hanks, dal canto suo, non ha mai rilasciato commenti pubblici sulla vicenda. Il silenzio di Hanks, durato oltre tre decenni, contribuisce ad alimentare il mistero su cosa sia realmente accaduto sul set di Turner e il casinaro e se i due attori riusciranno mai a trovare un punto d’incontro.
