Tom Cruise ha rifiutato l’invito del presidente Donald Trump a ricevere un Kennedy Center Honor, uno dei premi più prestigiosi delle arti performative negli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, l’attore ha motivato la scelta con impegni di agenda già fissati in precedenza. La notizia, confermata da più fonti interne ed da ex dipendenti del Kennedy Center, arriva a meno di quattro mesi dalla cerimonia, prevista per il 7 dicembre 2025 alla Kennedy Center Opera House di Washington, evento che sarà condotto proprio da Trump nella veste di presidente e chairman dell’istituzione.

Come scrive People, il rifiuto di Cruise assume particolare rilevanza poiché avrebbe dovuto far parte della prima classe di premiati sotto il secondo mandato di Trump, composta da personalità scelte direttamente dal presidente: Sylvester Stallone – che in più occasioni ha supportato pubblicamente il Presidente – i Kiss, Gloria Gaynor, Michael Crawford e George Strait. Durante la presentazione ufficiale alla Hall of Nations, Trump ha sottolineato il proprio ruolo nella selezione dei premiati:
“Direi di essere stato coinvolto al 98 percento. Sono tutti passati da me… avevo un paio di elementi woke. Ora abbiamo grandi persone. È molto diverso da com’era una volta, molto diverso”.
Con “elementi woke” il presidente intendeva alcuni membri dello staff del Kennedy Center, recentemente criticati per aver messo in scena spettacoli dai contenuti considerati troppo “woke”.

L’attore di Mission: Impossible ha mantenuto negli anni un basso profilo politico, evitando di schierarsi apertamente con uno dei due principali partiti. Di recente, durante il tour promozionale del film Mission: Impossible – The Final Reckoning, ha dribblato una domanda di un giornalista coreano sugli effetti delle tariffe di Trump sulla produzione, rispondendo: “Preferiamo rispondere a domande sul film. Grazie”.
La decisione di Trump di annunciare i premiati in conferenza stampa anziché con il tradizionale comunicato stampa rompe con le consuetudini precedenti. L’ex presidente ha elogiato Stallone per i ruoli in Rambo e Rocky, definito I Will Survive di Gloria Gaynor “una di quelle poche canzoni che migliorano ogni volta” – una hit iconica, tra le più suonate ai pride di tutto il mondo, anche se Trump sembra non saperlo o finge di non saperlo. – e anticipato che i Kiss “faranno qualcosa di speciale” durante la serata. Non ha mancato di criticare il mondo di Hollywood e i premi dell’Academy:
“Ne ho rifiutati tanti. Erano troppo woke. Guardate gli Oscar, ora fanno pessimi ascolti. È tutto woke, parlano solo di quanto odiano Trump, ma alla gente non piace. Non li guardano più. Una volta c’erano 45 milioni di spettatori”.
Il rifiuto di Cruise non pregiudicherà altri riconoscimenti in arrivo: il 16 novembre riceverà un Oscar onorario ai Governors Awards per il contributo alla storia del cinema. In quella stessa serata saranno premiati anche Debbie Allen e il production designer Wynn Thomas, mentre Dolly Parton riceverà il Jean Hersholt Humanitarian Award. Nel frattempo, dopo l’uscita dell’ultimo Mission: Impossible a maggio, Cruise è impegnato in più progetti, incluso un film diretto da Alejandro G. Iñárritu atteso per ottobre 2026, e il produttore David Ellison ha confermato che un terzo Top Gun è tra le priorità di Paramount.
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