Sydney Sweeney è di nuovo al centro dell’attenzione merdiatica, ma stavolta non solo per le polemiche che hanno accompagnato la campagna pubblicitaria dei jeans American Eagle. L’attrice della serie Euphoria, è stata difesa pubblicamente dal presidente USA Donald Trump dopo che è emersa la notizia della sua affiliazione politica: dal giugno 2024 risulta infatti registrata come repubblicana in Florida, nella contea di Monroe.
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Newsweek racconta che tutto è nato durante un’intervista di domenica, quando un giornalista ha chiesto a Trump un commento sullo spot “Sydney Sweeney Has Great Jeans”, recentemente diventato virale ma oggetto anche di aspre critiche. Lo slogan, che gioca sul doppio significato delle parole “jeans” e “genes” (geni), è stato accusato da alcuni utenti sui social di richiamare slogan eugenetici e di contenere sottintesi razzisti.
Trump, inizialmente ignaro della posizione politica dell’attrice, ha reagito con entusiasmo non appena ha scoperto che Sweeney è una repubblicana registrata: “È una repubblicana registrata? Oh, allora ora adoro la sua pubblicità!”, ha esclamato davanti ai cronisti, ridendo.
“Vi sorprendereste di sapere quante persone sono repubblicane. Questo non lo sapevo, ma sono felice che me l’abbiate detto. Se Sydney Sweeney è una repubblicana registrata, penso che il suo spot sia fantastico!”.
Il presidente ha chiesto conferma del fatto che Sweeney fosse davvero la protagonista dello spot in questione, ricevendo risposta affermativa dal giornalista. Da quel momento, ha offerto una difesa aperta della campagna, in netta opposizione con l’indignazione di una parte dell’opinione pubblica.
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Nel video promozionale pubblicato su Instagram, che potete vedere qui sopra, la 27enne attrice cammina verso un cartellone pubblicitario che la ritrae accanto allo slogan “Sydney Sweeney has great genes”. Con un gesto ironico, cancella la parola “Genes” e la sostituisce con “Jeans”, in un gioco visivo che però molti non hanno apprezzato.
American Eagle ha respinto le accuse definendo lo spot una trovata leggera e giocosa, mentre parte del pubblico l’ha bollata come “fuori dal tempo” o persino indifferente ai temi razziali. Altri, al contrario, l’hanno applaudita per aver sfidato la cultura woke con uno slogan audace. Le polemiche sullo spot hanno superato i confini e sono approdate anche in Italia. A tale proposito citiamo la riflessione del giornalista Gianluca Arnone sullo spot
“Leggervi un qualche riflesso subliminale di stereotipizzazione bianca è lecito, probabilmente corretto. Cogliervi una regia politica francamente sciocco (…) le crociate “woke” finiscono per fare il gioco opposto a quello che si prefiggono. Invece di disinnescare lo stereotipo, lo amplificano. Invece di ridicolizzare la caduta di stile, la trasformano in caso. E chi vota Trump, da casa, si convince una volta di più che la sinistra americana è ossessionata dal nulla”
Anche il vicepresidente JD Vance ha detto la sua, ironizzando durante il podcast Ruthless:
“Il mio consiglio politico ai Democratici? Continuate pure a dire che chiunque trovi attraente Sydney Sweeney è un nazista. A quanto pare, questa è davvero la loro strategia”.
Al momento, l’attrice non ha rilasciato dichiarazioni in merito al suo orientamento politico né alle polemiche sullo spot. Ma nel frattempo, ha conquistato un potente sostenitore: il presidente degli Stati Uniti in persona.
