Sharon Stone, in una recente intervista, si è aperta ancora una volta sulla sua vita familiare, rivelando dettagli dolorosi e intimi sulla sua infanzia e sul rapporto complesso con la madre, Dot, recentemente scomparsa. Le sue considerazioni sugli abusi subiti dal nonno materno, di cui aveva già parlato nel suo libro autobiografico, “Il bello di vivere due volte”, hanno colpito nuovamente il pubblico, abituato all’immagine forte che l’attrice dà sotto i riflettori.

“La mamma se n’è andata qualche mese fa, ma solo ora mi sento pronta a parlarne”, ha detto Sharon al Corriere della Sera, spiegando che è stata divisa tra emozioni contrastanti “Un po’ dalla rabbia, ma anche dal pensare “in ogni caso, non avevo bisogno di te”. Una frase che rivela la complessità del loro rapporto, segnato da una madre “divertente ma capace di dire cose terribili”. Dot, secondo il racconto dell’attrice, era una figura controversa, con un linguaggio colorito e un’indole tutt’altro che solare. Gli ultimi giorni di vita di Dot, segnati dal delirio e da frasi crudeli ma sconnesse, sono stati raccontati da Stone con affilato sarcasmo:
“Negli ultimi giorni mi avrà detto “Ti prendo a calci nella f…” probabilmente quaranta volte. Ma delirava. E quando l’ultima cosa che tua madre ti dice prima di morire è: “Parli troppo, mi fai venire voglia di suicidarmi”, e tutta la stanza ride, l’unico tuo pensiero è che abbia davvero esagerato questa volta! Ma lei era così. Non riusciva proprio a trovare tenerezza e pace dentro di sé”
Ma il vero trauma che ha segnato l’infanzia di Sharon Stone è legato alla figura del nonno materno, un uomo violento che abusava fisicamente di Dot e delle altre figlie e, come rivelato nel libro di memorie dell’attrice, anche delle nipoti.
“Mia madre aveva il terrore che, una volta morta, sua madre e suo padre sarebbero stati lì ad aspettarla. Non voleva morire proprio per non vederli perché erano stati molto crudeli. La convinsi di averli messi in prigione, ragion per cui non ci sarebbero stati. Il suo è stato un vero e proprio inferno”
Sharon racconta un episodio su sua mamma, alla quale da bambina, mentre era a scuola, uscì del sangue da dietro la divisa e scoprirono che aveva la schiena martoriata dalle botte.
“Credo che gli abusi siano la causa dell’infermità mentale di tutte le sorelle di mia madre. Sono state sottoposte a trattamenti per problemi di salute mentale. Erano in cinque e solo mia madre è sopravvissuta oltre i 50 anni. C’erano anche un paio di altre sorelle che sono però morte da bambine”
Riguardo lei, spiega Sharon, si è allontanata dal nonno quando aveva cinque o sei anni, “prima che le molestie sessuali nei miei confronti diventassero più pressanti. Ero una ragazzina molto intelligente. Me la sono cavata con abusi molto più leggeri rispetto a quelli subiti dalle altre”
Sharon Stone ha poi parlato delle difficoltà di parlare apertamente di questi traumi all’interno della famiglia. La sorella, infatti, si è rifiutata di leggere il libro, nonostante l’avesse inizialmente incoraggiata a scriverlo.
“Quando sei tu a spezzare la catena familiare, nessuno ti guarda di buon occhio, non è forse così? La tua famiglia non ti apprezza, i tuoi amici non capiscono cosa ti stia succedendo. La gente pensa che tu sia impazzita e qualcosa in te sia sbagliato”
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