Attraverso un lungo post sul suo blog, George R. R. Martin ha lodato senza mezzi termini A Knight Of The Seven Kingdoms, tratto dall’omonima novella, ambientata nel mondo del Trono di Spade, un secolo prima degli eventi del primo romanzo, con protagonisti Dunk e Egg, un aspirante cavaliere e il suo scudiero: lo scrittore ha rivelato di aver visto la serie in anteprima, definendola un adattamento decisamente fedele
Ecco il testo tradotto dell’intervento di Martin, direttamente da Not A Blog
“A Knight Of The Seven Kingdoms, per cominciare. È fatta. Ira e il suo team hanno concluso la prima stagione mesi fa e sono passati direttamente alla post-produzione. Ho visto tutti e sei gli episodi (gli ultimi due ancora in versione provvisoria, lo ammetto) e li ho adorati. Dunk e Egg sono sempre stati tra i miei personaggi preferiti, e gli attori che abbiamo trovato per interpretarli sono semplicemente incredibili. Anche il resto del cast è straordinario. Aspettate di incontrare la Tempesta Ridente e Tanselle Troppo-Alta.
A Knight Of The Seven Kingdoms è un adattamento de Il Cavaliere Errante, la prima delle novelle che ho scritto su di loro. È un adattamento fedele quanto si possa ragionevolmente sperare (e sapete tutti quanto io sia incredibilmente ragionevole su questo argomento). Se cercate solo azione, azione e ancora azione… beh, forse questa serie non vi soddisferà del tutto. C’è una grande scena di combattimento, emozionante quanto mai si possa desiderare, ma niente draghi stavolta, niente grandi battaglie, niente Estranei… È una storia incentrata sui personaggi, sul dovere e sull’onore, sulla cavalleria e su tutto ciò che essa rappresenta.”
Neanche troppo tra le righe, qui Martin fa riferimento a una recente polemica, legata all’adattamento seriale di un’altra sua opera ambientata a Westeros, ovvero House Of The Dragon, tratta da Fuoco e Sangue, volume di fantastoria sulla casata Targaryen. Sempre sul suo blog, l’autore aveva infatti fortemente criticato l’operato di Ryan Condal, specie in riferimento alla gestione di alcune svolte narrative legate al personaggio di Maelor (qui un nostro approfondimento)
![Una scena di House Of The Dragon 2x01 [HBO]](https://cinemaserietv.it/wp-content/uploads/2024/06/helaena-targaryen-being-held-at-knife-point-by-cheese-in-house-of-the-dragon-season-2-1024x512.jpg)
Leggiamo da Variety (il post fu successivamente cancellato da Martin stesso e non è più reperibile nella forma originale)
“Quando Ryan Condal mi disse per la prima volta cosa intendeva fare, secoli fa (forse nel 2022), gli avevo contestato la scelta per tutti questi motivi. Non ho discusso a lungo né con troppa veemenza, però. Sentivo che il cambiamento avrebbe indebolito la sequenza, ma solo leggermente. E Ryan aveva motivazioni pratiche: non volevano affrontare il problema di dover scritturare un altro bambino, specialmente un bambino di due anni. Attori così piccoli inevitabilmente rallentano la produzione e ci sarebbero state implicazioni di budget. Il budget era già una questione spinosa per House of the Dragon, quindi aveva senso risparmiare dove possibile. Inoltre, Ryan mi assicurò che non stavamo eliminando il principe Maelor, ma solo rimandando la sua introduzione.
La regina Helaena avrebbe potuto ancora darlo alla luce nella terza stagione, presumibilmente rimanendo incinta verso la fine della seconda. Questo aveva senso per me, quindi ritirai le mie obiezioni e accettai la modifica. Amo comunque l’episodio e, nel complesso, la sequenza di Sangue e Formaggio. L’eliminazione del momento della “Scelta di Helaena” ha reso la scena un po’ meno intensa, ma non in modo significativo. Solo i lettori del libro avrebbero notato la sua assenza; gli spettatori che non hanno mai letto Fuoco e Sangue l’avrebbero comunque trovata straziante. Maelor, dopotutto, non faceva nulla nella scena. Come avrebbe potuto? Aveva solo due anni.
Tuttavia, c’è un altro aspetto legato alla rimozione del piccolo principe.
Di per sé, Maelor conta poco. È un bambino piccolo, non ha battute, non fa nulla di rilevante se non morire… ma il dove, il quando e il come contano. La sua assenza ha indebolito il finale della sequenza di Sangue e Formaggio, ma ha anche eliminato la scena di Ponteamaro, con tutto il suo orrore e il suo eroismo. Ha ridotto l’impatto della motivazione dietro il suicidio di Helaena, e questo, a sua volta, ha tolto forza alla rivolta popolare, privandola di una spinta emotiva: migliaia di persone che scendono in strada e nei vicoli, urlando giustizia per la loro regina ‘assassinata’. Nulla di tutto ciò è essenziale, suppongo… ma tutto contribuisce a legare le linee narrative, facendo sì che ogni evento segua logicamente e in modo convincente il precedente. E ci sono farfalle ancora più grandi e tossiche in arrivo, se House of the Dragon andrà avanti con alcuni dei cambiamenti che sta valutando per le stagioni 3 e 4″
