Filippo Bisciglia ha raccontato un curioso retroscena del periodo in cui stava per essere scelto come concorrente del Grande Fratello, nel 2006. All’epoca lavorava in un negozio di telefonia a Roma, in Via del Corso, e proprio lì sarebbe stato spiato dagli autori del reality, che si presentavano fingendosi normali clienti. Un modo per capire come si comportasse lontano dalle telecamere e se fosse davvero una persona autentica.
“Ho scoperto che c’erano clienti fake che fingevano di venire a comprare telefoni o chiedevano informazioni sui contratti, ma in realtà erano autori del Grande Fratello. Hanno capito che ero autentico e non fingevo: parlavo, parlavo, parlavo con tutti. Sono fatto così”, ha raccontato Bisciglia.
Il suo ingresso nella Casa del Grande Fratello, però, non è stato così lineare. Già nel 2005 aveva sostenuto il provino per partecipare al reality, arrivando fino alla firma del contratto. Poi, però, qualcosa cambiò e la sua partecipazione saltò all’ultimo momento.
“Feci il provino, arrivai fino a firmare il contratto e poi a un certo punto saltò tutto. Io mi dissi: “Vabbé, qua sono tutti raccomandati, non mi prenderanno mai””, ha ricordato.
L’anno successivo, invece, la situazione prese una piega completamente diversa. Bisciglia fu ricontattato a ridosso dell’inizio del programma, tanto da non riuscire a capire il motivo di una convocazione arrivata così tardi. “Il programma iniziava a gennaio e mi chiamarono verso la fine di dicembre. Non capivo il senso. L’anno prima avevo fatto tre mesi di provini mentre l’anno dopo mi chiamarono all’ultimo. Non ho mai capito perché”.

Bisciglia ha parlato al Corriere della Sera anche del risultato ottenuto nella sua edizione, quando arrivò secondo. La consapevolezza di aver perso una somma importante, però, arrivò soltanto qualche tempo dopo la fine dell’esperienza televisiva.
“Quando sono uscito c’era l’euforia, le emozioni che ti travolgono. Tre mesi dopo mentre ero sdraiato su un lettino al mare, ho messo a fuoco la situazione. Avevo perso due miliardi. Era stata l’unica edizione in cui al vincitore andava un milione di euro, ma ragionavamo ancora in lire, quindi continuavo a pensare a quei due miliardi. Al secondo classificato invece non andava niente, zero. Quindi sì, una rosicata”.
Un’esperienza che, nonostante il secondo posto e il mancato premio in denaro, avrebbe rappresentato per Bisciglia un passaggio decisivo della sua carriera televisiva.
