A un mese dalla scomparsa del marito Fabio Grossi, Leo Gullotta torna a parlare pubblicamente e interviene su una delle polemiche televisive delle ultime settimane: quella nata dalla proposta di una fascia protetta per impedire la diffusione in tv di contenuti legati alla realtà LGBT. L’attore ha commentato in particolare il caso di Pierluigi Diaco, finito nel mirino di Futuro Nazionale dopo aver raccontato a BellaMà il matrimonio con Alessio Orsingher e alcuni dettagli della festa celebrata dopo l’unione civile.
Gullotta, intervistato da Adnkronos sulla vicenda, ha preso le distanze dall’idea che il racconto di Diaco possa rappresentare un problema per i bambini.
“Per me un racconto come quello di Diaco non crea alcun tipo di allarme. Si tratta di una cosa assolutamente normale e non speciale. Bisogna sempre valutare il tipo di comportamento che una coppia adotta – sia essa omosessuale o eterosessuale. Non faccio, e non mi appartengono, le divisioni. Ognuno dovrebbe avere rispetto nei confronti degli altri”.
Il riferimento è al racconto fatto da Pierluigi Diaco a BellaMà, il programma pomeridiano di Rai2, a proposito del giorno della sua unione civile con Alessio Orsingher. Il conduttore aveva spiegato di essersi posto una domanda prima della festa: come avrebbero potuto reagire i bambini presenti, figli di amici e parenti, davanti a due uomini che si univano civilmente?

“Far vedere loro due uomini che si uniscono può essere scioccante e non digeribile subito?”, aveva raccontato Diaco, spiegando poi quale decisione aveva preso insieme al compagno. Invece di far sedere i bambini al tavolo con i rispettivi genitori, la coppia aveva scelto di condividere il proprio tavolo proprio con loro. “È stato tutto molto naturale”, aveva detto il conduttore, aggiungendo: “I bambini hanno bisogno di naturalezza. Poi saranno i genitori a portarli verso una scala valoriale, ma i bambini sono innocenti”.
Parole che hanno provocato la reazione di Rossano Sasso, deputato di Futuro Nazionale, che ha contestato la scelta di portare in televisione il racconto dell’unione civile. La sua posizione, ha precisato, non riguarderebbe la presenza di persone omosessuali alla conduzione dei programmi, ma i contenuti proposti durante la fascia pomeridiana.
“Non contestiamo la presenza di conduttori omosessuali, ma contenuti che possano influenzare i bambini. Non ci interessa cosa fanno conduttori o autori televisivi sotto le lenzuola, ma cosa guardano i bambini italiani“.
La vicenda si inserisce nella proposta di Roberto Vannacci, esponente di Futuro Nazionale, relativa all’introduzione di una fascia protetta televisiva dedicata a contenuti LGBT. Un’idea sulla quale Gullotta, nella sua dichiarazione a Adnkronos, stato particolarmente netto, senza nascondere il proprio dissenso.
“Non voglio nemmeno parlarne talmente è medievale. Il suo è un ritorno al passato che nessuno vuole, per carità”.
L’intervento di Leo Gullotta arriva inoltre in un momento personale particolarmente delicato. È trascorso circa un mese dalla morte di Fabio Grossi, suo marito e compagno di una vita. L’attore, dopo la scomparsa, aveva mantenuto un profilo molto riservato e solo ora è tornato a intervenire pubblicamente, scegliendo di prendere posizione su un tema che riguarda il modo in cui la televisione racconta le coppie omosessuali e il rapporto tra questi contenuti e il pubblico più giovane.
