Simone Annicchiarico è stato ospite di Verissimo, dove, intervistato da Silvia Toffanin, ha ripercorso alcuni momenti particolarmente intensi legati alla scomparsa del padre Walter Chiari. Nel corso della chiacchierata, ha ricordato soprattutto l’ultima telefonata ricevuta dall’attore, avvenuta appena tre ore prima della sua morte, e le parole che ancora oggi conserva nella memoria.
“Mi ha chiamato tre ore prima di morire, io ero dalla mia babysitter. Mi dice: ‘Sono stato dal cardiologo e mi ha detto che possiamo giocare insieme per altri dieci anni’. Tre ore dopo non c’era più“, ha raccontato Simone, rievocando quel dialogo che, alla luce di quanto accadde poco dopo, assume un significato ancora più doloroso.
A informarlo della morte del padre fu la madre, Alida Chelli, che era stata a lungo legata sentimentalmente a Walter Chiari. Simone si accorse immediatamente che qualcosa non andava, ancora prima di ricevere la notizia. “Per la prima volta a telefono mi ha chiesto “ciao, come stai?” e ho capito che era successo qualcosa di grave”.
La reazione al lutto, tuttavia, non fu quella che si sarebbe aspettato. Il dolore più forte non arrivò nell’immediato: “Ci ho messo un po’ per piangere, tre giorni. È stato un momento stranissimo della mia vita, mi aspettavo di crollare, invece ho tenuto molto bene, ho aiutato gli altri”. La sofferenza emerse in un secondo momento: entrando nella camera del padre, Simone sentì il suo odore.
Nel corso dell’intervista a Verissimo, Annicchiarico ha affrontato anche un aspetto particolare del suo rapporto con il padre dopo la morte. Non è mai andato a visitare la sua tomba e ha spiegato il motivo di questa scelta: “Non so neanche dove è sepolto, era un patto non scritto tra noi”.
Quando Walter Chiari morì, il 20 dicembre 1991, Simone aveva 21 anni. Il racconto della telefonata e il riferimento alla babysitter riportano alla mente il legame che il figlio dell’attore ha mantenuto con alcune figure importanti della sua infanzia. La stessa babysitter è stata evocata indirettamente anche in occasione della sua squalifica dal Grande Fratello Vip per una bestemmia.

La scomparsa di Chiari arrivò in modo improvviso, nonostante un controllo medico effettuato poche ore prima. Il 18 dicembre 1991 l’attore si era sottoposto a una visita al policlinico San Matteo di Pavia, dalla quale era uscito con rassicurazioni sulle proprie condizioni di salute.
La sera successiva aveva scelto di trascorrere qualche ora a teatro. In seguito era rientrato nel residence dove viveva da solo dopo la separazione da Patrizia Caselli.
Stando alla testimonianza del custode, Chiari era tornato intorno all’una e mezza di notte, senza mostrare particolari segnali di malessere. Aveva anche chiesto di essere svegliato la mattina seguente. Il 20 dicembre, però, le telefonate di amici e familiari erano rimaste senza risposta. A mezzogiorno, dopo diversi tentativi, si decise di entrare nell’appartamento. L’attore venne trovato senza vita, ancora vestito con gli abiti che indossava la sera precedente, seduto in poltrona davanti al televisore acceso.
L’autopsia stabilì che la causa del decesso fu attribuita a un infarto miocardico. I funerali vennero celebrati il 21 dicembre, un giorno dopo la morte.
La vicenda tornò al centro dell’attenzione alcuni anni più tardi. Nel 1995 venne infatti disposta la riesumazione della salma dell’attore per consentire ulteriori accertamenti tossicologici. L’iniziativa si inseriva nell’ambito di un’indagine che coinvolgeva Pierantonio Bettelli, ex fisioterapista di Chiari, sospettato di aver effettuato trattamenti farmacologici non autorizzati in una clinica di Bergamo che il comico frequentava abitualmente.
Gli approfondimenti giudiziari si conclusero nel 1996 con l’archiviazione del procedimento. La decisione fece cadere anche l’ipotesi di omicidio colposo contestata al fisioterapista.
A distanza di decenni, il ricordo di Walter Chiari continua a vivere nelle parole del figlio. E proprio quella telefonata, con la promessa di altri dieci anni da trascorrere insieme, resta uno degli ultimi momenti condivisi tra padre e figlio, segnato da un’improvvisa e dolorosa interruzione.
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