La serie: Jujutsu Kaisen (stagione 1) 2020. Creata da: MAPPA. Genere: Animazione, drammatico, azione. Durata: 24 minuti circa/24 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.
Trama: In una situazione di pericolo il liceale Yuji Itadori inghiotte un dito maledetto, anche se ciò equivale a mettere a repentaglio la sua vita. Da lì gli si aprirà un mondo nuovo, in cui gli stregoni fronteggiano quotidianamente pericolose maledizioni.
A chi è consigliato? A chi è alla ricerca della prossima serie anime a cui appassionarsi.
Jujutsu Kaisen è già un fenomeno consolidato, soprattutto per tutti coloro che seguono attivamente anime e manga, ma questa serie – attualmente ancora in corso – tutte ha le carte in regola per diventare qualcosa di ancora più grande. La serie anime, già disponibile in streaming su Crunchyroll, arriva infatti su Netflix a partire dal 1 maggio con la prima stagione: il modo ideale per dare a Jujutsu Kaisen il boost definitivo, facendo conoscere questa storia a un pubblico ancora più ampio.
Ma c’è di più, oltre alla prima stagione sarà anche disponibile il film prequel Jujutsu Kaisen 0, uscito tra la prima e la seconda stagione che arriverà sempre su Netflix prossimamente. Cogliamo quindi l’occasione per parlare di un anime che, al momento, detiene il Guinness World Record di serie animata più vista al mondo.
Rivoluzionare il battle shōnen

In una Tokyo dei giorni nostri Yuji Itadori, studente del liceo, ha una predisposizione naturale per l’atletica ma non vuole saperne di correre. Iscrittosi un po’ per noia, un po’ per curiosità nel club dell’occulto della scuola entrerà in contatto con un feticcio maledetto: un dito che, nel frattempo, è l’oggetto della ricerca di persone dotate di poteri chiamate stregoni poiché considerato alquanto pericoloso. In una Tokyo in cui le emozioni negative causano maledizioni e gli unici in grado di controllare queste ultime sono proprio gli stregoni, Yuji si ritroverà coinvolto – suo malgrado, in una spirale di eventi che gli apriranno le porte a un mondo sconosciuto.
Adattando il manga di Gege Akutami fino al capitolo 65, la prima stagione di Jujutsu Kaisen prepara il terreno per tutto quello che arriverà successivamente: mettendo i primi tasselli di un world building complesso ma molto vicino al nostro e presentandoci personaggi che, pur figli del proprio genere di riferimento, sono il punto di partenza per montare e rimontare il battle shōnen in modo inedito. Nonostante Jujutsu Kaisen, così come altri anime e manga contemporanei sia fortemente debitore nei confronti della tradizione precedente – e non c’è da stupirsi che sia così perché sarebbe sciocco considerare le singole opere come stanze a compartimenti stagni, quello che cerca di fare questo anime è rivoluzionare un genere inserendo nel world building e nella caratterizzazione dei personaggi degli elementi inediti. Qualcosa che è già possibile intravedere nella prima stagione che prepara il terreno per tutto quello che arriverà successivamente avvalendosi anche di un’animazione di primo livello.
Un mondo maledetto, così simile al nostro

Già nella prima stagione dell’anime possiamo infatti riscontrare un cambio di tono tra la prima e la seconda parte, qualcosa che lascia intuire la complessità del setting in cui si muovono personaggi: tutti loro alle prese con maledizioni da sconfiggere ed emozioni personali da domare. A proposito di questo il fatto che nel mondo di Akutami si muovano maledizioni che nascono dalle emozioni negative delle persone ci dà la cifra di quanto sia importante questo aspetto per comprendere al meglio i personaggi e le vicende in cui si trovano coinvolti. Sebbene infatti le dinamiche tra Yuji, Nobara e Megumi siano ricalcate su quelle dei classici trio degli shōnen appare subito chiaro che, nonostante l’affetto che li lega, il rapporto tra i tre ragazzi si andrà a sviluppare in modo diverso.
Questo perché in Jujutsu Kaisen, pur se i legami sono sempre in primo piano, i rapporti umani non riescono davvero consolidarsi sul piano emotivo; come se ogni personaggio – e ce ne sono tanti, ognuno con la propria storia e il proprio trascorso, fosse sempre e comunque solo rispetto al resto del mondo. L’emblema di tutto questo è rappresentato da Satoru Gojo, insegnante della scuola di stregoneria in cui Yuji incontrerà proprio Megumi e Nobara, considerato lo stregone più potente del mondo per via dei suoi poteri: i sei occhi, che gli permettono di avere una panoramica completa di quello che gli accade attorno, e l’infinito con cui domina lo spazio e può letteralmente mettere una distanza infinita tra sé e il prossimo. Disinvolto e controverso Gojo ripone tutte le sue speranze nella nuova generazione di stregoni, pur non svelando mai davvero se stesso. Qualcosa che, come scoprirà chi guarderà Jujutsu Kaisen 0 e la seconda stagione, è profondamente legato a quel senso di solitudine che permea tutto il mondo creato da Gege Akutami. Forse è proprio questo sottotesto ad aver colpito tanti spettatori in tutto il mondo che, con Jujutsu Kaisen, hanno scoperto una storia che mette al centro personaggi fortissimi – come del resto vuole la tradizione del battle shōnen, ma fragili e incapaci di uscire dal proprio guscio. Un po’ come tutti noi.
La recensione in breve
Una prima stagione eccezionale, che presenta il mondo di Jujutsu Kaisen e i suoi personaggi trovando il giusto equilibrio tra tematiche complesse e scontri. Il tutto con un'animazione di altissimo livello.
Pro
- Animazione
- Ritmo incalzante
Contro
- La prima stagione, che funge da world building, potrebbe scoraggiare chi cerca subito risposte
- Voto CinemaSerieTV
