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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Mononoke, la recensione: a caccia di incubi con lo Speziale

Mononoke, la recensione: a caccia di incubi con lo Speziale

La recensione di Mononoke, serie tv anime a tinte horror del 2007, arrivata su Netflix e prodotta da Toei Animation.
Agnese AlbertiniDi Agnese Albertini16 Luglio 2024Aggiornato:17 Luglio 2024
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La serie: Mononoke, 2007. Creata da: Toei Animation. Genere: Animaione, horror. Cast: Takahiro Sakurai, Daisuke Namikawa, Daisuke Sakaguchi, Eiji Takemoto. Durata: 30 minuti circa/12 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.

Trama: Ambientato in un periodo storico ampio e indefinito, Mononoke racconta la storia di cinque casi di un singolare speziale che deve indagare e risolvere gli eventi legati a creature soprannaturali che lasciano una scia di morte dietro di sé. Lo speziale dovrà scoprire la loro Forma, Verità e Ragione interrogando i personaggi coinvolti e, una volta scoperti, distruggere i mononoke.

A chi è consigliato? A chi adora gli anime, l’horror o semplicemente o semplicemente ogni estensione dell’animazione.


Mononoke è la serie anime della settimana da non lasciarsi sfuggire su Netflix: spin-off di un altro anime intitolato Ayakashi: Samurai Horror Tales (2006), uscito l’anno precedente e nel quale era stato introdotto per la prima volta il magnifico personaggio dello Speziale, che diventa qui il protagonista. Questo misterioso individuo viaggia per il Giappone a caccia di esseri da incubo conosciuti come mononoke: si tratta di entità spirituali alimentate dalle emozioni umane, solitamente legate a eventi traumatici nella vita delle persone. Nella nostra recensione di Mononoke, vedremo come la serie animata a cura di Toei Animation potrebbe sembrare un bizzarro distaccamento dallo stile con cui lo studio ha plasmato gran parte di questa forma d’arte, ma si tratta di una serie tv incredibilmente stratificata che attinge alle fondamenta della tradizione giapponese.

Mononoke: forma, verità e ragione

Nel Giappone feudale, uno speziale viaggia in diversi luoghi vendendo medicine… e cacciando ayakashi o mononoke, nomi dati a spiriti vendicativi o demoni nel folklore giapponese; con sé porta sempre una spada demoniaca che chiama “Taima”, che viene sguainata solo quando si conoscono il Katachi (Forma), il Makoto (Verità) e il Kotowari (Motivo) delle azioni dello spirito. Ogni arco narrativo, lungo due o tre capitoli, si riferisce a diversi tipi di ayakashi; il primo (capitoli 1 e 2) parla dello Zashiki-waraki, uno spirito bambino che infesta le case. La seconda storia (capitoli 3-5) si concentra sull’Umibouzu, uno spirito marittimo che causa naufragi; la terza storia (capitoli 6 e 7) parla del Nopperabou, uno spirito senza volto attratto da sentimenti di desolazione e bassa autostima. La quarta storia (episodi 8 e 9) parla del Nue, uno spirito animale che porta sfortuna e malattie alle sue vittime; l’ultima storia (episodi da 10 a 12) parla del Bake-neko, un altro spirito animale che ruba l’identità delle persone.

L’opera è composta da storie autoconclusive, quasi prive di relazioni tra loro e con pochissimi personaggi ricorrenti, a parte lo speziale. Prevalentemente, la narrazione segue una struttura a “casi”: lo speziale arriva in un luogo, scopre la presenza di un mononoke e si prepara a esorcizzarlo. Per questo compito dispone di vari gadget, ma l’arma definitiva è la sua Spada Sacra. Tuttavia, per sguainare questa spada è necessario conoscere la forma, la verità e la ragione della creatura: senza soddisfare questi requisiti, l’esorcismo è impossibile. La presenza di un mononoke non è mai casuale, c’è sempre una storia nascosta dietro la sua apparizione. Ogni caso della serie ha una sua storia da svelare o, in altre parole, un suo mistero; rispondere ai requisiti dell’esorcismo – forma, verità e ragione – non corrispone ad altro che rispondere alle domande principali del mistero: “il chi, il cosa e il perché”.

Orrore soprannaturale e orrore umano

In ogni arco c’è un braccio di ferro tra la minaccia creata dai mononoke e la riluttanza dei personaggi a rivelare i propri segreti. Ciò che rende questi spiriti davvero terrificanti è la loro capacità di trasformare la realtà in un inferno per le loro vittime. All’inizio la loro influenza è sottile, ma gradualmente gli orrori aumentano finché i personaggi non superano il limite di sopportazione della loro sanità mentale e sono costretti a confessare. Questa dinamica porta a un’escalation di terrore che aumenta progressivamente la tensione e l’angoscia della storia. Tuttavia, questo lavoro non si ferma qui: risentimento, odio, disprezzo… I mononoke sono esseri nati dalle emozioni più oscure dell’essere umano. E il livello di infamia di queste creature è pari solo agli atti che le hanno portate in vita: in altre parole, le storie che stanno dietro ai mononoke possono essere ancora più terrificanti dei mostri stessi. L’ultimo terrore nascosto in questo anime è quello della cattiveria umana. Scoprire la forma, la verità e la ragione delle creature è necessario per distruggerle, ma allo stesso tempo significa portare alla luce i mostri che risiedono nelle persone: è difficile stabilire quale delle due cose sia peggiore.

Sebbene non abbia un nome e non si sappia nulla della sua vita se non la sua occupazione, lo Speziale è un personaggio interessato ai sentimenti umani, soprattutto a quelli che danno origine al mononoke (odio, vendetta, vergogna). Nel corso della serie notiamo che lo speziale non è umano; la sua seconda forma, quella di un individuo vestito di giallo, ha un aspetto quasi “divino”. Ci viene fatto capire che si tratta di qualcosa il cui potere spirituale è così grande da renderlo un nemico formidabile per qualsiasi mononoke. Allo stesso modo, notiamo che questo personaggio usa l’arguzia e l’astuzia nelle situazioni più disperate, anche se raramente perde il controllo o lascia che il mononoke faccia il suo lavoro nel caso in cui la sua verità sia un’ingiustizia. Ne è un esempio la storia di Bake-neko: quando la verità viene rivelata, lo speziale gli permette di compiere la sua vendetta sul corrotto prima di eliminarlo.

I temi che attraversano le storie sono interessanti e variegati, e vanno dall’educazione familiare alla repressione sociale, dall’egoismo alla vendetta, con il filo conduttore di sentimenti forti e accumulati che finiscono per invischiare varie persone in una cortina di ossessione e dare vita ai Mononoke. L’aspetto impressionante è la capacità di questi esseri di interferire nel mondo materiale in modo quasi assurdo e la narrazione ci lascia domandare fino a che punto alcuni eventi possano essere delle illusioni create da loro. Insomma, ora che questa incredibile serie tv è disponibile su Netflix, non c’è nessuna ragione per non recuperarla e tuffarsi in questo esperimento targato Toei Animation.

La recensione in breve

8.0 Immaginifico

Un must per chiunque ami gli anime, l'horror o semplicemente o semplicemente ogni estensione dell'animazione.

Pro
  1. L'enfasi sul racconto che si estende al movimento e alla messa in scena
  2. L'intrigante natura dei mononoke
  3. Lo speziale come narratore e catalizzatore di storie
Contro
  1. Forse non è una visione per tutti e richiede sicuramente il giusto spirito per entrare nell'universo
  • Voto CinemaSerieTv 8
  • Voto utenti (0 voti) 0
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