La serie: Time Bandits, 2024. Regia: Alex Pillai. Cast: Lisa Kudrow, Kal-El Tuck, Charlyne Yi, Tadhg Murphy, Roger Jean Nsengiyumva, Rune Temte, Kiera Thompson, Rachel House, Taika Waititi, Jemaine Clement. Genere: Avventura. Durata: 50 minuti circa/50 episodi. Dove l’abbiamo visto: Su Apple TV+, in lingua originale.
Trama: Imbarcati in un divertente viaggio nel tempo e nello spazio in compagnia di un improbabile gruppo di ladri e della loro nuova recluta: un nerd undicenne con la passione per la storia. La posta in gioco è molto alta: insieme, partiranno per un’emozionante missione con l’obiettivo di salvare i genitori del ragazzo e il mondo intero
A chi è consigliato? A chi vuole imbarcarsi in avventure coinvolgenti ed emozionanti, dei tuffi nel passato con lo sguardo rivolto al futuro.
Con I banditi del tempo (1981), Terry Gilliam ha voluto riscrivere i codici dell’intrattenimento per famiglie: è proprio da questo riferimento audiovisivo che parte il nuovo progetto di Taika Waititi, una serie tv dallo stesso titolo, approdata su Apple TV+, che si rifà allo spirito e alle atmosfere del cult originale riuscendo comunque a ritagliarsi una propria identità. Per questa impresa, il regista neozelandese ha arruolato ancora una volta il sodale Jemaine Clement, con cui ha firmato serie di culto come Wellington Paranormal e What We Do in the Shadows, e Iain Morris, anche lui parte della crew della dark comedy sui vampiri, per portare le avventure di Kevin nel presente.
Nella nostra recensione di Time Bandits, vedremo come la serie tv Apple è una proposta pensata per il divertimento di tutta la famiglia, che mantiene lo spirito giocoso del film originale, aumenta radicalmente il budget e frena le stravaganze dell’ex Monty Phyton – non necessariamente un male – per allinearsi a un tono più family friendly.
Time Bandits: la rivincita di Kevin

Ne I banditi del tempo, il piccolo Kevin veniva continuamente sminuito dai suoi genitori che odiavano il fatto che si dedicasse alla lettura e non gli interessassero i programmi tv. Una notte, una banda di nani compare misteriosamente nella sua camera da letto, e decide di salpare con loro per avventure tra più dimensioni temporali. La serie si rifà allo stesso punto di partenza del film e introduce rapidamente Kevin, un undicenne ossessionato dalla storia che a scuola viene sempre scelto per ultimo dai compagni in qualsiasi squadra e che viene costantemente esortato dai genitori a fare cose da “bambino normale” come giocare al cellulare o alla PlayStation. La sua fervida immaginazione viene premiata una notte, quando un gruppo di ladri che viaggiano nel tempo entra nella sua stanza attraverso l’armadio – che si rivela essere un portale temporale – e viene trascinato con loro in un’incredibile avventura che lo porterà nell’era preistorica a visitare i Maya o a entrare a nel leggendario cavallo di Troia. Un marchingegno a scatola videoludica, in cui la cameretta del bambino – sorgente metaforica delle idee e della creatività – è contemporaneamente un portale del tempo, un luogo pericoloso con cui interagire, e che attrae tante cose inedite e inesplorate, quanto una sorta di “safe place”, posto sicuro in cui fermarsi per procedere al salvataggio di un gioco, per spuntare un’altra missione dalla propria tabella di marcia.
Come rivisitare con criterio

Anche quesa rivisitazione seriale mantiene la critica all’ottusità di certi genitori che, invece di coltivare l’intelletto e il pensiero critico dei loro figli, preferiscono tenerli imbambolati davanti a uno schermo, per ignoranza o pigrizia educativa. Kal-El Tuck (che nome!) è fantastico nel ruolo di Kevin, il bambino che segue la storia come se fosse una serie di fumetti di supereroi, abituato a giocare da solo e ad avere persone che ignorano e sminuiscono tutto ciò che ha da dire, anche se sa di avere ragione: un sentimento che ogni bambino può provare in un modo o nell’altro. Inoltre, ha una chimica straordinaria con il gruppo di ladri, guidati da un’esilarante Lisa Kudrow, in un ruolo che sembra scritto apposta per lei. Anche nel passato, sembra che i bambini insegnino agli adulti: non è vero che Kevin sa solo leggere il passato, è ben radicato nel presente ed è in grado di intercettare i cambiamenti futuri proprio in quanto figlio di una nuova generazione.
Taika Waititi e Jemaine Clement portano anche in questa nuova avventura l’ilarità spumeggiante che contraddistingue il loro sodalizio riportandoci all’atmosfera dell’esilarante What We Do In The Shadows (2014). La loro chimica si sposa perfettamente con l’estro visionario di Terry Gilliam e il concept di Time Bandits si allinea perfettamente con le dinamiche sinergiche del duo dentro e fuori dalla scena, con i capisaldi tematici della loro produzione e, più in generale, con quello spirito d’avventura filtrato dallo sguardo infantile che Waititi ha esplorato fin dagli albori della sua carriera da regista. L’avventura chiama Kevin proprio come invocava Bella Baxter nel film di Yorgos Lanthimos del 2023 Povere Creature!, con un pubblico di riferimento completamente differente, ma che punta su un arco del personaggio del tutto analogo. Effettivamente, stiamo assistendo a un revival del genere avventuresco per più fasce d’età, con proposte sfaccettate e ben distinguibili, soprattutto nell’universo seriale. Indubbiamente, Taika Waititi è uno dei vettori principali di questo trend.
La recensione in breve
Time Bandits è un'ottima proposta di intrattenimento per tutta la famiglia, che dona a Apple TV+ quella fresca nota d'avventura spensierata che forse ancora mancava alla piattaforma.
Pro
- Omaggiante nell'intenzione, riesce a dimostrare una sua identità
- Un protagonista semplicemente fantastico e una Lisa Kudrow divertentissima
Contro
- Si sbarazza di ogni esuberanza dell'originale
- Voto CinemaSerieTv
