Il film: The Decameron, 2024. Regia: Kathleen Jordan. Cast: Zosia Mamet, Saoirse-Monica Jackson, Tanya Reynolds, Amar Chadha-Patel, Leila Farzad, Lou GalaKaran Gill, Tony Hale, Douggie McMeekin, Jessica Plummer. Genere: Dark comedy. Durata: 50 minuti circa/8 episodi. Dove l’abbiamo visto: Su Netflix, in lingua originale.
Trama: Con il diffondersi della peste bubbonica in Italia, un gruppo di nobili si ritira con i propri servitori in una villa, ma la loro fuga sontuosa precipita
A chi è consigliato? A chi non ha paura delle rivistazioni storiche e letterarie irriverenti, che possano raccontarci del nostro presente scomodando anche i grandi miti del passato.
Approdata questo giovedì su Netflix, l’irriverente serie tv The Decameron rilegge la celeberrima opera di Giovanni Boccaccio, nota per la sua visione umoristica e sagace della vita durante la peste nera del XIV secolo e dei suoi effetti sulla società italiana. Questo adattamento televisivo promette di immergere gli spettatori in una reinterpretazione del classico letterario attraverso un approccio da commedia nera, esplorando le dinamiche sociali e i conflitti umani a pochi anni di distanza dalla pandemia da Covid-19. Come vedremo in questa recensione di The Decameron, l’esperimento Netflix non è solo un adattamento dell’opera immortale di Boccaccio: è anche una visione singolare dell’isolamento, della paura e una parodia diretta dei tempi della pandemia globale anche se, purtroppo, riuscita solo a tratti.
The Decameron: dalla Firenze del 1348 al mondo intero

Nel 1348, la peste nera sta devastando le strade di Firenze, colpendo soprattutto i poveri, mentre i ricchi sono rintanati nelle loro dimore: un piccolo gruppo di questi riceve un invito dal misterioso Signore Leonardo a riunirsi nella sua villa di campagna, Villa Santa, per rifugiarsi dalla minaccia dell’epidemia indugiando nei piaceri terreni. In questo senso, la sequenza iniziale stabilisce da sè il tono di questa miniserie Netflix in otto episodi: un corvo morto, un cadavere scalzo e un bambino che ride di gusto alla vista di entrambi, in completa antitesi al radioso e idilliaco paesaggio della Firenze del 1348. Questo primo assaggio di ciò che accadrà – e che la produzione annuncia come l’inizio della peste nera – rivela due cose. Da un lato, la trama adatta il contorto senso dell’umorismo dell’immortale opera di Boccaccio; dall’altro, che prenderà molto sul serio l’idea di combinare ironia e tragedia come faceva l’opera originale.
Naturalmente, si tratta di una scommessa rischiosa. La serie, come l’opera omnia di Boccaccio, racconta la storia di un gruppo di nobili che cercano di rifugiarsi dalla morte in una sontuosa villa; il tutto avviene nella consapevolezza che ciò che sta accadendo potrebbe presto sfuggire al controllo. Nel peggiore dei casi, come un contagio che uccide coloro che cercano di sopravvivere nel loro opulento rifugio. Nella migliore delle ipotesi, che possano finalmente superare l’orrore tra sesso, umorismo rissoso e una lunga lista di intrighi.
Omnia mors aequat

A partire dal secondo episodio, The Decameron rivela chiaramente che ogni personaggio all’interno delle mura è una parodia ed esagerazione del modo in cui si affronta un evento tanto travolgente, una riflessione dalla massima aderenza alla pandemia globale di qualche anno fa. Nonostante la vicinanza storica ed emotiva a un racconto così radicato nella storia della letteratura ma talmente attuale, la produzione fatica a non risultare banale nell’approfondire la sua premessa, distaccandosi come qualcosa in più di un reality-barzelletta ambientato in uno scenario esotico. Ne risulta una storia disomogenea che, talvolta, perde la sua vena comica, trasformandosi in una sequenza di colpi di scena prevedibili, ben lontani dalla satira pungente proposta dal concept iniziale.
The Decameron utilizza la sua visione del disastro e della paura per raccontare una commedia drammatica che si fa rapidamente cupa. Da questo punto di vista, uno degli aspetti sorprendenti della nuova produzione di Netflix è la capacità di far ridere e commuovere con facilità, sfruttando la dinamica dei personaggi che raccontano storie a turno per ottenere una maggiore profondità. I personaggi immaginano la fine dei tempi come l’ultima opportunità per riconsiderare la vita, l’amore e persino la sconfitta, attraverso storie diverse che ciascuno narra ad alta voce. “Omnia mors aequat“ (la morte rende tutti uguali), un cliché letterario del Medioevo dovuto alla costante presenza della morte causata da guerre, carestie e malattie, si staglia così come tema principale di questa serie: una riflessione assolutamente interessante ma che colpisce a ritmo alterno.
La recensione in breve
A tratti satira pungente e forte di un'inventiva che si ricollega - tragicamente - a eventi recenti; a tratti sbiadita fotocopia di altre tragicommedia, The Decameron è un esperimento riuscito in parte che, tuttavia, è probabile attirerà una grande fetta di pubblico per la sua irriverenza.
Pro
- L'aderenza narrativa con il con una realtà in cui è possibile rispecchiarci
- Un cast variegato e scelto adeguatamente per i toni comici
Contro
- Una trama accozzaglia di idee, che sembra cercare più lo scandalo che un'effettiva coesione narrativa
- Voto CinemaSerieTv
