Moana Pozzi è morta 30 anni fa, ma non ci ha mai lasciati davvero, la sua immagine e i suoi misteri continuano ad affascinarci come un rompicapo al quale mancano sempre dei tasselli. La sua scomparsa improvvisa, a soli 33 anni, con una malattia vissuta nel massimo riserbo, ha contribuito ad ingigantire il mito, spesso in bilico tra leggende metropolitane, complotti e verità. Di seguito proviamo a tracciare un ritratto di quello che fu Moana attraverso dieci curiosità su di lei. Si parla dei suoi presunti legami con i servizi segreti, della relazione con Craxi, ma anche dei suoi legami familiari, anche quelli avvolti nel mistero.
1. Il significato del nome

Il nome Moana non era un nome d’arte, ma era il suo vero nome e sembra che in dialetto polinesiano significhi “dove il mare è più profondo”. Come ha spiegato la mamma di Moana al Corriere della sera, lei e suo marito ai tempi erano affascinati dalla Polinesia. Siccome il prete non voleva battezzare Moana con un nome così insolito, sua madre aggiunse anche Anna e Rosa, i nomi delle nonne. Anche per la sorella di Moana scelsero un nome originale, Tamiko.
2. Il mistero sulla morte

Moana Pozzi è morta all’età di 33 anni il 15 settembre 1994 in un ospedale a Lione, in Francia, a causa di un tumore al fegato di cui aveva iniziato ad avere i primi sintomi a marzo dello stesso anno. Questa è la spiegazione ufficiale data dalla famiglia in risposta alle numerose teorie del complotto, secondo le quali, Moana sarebbe ancora viva, sotto falsa identità in Polinesia, oppure sarebbe morta di AIDS, malattia che in quel periodo fece molte vittime, anche tra le star. Quest’ultima teoria fu corroborata dalle dichiarazioni di Paolo Villaggio, il quale raccontò che Moana gli aveva confidato di essere sieropositiva. Al link che segue approfondiamo i dettagli sulla malattia e sulla morte di Moana.
Due anni prima di morire, in un’intervista su Ciak per il film Amami, uscita ad agosto ’92, Moana disse una cosa che oggi suona profetica.
“Chi ha voluto soddisfare i suoi gusti, ha continuato a farlo nonostante l’AIDS. Il sesso è come la droga, non si riesce a smettere e la vita non ci promette l’eternità in cambio di precauzioni. Io magari morirò prima di altri, ma mi sarò divertita molto di più.”
A proposito, al link che segue potete leggere le frasi più famose di Moana Pozzi, anche quella su matrimonio.
3. Farsi bella prima di morire: “lasciami lo smalto fucsia”

La madre di Moana Pozzi, Rosanna Alloisio, ha raccontato che due giorni prima di morire le aveva chiesto di toglierle lo smalto alle mani e di metterle quello trasparente. Chiese però, di lasciare lo smalto fucsia ai piedi. Con l’aiuto di un’infermiera invece, si lavò i capelli, stando attenta ai tubi che aveva attaccati.
“Quando è morta era serena, ancora bella, le ciglia lunghissime. Sembrava che dormisse”
Chiacchierando con sua madre le aveva detto che una volta uscita dall’ospedale le sarebbe piaciuto andare in campagna e aprire una libreria.
4. Dov’è sepolta Moana? “Odiava i cimiteri”

Moana Pozzi è stata cremata e, in diverse interviste, la mamma di Moana ha specificato che le ceneri non sono al cimitero, ma non dirà mai dove si trovano. A La Stampa ha spiegato il perché di questa decisione.
“Perché Moana odiava i cimiteri. Quando si trattava di andare a salutare dei parenti defunti, lei diceva: “Non voglio andarci, ti prego non mi portare“. E io non voglio che nessun posto per lei, adesso, possa ricordarle un cimitero”
5. Moana Pozzi ebbe figli? Il mistero di Simone

Secondo la mamma di Moana, l’attrice non ebbe figli e non ne ha mai voluti perché aveva paura che crescendo, potessero ritrovarsi in imbarazzo a causa del suo lavoro di pornostar. Tuttavia nel 2006, un ragazzo allora venticinquenne, Simone Pozzi, svelò di essere l’unico figlio dell’attrice, e che da piccolo gli avevano fatto credere di essere suo fratello. Simone pubblicò anche un libro in cui parlava del suo rapporto con Moana e dei momenti difficili della sua malattia e della morte. Diversi anni dopo, la madre di Moana, Rosanna, ha spiegato che Simone non era figlio dell’attrice e non è neanche figlio suo, ma è cresciuto con lei ed è uno dei pochi affetti per i quali lei va avanti. La signora aggiunse anche che Simone aveva detto di essere il figlio di Moana Pozzi perché fu mal consigliato da una ex fidanzata che voleva sfruttare il mito dell’attrice. La signora Rosanna non ha voluto rivelare chi sia la vera madre di Simone, ma secondo alcuni sarebbe la sorella di Moana, Tamiko, che per un breve periodo tentò la carriera nell’hard con il nome d’arte di Baby Pozzi, senza grande successo.
6. La relazione segreta con Bettino Craxi

Nel suo libro La filosofia di Moana l’attrice fece i nomi dei vip con i quali era andata a letto e mise un voto a ciascuno di loro. Solo di uno non fece il nome, ma si riferì a lui come “il segretario di un partito di sinistra” che successivamente fu identificato come Bettino Craxi. L’attrice e il politico si conobbero ad una cena nel dicembre del 1981, quando lei aveva già girato il suo primo film hard con uno pseudonimo, ma sarebbe diventata famosa come pornostar sei anni dopo. A presentarli fu un’amica di Moana, Antonella Angelucci, secondo la quale Craxi avrebbe potuto aiutarla ad imporsi come attrice, facendole avere qualche raccomandazione. Per questo motivo Antonella si raccomandò con Moana di indossare il suo vestito più provocante, “perché a lui piacciono le ragazze vistose”. Quella sera stessa tra Moana e Craxi iniziò una relazione più affettuosa che sessuale – anche perché stando ai racconti dell’attrice il segretario del PSI spesso diceva di avere troppi pensieri per concentrarsi sul sesso.
“All’inizio avevo pensato di trarre solo vantaggi dalla sua amicizia, poi mi ero affezionata alla sua gentilezza e alle sue attenzioni”
La relazione tra Moana e Bettino Craxi durò otto mesi, e fu lei a chiudere il rapporto. Nel libro lei spiega che fu una decisione presa a causa del suo carattere bizzarro, ma sua madre in un’intervista disse che Moana frequentava anche altre persone e Craxi era geloso. Nell’arco di questo periodo comunque, Craxi riuscì a far avere a Moana una copertina e un servizio su Playmen, oltre ad un ruolo da co-conduttrice in un programma per bambini di Rai 2 che si chiamava Tip Tap. Parlando della sua storia con Craxi, Moana raccontò anche che un giorno il politico ricevette la visita di un cardinale nel suo studio, mentre lei era nascosta nella stanza accanto. “I miei vestiti erano sparsi dappertutto e ridevo all’idea che il cardinale si sarebbe potuto accorgere di qualcosa”
Ricordiamo che Craxi, pur essendo sposato, negli anni ebbe una relazione con Sandra Milo, con l’attrice Ania Pieroni e con altre donne.
7. Moana e i servizi segreti:

Il rapporto tra Moana e Craxi viene completamente ribaltato dalle rivelazioni fatte dal giornalista Marco Gregoretti nel bel libro di Francesca Pellas, Tutto deve brillare – vita e sogni di Moana Pozzi (Edizioni Blackie). Gregoretti, che è anche autore del documentario Moana – segreti e misteri, racconta che Brunetto Fantauzzi, giornalista e co-autore, insieme a Moana, del libro La filosofia di Moana, gli svelò che lei era titolare di alcune azioni di una società di smaltimento rifiuti con sede a Kiev. Da questo spunto, Gregoretti iniziò ad indagare su presunti legami tra la Pozzi e il KGB e scoprì, parlando con alcune persone coinvolte negli apparati di intelligence che probabilmente lei non era una semplice collaboratrice (come lo sono state anche altre pornostar, tra cui anche Cicciolina) ma aveva un ruolo molto più importante.
Nel libro viene spiegato che ad un certo punto il lavoro di pornostar potrebbe essere diventato una copertura per Moana, che ormai aveva entrate economiche ingenti, potere e conoscenze e sapeva muoversi in certi ambiti. Da questo punto di vista, sostiene Gregoretti, potrebbe essere stata lei a proteggere Craxi, informandolo. Ad un certo punto, nel 1988, il colonnello Camillo Guglielmi, un ufficiale del Sismi, decise di far controllare Moana da Riccardo Sindoca, che allora era un agente segreto molto giovane, facendo in modo che lavorasse per lei come autista e bodyguard. Sindoca riferì ai suoi superiori che Moana era una donna molto intelligente e aveva sicuramente potere, ma non rappresentava un problema per la sicurezza nazionale. Nel libro Sindoca racconta che lui e la pornostar si frequentarono lavorativamente per cinque mesi, ma si sviluppò un’amicizia molto stretta che proseguì negli anni, fino alla morte di lei. Moana gli voleva bene e aveva attenzioni gentili per lui e, a dimostrazione di quanto fosse influente e con contatti importanti, quando Sindoca nel ’93 si trovò ad affrontare un problema particolare, lei gli fece arrivare un aiuto dal nulla. Sindoca si dice convinto che in politica Moana avrebbe potuto fare molto bene, perché oltre ad essere intelligente era una donna sensibile, con una particolare attenzione per gli ultimi.
Riguardo il discorso sui servizi segreti inoltre, va considerato anche che Diva Futura ebbe un rapporto costante e stretto con l’intelligence, e a sua volta l’agenzia fece proposte artistiche anche a donne che erano state coinvolte in particolari casi di cronaca, come Donatella De Rosa – soprannominata Lady Golpe – o Katharina Miroslawa, accusata di aver ucciso il suo amante.
8. Moana Pozzi in Borotalco: il mistero della casa di Manuel Fantoni e l’incontro con Verdone

Per molti anni ha circolato la voce secondo la quale Moana Pozzi abitasse nella casa del personaggio di Manuel Fantoni (Angelo Infanti) nel film Borotalco, di Carlo Verdone. Un equivoco nato dal fatto che Verdone, stando al suo racconto, incontrò Moana proprio mentre cercava un appartamento che potesse essere adatto come location del film, nello specifico l’appartamento del personaggio Eleonora Giorgi. Moana in quel periodo era ospite di un’amica, Antonella – ipotizziamo che sia la stessa dell’incontro con Craxi – e Verdone andò a vedere proprio l’appartamento di questa Antonella, che si trovava a Trastevere nei pressi di Via Aurelio Saffi.
“Entrò spalancando la porta e le persiane: la stanza si inondò di luce e uno splendido sedere ci apparve in primo piano sul lettino… restammo senza fiato. Moana si lamentò un attimo per quel brusco risveglio, poi come se nulla fosse, si infilò una maglietta per lasciarci vedere la stanza. Nessuno guardava la stanza ma il corpo di quella ragazza misteriosa, tanto che il direttore di produzione s’incazzò: “Oh… ma dovete vede’ ‘n culo o ‘na location? E annamo su!”
Alla fine la casa di Antonella fu scelta per il personaggio della Giorgi e anche Moana fu scritturata per il film, nel ruolo dell’amica di Fantoni, quella che apre la porta a Verdone e fa anche il bagno nella piscina. L’attico di Manuel Fantoni, che potete vedere come è oggi, nel video qui sotto, sovrapposto ad una scena con Moana nel film, si trova a Via Lupatelli.
9. Dove abitava Moana Pozzi a Roma? Due case da diva

Moana aveva acquistato due case a Roma, un attico sulla Cassia e un’altra casa in Via delle Fornaci, ma è possibile che non fossero le sue uniche case di proprietà e che ne avesse altre. La prima casa, arredata in nero, rosa e oro, con un lussuoso impianto home theatre e due garage si trovava in un comprensorio di lusso, Poggio Farnese, a via Cassia 1818, all’altezza de La Storta. Nello stesso comprensorio, oltre a lei avevano vissuto, in appartamenti diversi, anche Riccardo Schicchi e sua moglie Eva Henger e le altre pornostar di Diva Futura, Ilona Staller, Ramba e Milly D’Abbraccio.
Moana aveva arredato le sue case con pezzi d’antiquariato, fontane antiche e operte d’arte che amava collezionare e che poteva permettersi grazie al suo lavoro. Dopo la sua morte, alcuni mobili e oggetti d’arte sacra sono andati a sua madre – come ad esempio il letto a baldacchino Luigi XVI – mentre altre altre opere d’arte, tra cui un dipinto di Mario Schifano, sono andati ad un misterioso architetto e sua moglie. La stessa coppia custodisce tutti gli abiti dell’attrice compreso il famoso abito rosso dell’intervista con Pippo Baudo.
10. I tre tatuaggi di Moana Pozzi

Moana Pozzi aveva tre tatuaggi piccoli e discreti, un colibrì sul piede sinistro e due draghi, uno nero sulla nuca e uno verde sul polso sinistro. In un’intervista a Catherine Spaak spiegò che il dragone verde se l’era fatto tatuare in occasione di un viaggio a Bali e che era un simbolo di forza.
