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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » En Fin, la recensione: la fine del mondo può attendere

En Fin, la recensione: la fine del mondo può attendere

La recensione di En Fin, serie tv spagnola in sei episodi su un'apocalisse mancata e le sue relative conseguenze.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini15 Settembre 2024
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Il giorno zero - En Fin
Il giorno zero - En Fin. Fonte: Prime Video.
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La serie: En Fin, 2024. Creata da: David Sainz, Enrique Lojo. Cast:: José Manuel Poga, Malena Alterio, Raúl Cimas, Irene Pérez, Luisa Gavasa, Dani Mantero, Pepa Rus, Javier Botet, Adrián Pino, Victor Rebull, Numa Paredes, Leonor Watling. Genere:: Azione, Commedia, Drammatico. Durata: 40 minuti circa/6 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Prime Video.

Trama: Dopo una mancata apocalisse, Tomás cerca, con scarso successo, di tornare alla sua vita di prima mentre la moglie Julia ne approfitta per cambiare la propria esistenza.

A chi è consigliato? A chi ama le serie televisive dalla satira pungente.


Creata da David Sainz ed Enrique Lojo e disponibile su Prime Video, En Fin è una serie che affronta l’idea dell’apocalisse in modo completamente innovativo: cosa succede quando un evento catastrofico annunciato e imminente, in realtà, non avviene? Che la Terra è salva, ma le vite dei protagonisti sono ormai sconvolte. In soli sei episodi, lo show si destreggia sul confine tra commedia e riflessione esistenziale, offrendo una satira pungente sulla società moderna e sul caos che potrebbe scaturire da un’apocalisse mancata, non mancando di parallelismi con la recente pandemia. Fresca e originale, En Fin ha tutte le carte in regola. per sorprendere il pubblico.

Una mancata apocalisse

José Manuel Poga in una scena di En Fin.
José Manuel Poga in una scena di En Fin. Fonte: Prime Video.

Tomás, (José Manuel Poga) abbandona moglie e figlia dopo la notizia di un’imminente apocalisse. Ma, svegliatosi con i postumi di una sbornia dopo una notte sfrenata, scopre che il cataclisma tanto atteso non è mai avvenuto. Ora, con il pianeta ancora integro, Tomás deve fare i conti con le sue scelte passate e tentare di ricostruire la sua vita, mentre sua moglie Julia vede in questa mancata catastrofe una seconda possibilità di cambiare radicalmente il proprio futuro.

I parallelismi con la pandemia

Una scena di En Fin.
Una scena di En Fin. Fonte: Prime Video.

Pur essendo surreale e apocalittica, la serie riesce a stabilire dei parallelismi molto concreti con la realtà che abbiamo vissuto durante la pandemia di Covid-19. Il giorno zero, infatti, riflette su quella che è stata la nostra reazione collettiva a una minaccia globale: così come durante la pandemia abbiamo visto l’ascesa di teorie negazioniste, nello show c’è chi rifiuta di credere alla minaccia del pianeta rosso, nonostante l’evidenza. Inoltre, lo show cattura appieno l’esperienza di disorientamento e cambiamento sociale che molti hanno provato una volta superata la fase acuta della crisi. La sensazione di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, solo per poi trovarsi in una strana normalità, richiama l’esperienza post-lockdown, in cui molti faticavano a ritrovare uno scopo o un ritmo di vita. E anche elementi più leggeri, come canzoni virali o marchi che si approfittano della situazione, riecheggiano il modo in cui il mondo ha reagito alla pandemia, unendo elementi di tragicità e ironia, con la differenza che la nostra minaccia era invisibile, mentre quella di En Fin è costantemente presente, incarnata dalla minaccia luminosa del pianeta rosso.

L’utilizzo della satira

Un'immagine di En Fin.
Un’immagine di En Fin. Fonte: Prime Video.

In En Fin, la satira è usata in modo intelligente per mettere a nudo le fragilità della società contemporanea in una situazione al limite come quella della fine del mondo. Anche se l’apocalisse poi non si verifica, i costrutti sociali crollano ugualmente, mostrando come l’umanità si disinteressi delle istituzioni, mentre i governi perdono il controllo e la gente si abbandona all’edonismo. Il tono dissacrante si riflette nei flashback che raccontano i nove mesi di attesa per la catastrofe, con scene ironiche come l’ossessione per “la Liga”, sottolineando l’assurdità di una civiltà che si disgrega nonostante l’assenza della fine.

Punti deboli

Una scena di En Fin.
Una scena di En Fin. Fonte: Prime Video.

Uno dei punti deboli di En Fin è il cambiamento di tono man mano che la narrazione progredisce. La serie, che inizialmente colpisce per il suo lato comico e surreale, tende a spostarsi verso territori più drammatici, creando un senso di dissonanza per chi si era affezionato alla leggerezza della trama. Inoltre, la struttura episodica, sebbene utile per esplorare diverse sfaccettature del mondo post-apocalittico, a volte perde coerenza. Alcuni episodi risultano brillanti, mentre altri sembrano deviare senza un reale contributo alla trama principale.

La recensione in breve

7.0 Originale

In soli sei episodi, lo show si destreggia sul confine tra commedia e riflessione esistenziale, offrendo una satira pungente sulla società moderna e sul caos che potrebbe scaturire da un'apocalisse mancata, non mancando di parallelismi con la recente pandemia.

Pro
  1. L'utilizzo intelligente della satira
  2. L'analisi della società contemporanea
Contro
  1. Alcuni episodi sono meno brillanti di altri
  • Voto CinemaSerieTV 7.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
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