Il toccante film Il miracolo di Sharon finisce con la piccola Michelle che si salva e insieme a suo padre Ed riesce a raggiungere l’ospedale dove viene sottoposta al trapianto di fegato. L’intervento andrà bene e la bambina avrà un futuro sereno grazie alla generosità e alle capacità di Sharon, che riesce a smuovere il mondo per rendere fattibile un viaggio impossibile. A causa di una bufera di neve infatti, le strade sono bloccate, ma Sharon fa lanciare un appello in tv e chiede con urgenza un elicottero che possa trasportare la piccola in aeroporto e da qui, con un volo, fino all’ospedale dove sarà effettuato l’intervento. Anche riuscire ad ottenere un volo privato non è stato facile, ma Sharon è riuscita anche in questa impresa. Tutto senza social e internet, perché la vicenda si svolge nel 1994.

Poco prima che si renda disponibile l’elicottero, Ed (Alan Ritchson) sta per arrendersi e telefona all’ospedale per comunicare la rinuncia al trapianto, ma viene raggiunto tempestivamente da alcuni uomini in pick-up che sono venuti a prenderlo per portarlo nel parcheggio della parrocchia della sua comunità, dove a breve atterrerà l’elicottero. Nel frattempo nel parcheggio tutti gli abitanti della comunità – anche la figlia più grande di Ed, Ashley – stanno spalando la neve per far spazio all’elicottero che dovrà atterrare. E qui accade un altro piccolo, grande miracolo. Sharon (Hilary Swank) vede arrivare suo figlio, che da tempo aveva interrotto i rapporti con lei. Il ragazzo ha ascoltato il suo ultimo messaggio in segreteria, ha sentito che ha deciso di farsi aiutare per combattere il suo alcolismo e ha ascoltato l’appello in tv e raggiunge sua mamma e gli altri per aiutarli. Prima però, i due si sciolgono in un forte abbraccio di cui entrambi necessitavano da tempo.

Le scene durante i titoli di coda ci mostrano i volti dei veri protagonisti di questa vicenda, perché Il miracolo di Sharon è tratto da una storia realmente accaduta. La vera Michelle Schmitt dopo il trapianto è andata avanti con la sua vita, ha completato gli studi, si è sposata. Suo padre Ed l’ha accompagnata all’altare e al matrimonio c’era anche Sharon. Sharon e Ed ad oggi sono ancora amici, dopo trent’anni. Purtroppo quello che il film non dice è che la vera Michelle è morta nel 2021, a trent’anni, causa di un aneurisma allo stomaco.
Nel toccante film diretto da Jon Gunn, Sharon è la titolare di un salone di parrucchiere con un matrimonio fallito alle spalle, un problema di alcolismo che ha origini familiari (anche sua madre beveva) e un rapporto incrinato col figlio, che non ne vuole sapere più niente di lei. Sul giornale viene a sapere della morte della moglie di Ed, Theresa, affetta da una rara malattia, l’atresia biliare e del fatto che anche la figlia minore della coppia ne è affetta. Sharon decide di fare qualcosa di buono, nella sua vita, e li aiuta. Il suo sarà un aiuto incredibile, che risollverà le sorti di Ed e delle sue bambine. Il loro però non sarà un percorso facile, anche perché Ed sulle prime è molto diffidente e Sharon avrà delle ricadute nell’alcool.
Il film affronta il tema della fede e della forza di volontà che possiamo usare come uno strumento per aiutare il prossimo e noi stessi. Al tempo stesso è anche una riflessione sui costi della sanità statunitente, proibitivi per una famiglia che affronta una malattia che richiede cure continue.
