Alla fine del film Lucy, la protagonista, interpretata da Scarlett Johansson, raggiunge il 100% delle capacità del suo cervello e si trasforma in una forma di esistenza che trascende spazio e tempo. In questo modo, non ha più bisogno di un corpo fisico e lascia solo un messaggio criptico al Professor Norman: “Io sono ovunque“. La pellicola di Luc Besson si conclude con Lucy che, dopo essere diventata una sorta di entità cosmica, consegna a Norman una chiavetta USB contenente tutto il suo sapere, un simbolo per guidare l’umanità verso il prossimo stadio dell’evoluzione.
Al centro della trama di questo thriller c’è Lucy, una donna che viene rapita e costretta a trafficare una droga sperimentale chiamata CPH-4. Dopo che il sacchetto con la sostanza si rompe all’interno del suo corpo, Lucy acquisisce rapidamente nuove capacità mentali. Inizialmente, queste abilità si manifestano in una maggiore intelligenza e apprendimento accelerato, ma col tempo la sua connessione con il tempo e lo spazio diventa sempre più instabile; al culmine della storia, come dicevamo, Lucy raggiunge il pieno utilizzo del suo cervello, trasformandosi in un’entità che va oltre il concetto umano di esistenza.

Il film Lucy del 2014, scritto e diretto da Luc Besson, è un thriller fantascientifico che esplora l’idea di sbloccare il pieno potenziale del cervello umano. Uno degli aspetti centrali del film è la premessa che gli esseri umani utilizzano solo una piccola percentuale delle capacità del proprio cervello, un’idea che, sebbene ampiamente accettata nel contesto del film, è stata confutata dagli scienziati. Nonostante le critiche alla base scientifica della trama, il film ha avuto un grande successo commerciale, incassando oltre 463 milioni di dollari in tutto il mondo, a fronte di un budget di circa 40 milioni.
