John Thomas Sweeney, nato nel 1956 e cresciuto a Hazelton, in Pennsylvania, ha lavorato come sous chef negli anni ’80 e oggi è ricordato soprattutto per essere stato l’ex fidanzato dell’attrice Dominique Dunne. Nel 1982 Sweeney uccise la Dunne al culmine di una relazione costellata di episodi di violenza e fu condannato a sei anni, ma uscì dopo due anni e sette mesi. Oggi è libero, ha cambiato nome, si fa chiamare John Patrick Maura e negli ultimi anni ha lavorato in una casa di riposo a San Rafael. In diverse occasioni, sui media si è parlato del fatto che abbia usato violenza anche su altre fidanzate. A quanto pare avrebbe avuto un figlio da una donna che non ha svelato le sue generalità.

Sweeney e Dunne si incontrarono ad una festa nel 1981 ed iniziarono una relazione che li portò in breve tempo alla convivenza in una casa a Rangely Avenue, a West Hollywood. Lui, come scrisse il Los Angeles Times, era un cuoco di talento, ma di origini umili. Era cresciuto ad Hazelton, una cittadina mineraria della Pennsylvania ed era il figlio maggiore di una famiglia cattolica di origine irlandese, già problematica di suo. Suo padre John Sweeney sr era alcolista, soffriva di epilessie ed era violento nei confronti di sua moglie. Quando John cercava di intervenire, il padre picchiava anche lui. Spiegò che aveva deciso di diventare uno chef perché voleva cambiare vita. Il suo talento in cucina attirò l’attenzione di Patrick Terraili, il titolare di un ristorante esclusivo di Los Angeles, il Ma Maison, che lo manda per un anno nel sud della Francia ad affinare le sue capacità per poi affidargli un incarico di prestigio, al ritorno. Dominique Dunne invece era un’attrice emergente, era apparsa in qualche telefilm e l’anno seguente avrebbe avuto successo col suo primo ruolo cinematografico nel film Poltergeist. Al contrario di Sweeney, apparteneva ad una famiglia di personalità conosciute in ambito letterario e cinematografico.

In tempi altrettanto brevi, Dominique Dunne capì che l’uomo che aveva al suo fianco era un violento. Dopo le loro liti, tornava a casa dei suoi piangendo e raccontava che Sweeney perdeva le staffe e spaccava i mobili. Poi dopo le liti, lui tornava per scusarsi e ricominciavano. Il fratello della ragazza, l’attore Griffin Dunne, era a conoscenza del tipo di persona che fosse Sweeney, perché Dominique si confidò con lui. In un articolo su Vanity Fair si riporta un estratto del libro di memorie di Griffin nel quale lui rievoca che sua sorella gli disse che i loro problemi erano iniziati subito dopo l’inizio della convivenza e che lui la accusava di flirtare con chiunque e iniziò a farle terra bruciata attorno, cercando di impedirle anche di frequentare gli amici. Si racconta anche di quando strattonò un fan di Poltergeist che aveva riconosciuto Dominique in un locale e l’aveva semplicemente salutata, ripetendo una battuta del film.

Un mese prima che uccidesse Dominique, John Thomas Sweeney aveva già tentato di strangolare la ragazza, ma lei, grazie all’intervento di un amico che in quel periodo alloggiava da loro, in qualche modo riuscì a fuggire da una finestra e a chiudersi tempestivamente nella sua auto. Sweeney la inseguì e salì sul tetto dell’auto gridandole di uscire. Dominique partì e l’uomo finì sul prato. Dopo quella serata si presentò sul set di Street Hill Blues, nel quale interpretava una vittima di abusi domestici. Quelli che si vedono sullo schermo, sono i veri lividi che le procurò Sweeney, non ci fu bisogno di trucco.

Griffin Dunne ha raccontato che dopo questo episodio Sweeney gli telefonò per chiedergli di aiutarlo a riconciliarsi con sua sorella e ricorda una conversazione delirante in cui l’uomo gli disse che solo lui poteva capirlo, perché Griffin aveva prodotto il film Promesse, promesse nel quale rivedeva la storia della sua vita. Griffin gli disse chiaramente che il film non era su di lui, “perché alla fine lo sceicco non strangola Rosanna Arquette” e minacciò che l’avrebbe ucciso se si fosse azzardato a mettere ancora una volta le mani addosso a sua sorella. Lui, che negava di aver tentato di strangolare Dominique di proposito, rispose “Se mai lo farò, ti darei la pistola per uccidermi”

La sera del 30 ottobre 1982 John Thomas Sweeney si presentò nella casa di Rangely Avenue dove viveva Dominique, lei era impegnata con un collega, David Packer, nella lettura del copione di V – Visitors, una nuova serie per la quale aveva già iniziato le riprese. Dominique uscì in giardino per parlare con Sweeney e al culmine dell’ennesima lite, l’uomo strangolò la ragazza per un tempo compreso tra i 4 e i 6 minuti. Il collega di Dominique, sconvolto, riuscì a chiamare la polizia e all’arrivo degli agenti Sweeney disse che aveva ucciso la ragazza e che a sua volta aveva tentato di uccidersi ingerendo delle pillole. Dominique fu ricoverata in ospedale e morì dopo qualche giorno.
Al processo l’accusa azionò un cronometro per 4 minuti, per far capire alla giuria per quanto tempo Sweeney aveva stretto le mani al collo di Dominique Dunne. Sembra poco, ma in relazione ad uno strangolamento è un tempo interminabile. Da lì a poco però, la situazione si ribaltò a favore dell’assassino.

Ai giudici Sweeney raccontò che nei giorni precedenti all’omicidio lui e Dominique si erano rappacificati e avevano già iniziato a fare dei piccoli programmi per le festività di Natale (cosa che la famiglia di Dunne obiettò) Quando si incontrarono nuovamente nel giardino di casa di lei però, Dominique secondo Sweeney aveva già cambiato idea in merito al futuro della loro relazione e questo, secondo lui e i suoi avvocati avrebbe scatenato la sua reazione violenta e non premeditata. Nello specifico, Dominique gli avrebbe detto di non amarlo e di non averlo mai amato, e fu a questo punto che lo chef le si avventò addosso.
Il giudice Burton S. Katz si rifiutò di ammettere la testimonianza di una ex fidanzata di Sweeney, Lillian Pierce, perché sosteneva che poteva rappresentare un pregiudizio nei confronti del cuoco.
“La legge dice che una persona va giudicata per le sue azioni, non per il tipo di persona che è stata in passato”
La donna fornì comunque una testimonianza in assenza della giuria e raccontò che lui l’aveva picchiata dieci volte e l’aveva mandata in ospedale in due occasioni, una volta con il setto nasale rotto, un’altra volta con un polmone collassato a causa delle percosse. Un’altra volta ancora le aveva perforato un timpano. Sweeney reagì male e, con le manette ai polsi, tentò di fuggire dall’aula. Il giudice lo giustificò dicendo che sapeva bene cosa stava attraversando.
Sweeney fu condannato a sei anni per omicidio colposo volontario ma scontò solo tre anni, sette mesi e 27 giorni in un carcere di Susanville, in California. La sentenza, prevedibimente, sollevò un’ondata di indignazione, ma il ritorno di Sweeney alla libertà, nel settembre 1986, fu criticato con più asprezza, soprattutto dai Dunne. L’uomo fu assunto come capo chef al The Chronicle, un altro ristorante di lusso a Santa Monica, dal quale poi fu costretto ad andare via.

In un articolo dell’epoca, il Los Angeles Times spiegò che all’uscita, in base alle condizioni di libertà vigilata, a Sweeney fu proibito contattare la famiglia di Dominique Dunne o far visita alla sua tomba e non poteva lasciare la contea di Los Angeles. Era seguito da uno psichiatra e portava con sé una Bibbia tascabile. Viveva con sua madre e suo fratello, che lo avevano raggiunto per stargli vicino. Sosteneva di essere cambiato e che avrebbe voluto un figlio, un giorno.
“Era una relazione intensa, il mio amore era ossessivo. Non ero del tutto in controllo della mia vita (…) Non ho fretta, ma credo che oggi, essendo davvero me stesso, avrei molto amore da dare. Sono una persona molto generosa e che ama condividere”
Anni dopo la morte di Dominique, suo padre Dominick si rivolse ad un investigatore privato per seguire le tracce di Sweeney e scoprì anche che era in procinto di sposarsi nuovamente. Chiamò la sua nuova fidanzata per dissuaderla dal vincolarsi ad un uomo del genere.

Non si conosce molto delle ultime vicissitudini che riguardano Sweeney, sappiamo che ha cambiato nome e adesso si fa chiamare John Patrick Maura, assumendo quindi il cognome di sua madre. Nel 2024 TMZ disse che era stato coinvolto in ulteriori episodi di violenza domestica nel 2000, quando una donna chiese un ordine di restrizione nei suoi confronti, dopo aver subito violenze scioccanti. La donna diede la sua testimonianza per lo speciale documentario TMZ Investigates: Killing a Movie Star: Grave Injustice sostenendo che lui l’aveva trascinata per i capelli nella lobby di un albergo, spinto la testa in una vasca da bagno, l’aveva spinta contro um muro e le aveva messo le mani al collo. Anche in questa occasione, nonostante il coinvolgimento delle forze dell’ordine, la polizia non avrebbe arrestato Sweeney. La donna trovò la forza di fuggire con il loro figlio piccolo e da allora non lo ha più visto,.
Secondo le ultime notizie diffuse da alcuni siti e su Reddit – quindi da prendere con le pinze – John Sweeney oggi vivrebbe a San Rafael, in California e negli ultimi anni avrebbe lavorato presso una comunità di lusso per anziani, la Smith Ranch Homes, dove si sarebbe occupato dei servizi di ristorazione.
