Alla fine del film Sully, la commissione conferma che il protagonista ha preso la decisione giusta, e il suo atterraggio d’emergenza è considerato un “miracolo”. Il film termina con Sully, riconosciuto come un eroe, che continua a riflettere su quanto accaduto e si dimostra sempre umile riguardo al suo ruolo nella vicenda.
Gli ultimi attimi della pellicola si concentrano sulla conclusione dell’indagine del National Transportation Safety Board (NTSB). Durante le udienze, gli investigatori inizialmente ipotizzano che Sully avrebbe potuto tornare in sicurezza a uno degli aeroporti vicini dopo l’impatto con gli uccelli che aveva causato la perdita di entrambi i motori. Tuttavia, Sully e il suo copilota Jeff Skiles (Aaron Eckhart) insistono sul fatto che non ci fosse abbastanza tempo e che l’atterraggio d’emergenza sull’Hudson fosse l’unica opzione possibile.

Gli investigatori effettuano delle simulazioni di volo che sembrano supportare l’idea che Sully avrebbe potuto tornare in aeroporto, ma Sully chiede di includere il “fattore umano”, ovvero il tempo necessario per valutare la situazione durante un’emergenza improvvisa. Una volta applicato questo fattore, le simulazioni dimostrano che nessun aeroporto sarebbe stato raggiungibile in sicurezza.
Il film Sully (2016), diretto da Clint Eastwood e interpretato da Tom Hanks, racconta la vera storia del capitano Chesley “Sully” Sullenberger, che nel 2009 eseguì un atterraggio d’emergenza sul fiume Hudson, salvando tutti i 155 passeggeri e membri dell’equipaggio a bordo del volo US Airways 1549.
