Mike Bongiorno non ha avuto figli illegittimi, come ritengono alcuni: questa convinzione è nata dal fatto che un uomo, Philip Hayden, fece causa al presentatore televisivo, per ottenere un riconoscimento di paternità. Ma lo stesso Hayden si rifiutò di sottoporsi al test del DNA al quale Mike si era detto disponibile. Per questa e altre ragioni, i giudici nel 2009 stabilirono che Hayden non era figlio di Bongiorno, mettendo fine ad una causa durata 25 anni e che fu dibattuta nelle aule di Milano, Porto Rico, New York e Londra. Ma andiamo con ordine e raccontiamo la storia sin dall’inizio.
Come scrive il Corriere della Sera, nel 1952 Mike Bongiorno ebbe una relazione con Ruth Hayden, una ragazza inglese, sua vicina di casa, che aveva conosciuto a Roma. Nel 1955 Ruth resta incinta e suo figlio Philip nasce nell’aprile del 1956, a Londra. Inizialmente al bambino viene dato il cognome del marito di Ruth, che è Spencer. Successivamente Ruth divorzia e diversi anni dopo fa cambiare il cognome a suo figlio e gli dà il suo, Hayden.

Nel 1972, quando Philip Hayden ha 16 anni, appaiono le prime copertine di giornali ai quali Ruth Hayden dichiara che Philip è il figlio non riconosciuto di Mike Bongiorno. In un’altra copertina di Gente del 1975, all’età di 19 anni, Philip Hayden appare addirittura con sua moglie incinta, chiedendo di essere ricevuto da Mike. Il ragazzo vanta una presunta somiglianza con Mike e, a guardare le foto oggi, l’unica cosa sconcertante è l’acconciatura del ’72, molto simile a quella che sfoggia il figlio minore di Mike, ma per il resto, nonostante sia biondo e con occhi chiari, Philip somiglia molto a sua madre. Questi articoli di giornale, insieme ad alcuni appostamenti per cercare di stabilire un contatto con Bongiorno, devono essere quelle che il legale del presentatore definisce “azioni di disturbo” che anticipano la causa che inizia nel 1984. Auletta spiega perché il procedimento giudiziario si è protratto per così tanto tempo:
“All’epoca erano previste due fasi processuali. Una di ammissibilità e, quindi, una di merito. La prima, con due appelli e due sentenze di Cassazione, è durata fino al 1999. La seconda è stata avviata nel 2006”
Nel 1993 la Cassazione dichiara ammissibili le richieste di Philip Hayden in base al diritto italiano, che in precedenza erano state rifiutate perché il diritto inglese prevede che la madre possa chiedere un accertamento di paternità entro tre anni dalla nascita del figlio e non oltre.

In questo arco di tempo Philip Hayden si trasferisce a San Juan, a Porto Rico. Il legale di Mike ricorda che Hayden aveva chiesto anche la prova del DNA, ma poi aveva rinunciato per ragioni misteriose e nonostante Mike avesse dato la sua disponibilità. Quando i giudici diedero l’ok al prelievo di sangue, alla prima data stabilita per il test, a novembre 2007, Hayden non si presentò opponendo un certificato di indisposizione firmato da un agopunturista di Porto Rico. L’uomo saltà anche le successive date fissate per il test, fino al 2008, sempre con ulteriori giutificazioni e i suoi legali rinunciano al mandato. A quel punto, i giudici respinsero la domanda di Hayden, con sentenza definitiva. Auletta infatti spiegò:
“I giudici di Milano, valutando il comportamento delle parti, decisero di rigettare la domanda di Hayden”

Una sentenza che Mike non ha potuto godere, perché è arrivata a dicembre 2009, quando lui era morto da tre mesi. Tre anni dopo morirà anche il suo storico avvocato. Mike Bongiorno ha avuto tre figli legittimi dalla sua terza moglie, Daniela Zuccoli. Lo storico conduttore è morto a causa di un infarto, mentre si trovava in un hotel a Montecarlo.
