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Home » Personaggi » Erik e Lyle Menendez potrebbero ottenere la libertà vigilata: “La sentenza va rivista”

Erik e Lyle Menendez potrebbero ottenere la libertà vigilata: “La sentenza va rivista”

Il procuratore di Los Angeles, G. Gascon, presenterà una mozione per chiedere che ai fratelli Menendez sia concessa la condizionale.
Simone FrigerioDi Simone Frigerio25 Ottobre 2024Aggiornato:25 Ottobre 2024
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I fratelli Erik e Lyle Menendez
I fratelli Erik e Kyle Menendez
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I fratelli Erik e Lyle Menendez, alla cui tragica storia è ispirata la seconda stagione della serie antologica di Ryan Murphy, Monsters, potrebbero presto ottenere la libertà vigilata e quindi uscire dal carcere. Durante una conferenza stampa nel pomeriggio statunitense del 24 ottobre 2024, il procuratore distrettuale di LA George Gascòn ha annunciato ufficialmente l’intenzione di presentare un’istanza alla Corte Superiore di Los Angeles, per chiedere una modifica della sentenza relativa ai due fratelli, condannati nel 1989 all’ergastolo per duplice omicidio di primo grado nei confronti dei genitori Kitty e José, pena che non prevede il rilascio con la condizionale

Nella mozione, inserita in un più ampio programma di generale revisione di centinaia di condanne penali, che va sotto il nome di Re-sentencing Act, Gascòn raccomanderà dunque una sentenza di omicidio colposo, la quale, secondo le leggi vigenti, permetterebbe in tempi brevi ai Menendez di usufruire della libertà vigilata. Il motivo ce lo spiega proprio il procuratore in conferenza

“Raccomanderemo alla corte che la pena dell’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale venga rivista e che i due siano condannati per duplice omicidio [colposo], il che significherebbe una pena da un minimo di 50 anni all’ergastolo. Tuttavia, a causa della loro età, in base alla legge, poiché i rei avevano meno di 26 anni al momento in cui è stato commesso questo crimine, essi saranno immediatamente idonei alla libertà condizionale.”

La mozione verrà discussa nel mese di novembre, in una data ancora non stabilita, all’interno di un’udienza distinta da quella, prevista per il 26 novembre, di cui vi abbiamo parlato qui, e che nasce da una richiesta della difesa dei Menendez, basata sul principio dell’habeas corpus.

Gascòn nel suo intervento ha anche sottolineato il ruolo che gli organi di giustizia hanno nel garantire il benessere psicofisico di tutti i cittadini

Dalla prima accusa contro i fratelli Menendez, avvenuta quasi tre decenni fa, il nostro ufficio ha acquisito una comprensione più approfondita delle complessità legate alla violenza sessuale. Riconosciamo che si tratta di un problema diffuso che colpisce individui di tutte le identità di genere, e restiamo fermamente impegnati a sostenere tutte le vittime mentre affrontano le conseguenze durature di tale trauma.

Lyle, 19 anni, ed Erik, 21, all’epoca dei fatti, furono condannati per l’omicidio dei genitori a seguito di un controverso dibattimento, dopo che un primo processo si era concluso con l’annullamento a causa dell’impossibilità da parte della giuria di raggiungere un verdetto unanime (la cosiddetta ‘deadlocked jury’, o ‘giuria bloccata’).

Al centro delle polemiche, la più o meno consapevole omissione di prove a discarico nei confronti degli imputati, come ad esempio una lettera, scritta da Erik al cugino Andy Cano nel 1988, in cui si dettagliavano gli abusi sessuali subiti dai due fratelli; o ancora, la testimonianza di Roy Rossello, membro della boyband Menudo che, all’interno di un documentario di Peacock del 2023, avrebbe confessato di essere stato a sua volta molestato da José Menendez. Circostanze che, secondo la difesa, non sono state per nulla o sufficientemente considerate dalla procura all’epoca, per cui i Menendez erano semplicemente avidi di denaro…

La lettera scritta da Erik Menendez a suo cugino Andy Cano
La lettera scritta da Erik Menendez a suo cugino Andy Cano

La rinnovata attenzione mediatica sulla sorte dei due fratelli, in carcere dal 1996, nasce in gran parte grazie alla messa in onda di Monsters: la chiacchierata serie Netflix di Ryan Murphy ha certamente contribuito a gettare luce su un caso complesso, da tempo dimenticato, e per quanto riguarda il nostro Paese, addirittura ignorato.

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