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Home » Film » Recensioni film » Time Cut, la recensione: poco slasher, molta nostalgia

Time Cut, la recensione: poco slasher, molta nostalgia

La recensione di Time Cut, nuovo slasher disponibile su Netflix con protagoniste le giovani stelle della tv Madison Bailey e Antonia Gentry.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini30 Ottobre 2024
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Time Cut
Time Cut. Fonte: Netflix.
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Il film: Time Cut, 2024. Regia: Hannah MacPherson. Cast: Madison Bailey, Antonia Gentry, Michael Shanks, Griffin Gluck, Rachael Crawford. Genere: Slasher. Durata: 90 minuti. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.

Trama: Una studentessa dell’ultimo anno di liceo trova una macchina del tempo e torna al 2003, anno in cui la sorella è stata uccisa da un misterioso killer.

A chi è consigliato? A chi è alla ricerca di un mix originale tra nostalgia, viaggi nel tempo e un tocco di horror


Giusto in tempo per Halloween, Netflix lancia sul proprio catalogo Time Cut, un thriller fantascientifico che conduce gli spettatori in una vertiginosa corsa contro il tempo. Diretto da Hannah Macpherson, la pellicola fonde atmosfere slasher con l’elemento dei viaggi temporali: quando la giovane Lucy (Madison Bailey di Outer Banks) scopre accidentalmente una macchina del tempo, viene teletrasportata nell’anno 2003, dove deve affrontare un serial killer mascherato per salvare la vita della sorella Summer (Antonia Gentry, nota per Ginny & Georgia). Carico di suspense e di elementi nostalgici, Time Cut si rivela una buona ora e mezzo di intrattenimento, pur concentrandomi maggiormente sul legame emotivo tra le due protagoniste che su ciò che, solitamente, caratterizza i prodotti del classico genere slasher.

Dal 2024 al 2003

Una scena del film Time Cut.
Una scena del film Time Cut. Fonte: Netflix.

Lucy Field (Madison Bailey) è una liceale nonché ambiziosa scienziata in erba, selezionata per un tirocinio alla NASA. Un sogno per la ragazza, che però porta con sé gravi tensioni familiari: i genitori, infatti, anziché supportarla, lasciano emergere le proprie paure e il dolore mai sopito per la tragica morte della figlia maggiore, Summer (Antonia Gentry), uccisa nel 2003 da un misterioso serial killer, divenuto poi noto come il mostro di Sweetly. Ma, durante la commemorazione dell’anniversario della morte di Summer, Lucy si imbatte per caso in una macchina del tempo che la trasporta proprio nei giorni precedenti all’omicidio. Lucy, così, non solo incontra per la prima volta la sorella che aveva conosciuto solamente tramite le immagini e i racconti, ma sente anche l’urgenza di cambiarne il destino. Durante la sua missione per salvarla, la ragazza si trova però di fronte a un importante dilemma: salvando Summer, infatti, rischia di modificare irreparabilmente il passato e compromettere le proprie possibilità di nascita.

Effetto nostalgia

Madison Bailey e Antonia Gentry in una scena del film Time Cut.
Madison Bailey e Antonia Gentry in una scena del film Time Cut. Fonte: Netflix.

L’effetto nostalgia dei primi anni 2000 è sicuramente una delle caratteristiche più evidenti e accattivanti del film. Sin dall’inizio, infatti, la pellicola diretta da Hannah Macpherson evoca quella particolare epoca con dettagli visivi e sonori che faranno inevitabilmente sorridere chi ha vissuto (e ben ricorda) quei tempi, richiamando in particolar modo un periodo di moda ben riconoscibile, tra jeans a vita bassa e le iconiche Ugg. Ma anche la colonna sonora, come una capsula del tempo, include hit di allora che evocano le feste e le serate scolastiche dell’epoca, aggiungendo un sottofondo pop e punk-rock indimenticabile per chi è stato adolescente in quel periodo. Questa combinazione tra stile visivo e musicale mira non solo a stimolare la memoria collettiva degli spettatori (soprattutto dei Millennials) ma anche a creare un contrasto tra le atmosfere apparentemente leggere e l’oscura minaccia del misterioso serial killer.

Oltre lo slasher

Madison Bailey in una scena del film Time Cut.
Madison Bailey in una scena del film Time Cut. Fonte: Netflix.

Pur avendo tutte le caratteristiche di uno slasher, Time Cut va oltre i classici confini del genere. Al centro della trama, infatti, troviamo il rapporto tra Lucy e sua sorella Summer, che dà al film una dimensione emotiva piuttosto rara per un horror. La dinamica tra le due sorelle è infatti il vero cuore pulsante della storia: fin dalla loro prima interazione, la chimica tra le due contribuisce a far emergere una connessione che si costruisce gradualmente fino a risultare autentica.

Certo, chi si aspettava da Time Cut un’esperienza da slasher classico potrebbe rimanere deluso. Il film, infatti, tende a essere meno cruento e meno incentrato sul gore rispetto agli standard del genere, mantenendo le scene di violenza piuttosto contenute. Pur trattandosi di un thriller-horror, non sono presenti scene particolarmente intense o inseguimenti mozzafiato che caratterizzano lo slasher tradizionale. Con poche eccezioni, il film rinuncia quindi a spettacolarizzare gli omicidi, preferendo concentrarsi sugli aspetti emotivi.

La recensione in breve

6.5 Nostalgico

Time Cut si distingue per la sua combinazione di elementi slasher e dramma familiare, concentrandosi sul legame tra due sorelle in un contesto nostalgico dei primi anni 2000. La chimica tra Madison Bailey e Antonia Gentry rende la loro relazione autentica, anche se chi cerca un horror tradizionale potrebbe rimanere piuttosto deluso.

Pro
  1. Rievoca atmosfere e stili iconici dei primi anni 2000
  2. Approfondisce il legame emotivo tra i personaggi
Contro
  1. Rispetto alle aspettative di uno slasher, manca di scene cruente significative.
  • Voto CinemaSerieTV 6.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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