La serie: Black Beauty, 2024. Regia: Tyler Perry. Genere: Drammatico, soap opera. Cast: Crystle Stewart, Taylor Polidore Williams, Amber Reign Smith, Ricco Ross, Steven G. Norfleet, Julian Horton, Terrell Carter, Richard Lawson, Debbi Morgan. Durata: 8 episodi/minuti. Dove l’abbiamo vista: su Netflix.
Trama: La vita di una giovane spogliarellista prende una piega inaspettata quando incrocia la strada di una famiglia potente e ricca, ma molto disfunzionale, che sta dietro a un impero cosmetico e a un subdolo schema di traffico.
A chi è consigliata: A chi è talmente volenteroso da buttarsi in una soap opera dove tutto è sbagliato
La serie racconta le vicende di due donne apparentemente molto diverse: Kimmie, una spogliarellista alla ricerca di una via d’uscita da una vita difficile, e Mallory, ex orfana diventata imprenditrice di successo. Le loro vite si incrociano grazie a due uomini ricchi e potenti, e da qui la trama si sviluppa in una direzione che però delude chiunque si aspettasse una storia di solidarietà femminile e di emancipazione. Al contrario, Black Beauty si concentra sugli aspetti più duri e negativi dell’essere donna, senza offrire un finale che possa riequilibrare la narrazione.
Lo stile di Perry, per quanto abile nel creare atmosfere quasi da horror psicologico, si traduce qui in un tentativo di scioccare lo spettatore senza una vera sostanza narrativa. La storia sembra più interessata a sensazionalizzare che a esplorare temi oscuri in modo significativo, suggerendo implicitamente che il potere e il denaro corrompono in modo universale, anche all’interno della comunità nera. Il risultato è una rappresentazione che, anziché valorizzare la complessità dei personaggi, appare fin troppo provocatoria e gratuita.
In Beauty in Black, Tyler Perry racconta la storia di due donne dalle vite opposte ma ugualmente complesse. Kimmie cerca di sopravvivere dopo essere stata cacciata di casa alla soglia dei 18 anni, mentre Mallory, proveniente da una famiglia ricca e a capo di un’azienda di prodotti per capelli, sembra avere tutto sotto controllo. Tuttavia, quando le loro vite si intrecciano, emergono disagi e insoddisfazioni che riflettono una profonda infelicità: nessuno in questa storia sembra realmente appagato, e ogni personaggio – ricco o povero, potente o meno – naviga in un ambiente segnato da relazioni tossiche, droghe e complicazioni emotive.
Tutto il peggio delle soap opera

La serie si dipana tra un tono da thriller e un’atmosfera da soap opera, con personaggi dai tratti piuttosto caricaturali. Gli spettatori si trovano di fronte a una serie di eccessi, dalle frequenti volgarità al linguaggio esplicito, che risuonano più come espedienti per scioccare che per aggiungere profondità alla narrazione. Perry si ispira al mondo degli strip club di Atlanta degli anni ’90 e alle dinastie del settore della bellezza, cercando di offrire un ritratto di una comunità lacerata, ma i personaggi restano poco accattivanti, quasi difficili da apprezzare o comprendere.
Il cast interpreta i ruoli esattamente come la storia richiede, e non si può certo dire che il problema sia nelle performance attoriali. Tuttavia, la trama si appesantisce con un costante crescendo di crimini, aggressioni e insoddisfazione, immerso in un clima da dramma noir ma con un’estetica da soap opera che, a tratti, risulta sgangherata. Beauty in Black cerca di combinare il dramma e il thriller, ma si perde tra scenari eccessivi che, più che intrattenere, rischiano di esasperare lo spettatore.
La recensione in breve
In Black Beauty, Perry ripropone il tema del trauma femminile, come ha già fatto in altri progetti, ma senza offrire nuove prospettive: la storia sembra limitarsi a ripetere le stesse vicende di abusi e difficoltà, senza concedere al pubblico un attimo di respiro tra i peggiori stereotipi delle soap opera.
Pro
- È davvero difficile trovare qualche aspetto positivo, forse salveremmo alcune performance
Contro
- La spettacolarizzazione del dolore e del trauma femminile
- Una scrittura veramente piena di cliché e caricature
- Voto CinemaSerieTv

