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Home » Streaming » Netflix » I quattro della Candelária, la recensione: la tragedia raccontata dai bambini

I quattro della Candelária, la recensione: la tragedia raccontata dai bambini

La recensione della serie I 4 della Candelária, che racconta il tragico massacro del 1993 di Rio de Janeiro dal punto di vista di quattro ragazzini.
Agnese AlbertiniDi Agnese Albertini2 Novembre 2024Aggiornato:2 Novembre 2024
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I protagonisti de I quattro della Candelária
I protagonisti de I quattro della Candelária - Fonte: Netflix
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La serie: I quattro della Candelária, 2024. Regia: Luis Lomenha. Genere: Drammatico. Cast: Samuel Silva, Patrick Congo, Andrei Marques e Wendy Queiroz, mentre tra i volti noti figurano Antônio Pitanga, Péricles, Leandro Firmino, Bruno Gagliasso, Maria Bopp e Stepan Nercessian. Durata: 4 episodi/60 minuti circa. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.

Trama: Douglas, Sete, Jesus e Pipoca lottano per sopravvivere nelle strade di Rio de Janeiro. Insieme si sostengono a vicenda per mantenere salda la speranza e sognare un futuro diverso.

A chi è consigliata: Agli appassionati di storie vere, che non hanno paura a lasciarsi trasportare da una visione decisamente toccante.


Tra le uscite della settimana di Netflix, spicca la serie tv I quattro della Candelária, che si ispira a un tragico evento che segnò la città di Rio de Janeiro nel 1993: un episodio che è entrato nella storia come il Massacro della Candelária. In quell’occasione, otto giovani senza fissa dimora, di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, persero la vita in un attacco mirato contro decine di bambini di strada che trovavano riparo all’esterno della Chiesa della Candelária. Diversi dei responsabili furono identificati come membri delle forze di polizia, un aspetto che sottolinea la brutalità e la complessità del contesto in cui il massacro ebbe luogo. Il racconto della serie si sviluppa come una narrazione romanzata, concentrata sulle ultime 36 ore di vita di quattro bambini prima di questo tragico evento, unendo elementi di cruda realtà con sequenze oniriche. La rappresentazione della vita urbana, fatta di privazioni e pericoli, si intreccia nell’opera di Luis Lomenh con momenti di evasione e sogno, enfatizzando il contrasto tra la durezza del quotidiano e le speranze dei protagonisti.

Un rifugio comune mentre tramonta la speranza

Una scena de I quattro della Candelária
Una scena de I quattro della Candelária – Fonte: Netflix

Incontriamo Douglas, Sete, Jesus e Pipoca, quattro ragazzi uniti dalle loro battaglie personali e dai sogni che li animano. Douglas è determinato a seppellire suo padre con dignità; Sete lotta con la propria sessualità; Pipoca desidera disperatamente rivedere la madre che l’ha abbandonata; e Jesus tenta di lasciarsi alle spalle il trauma vissuto in un orfanotrofio che lo ha segnato profondamente, sperando in una vita migliore. Il loro legame si consolida proprio sui gradini della chiesa di Candelária, in cui trovano un punto di incontro e un rifugio per affrontare insieme le sfide della loro giovane età.

Fin dal primo episodio, è evidente come ogni aspetto della serie è stato studiato per amplificare il senso di ineluttabilità che conduce alla tragedia. La Chiesa della Candelária, edificata dai discendenti degli schiavi africani portati in Brasile durante i secoli di colonizzazione europea, porta in sé una storia spesso omessa dalle guide turistiche che la mostrano ai visitatori. Con l’avanzare della trama, conosciamo le vite dei quattro protagonisti e le esperienze che li hanno condotti fino ai gradini della chiesa: ognuno di loro si trova, a modo suo, bloccato in una condizione che sembra impossibile da superare, e lo spettatore è portato a percepire il dramma incombente.

La tragedia è ancora più intensa se raccontata da più prospettive

Frame da I quattro della Candelária
Frame da I quattro della Candelária – Fonte: Netflix

La serie non adotta una prospettiva documentaristica, né cerca di presentare una panoramica esaustiva sulle funzioni sociali della chiesa o sui conflitti sociopolitici che sfociarono nel massacro. Piuttosto, si concentra sul raccontare attraverso lo sguardo dei bambini, un filtro narrativo che ne amplifica l’umanità e il senso di innocenza. I protagonisti affrontano situazioni universali: un ragazzo che desidera dare al padre una sepoltura dignitosa, un altro che scopre la propria sessualità, e una giovane che vive la perdita dell’innocenza per le strade. Questi temi, pur non coincidenti con i fatti del massacro, sono emblematici della durezza di certe esistenze e viene da chiedersi se possano, effettivamente, essere considerati fittizi.

Purtroppo, I quattro della Candelária consta solo di quattro episodi di breve durata, un aspetto che può risultare limitante, dato il potenziale narrativo; sebbene sia incorniciata da un testo che riassume brevemente il contesto e gli eventi successivi al massacro, sarebbe stato interessante vedere questi elementi rappresentati direttamente attraverso la narrazione drammatica e le esperienze dei personaggi.

La scelta stilistica di focalizzare ogni episodio su un personaggio specifico dona alla serie una struttura particolarmente coinvolgente, che permette al pubblico di immergersi nelle motivazioni di ciascuno, approfondendo la comprensione delle loro paure e dei loro desideri, e rendendo i momenti tragici della storia ancora più intensi. Tuttavia, se da un lato la narrazione episodica rafforza l’empatia verso i protagonisti, dall’altro tende a creare un ritmo altalenante, alternando momenti di grande tensione a parentesi indubbiamente inficiate dalla durata troppo estesa.

L’innocenza perduta

I quattro della Candelária, una scena della serie
I quattro della Candelária, una scena della serie – Fonte: Netflix

Come dicevamo, la serie non teme di rappresentare la dura realtà che i ragazzi affrontano, offrendo una visione cruda e sfaccettata delle loro vite. Talvolta, però, questa attenzione agli aspetti più oscuri soffoca i momenti di speranza, lasciando poco spazio alla leggerezza. Il risultato è una visione emotivamente impegnativa, che coinvolge lo spettatore in un crescendo di tensione e di angoscia per l’inevitabile destino dei protagonisti, portandolo a condividere con loro un’esperienza di profonda intensità.

Il giovane cast della serie offre interpretazioni veramente efficaci, con Samuel Silva e Wendy Queiroz che brillano nei rispettivi ruoli. Il primo, nei panni di Douglas, porta sullo schermo una performance intensa e ricca di sfumature, capace di trasmettere la disperazione e il tormento interiore del personaggio. Queiroz, invece, dà vita a una Pipoca straziante, che esprime una nostalgia innocente ma forte per la madre scomparsa, combinando vulnerabilità e forza in modo commovente. Anche Patrick Congo si distingue nel ruolo di Sete, gestendo con sensibilità e profondità le complessità del conflitto interiore del suo personaggio.

Pur con i suoi difetti, I 4 della Candelária riesce a imprimere un’impressione duratura grazie alla toccante rappresentazione dell’innocenza perduta e della durezza della vita di strada. È una serie che richiede pazienza e un investimento emotivo da parte dello spettatore; nonostante alcune incertezze narrative, offre alla fine un’esperienza profonda e stimolante, che invita a riflettere su tematiche dolorosamente reali.

La recensione in breve

6.5 Impegnativa

I quattro della Candelária è una visione intensa e profondamente emotiva che getta uno sguardo crudo sulla vita dei bambini senzatetto di Rio de Janeiro. Grazie alle interpretazioni forti e a una narrazione empatica, riesce a lasciare il segno, ma il ritmo pesante e la tendenza a soffermarsi sugli aspetti più tragici di una storia vera potrebbe risultare opprimenti per alcuni spettatori.

Pro
  1. Le ottime performance dei giovani protagonisti
  2. Il senso di straziante ineluttabilità che accompagna la visione, coerente con la tragica storia vera raccontata
Contro
  1. Fatica a bilanciare lo sviluppo dei singoli personaggi con la trama complessiva
  2. Alcune parentesi eccessivamente dilatate che vanno a indebolire l’impatto narrativo
  • Voto CinemaSerieTv 6.5
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