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Home » Personaggi » Chi è Valentina Misseri, sorella di Sabrina e qual è la sua verità sull’omicidio Scazzi

Chi è Valentina Misseri, sorella di Sabrina e qual è la sua verità sull’omicidio Scazzi

Un ritratto di Valentina Misseri, l'unica della famiglia a non essere stata coinvolta nell'omicidio di Sarah Scazzi. La famiglia, la sua versione dei fatti e il rapporto con il padre.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco3 Novembre 2024
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Valentina Misseri
Valentina Misseri, sorella di Sabrina e figlia di Cosima Serrano e Michele Misseri
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Valentina Misseri è la sorella maggiore di Sabrina Misseri e figlia di Cosima Serrano, entrambe condannate all’ergastolo per l’omicidio di Sarah Scazzi, ad Avetrana. Valentina è sposata e vive a Roma, con suo marito Stefano. Ai tempo del caso Scazzi, lavorava in una portineria. Ha sempre difeso la sorella e la madre, a suo dire vittime di un errore giudiziario, accusando suo padre Michele Misseri di aver ucciso Sarah. Valentina si dice convinta, inoltre, che se il 26 agosto 2010, giorno dell’omicidio, si fosse trovata ad Avetrana, oggi sarebbe in carcere anche lei.  Non ha voluto vedere la serie Disney+ sul Qui non è Hollywood, perché sostiene che si basa sulla verità giudiziaria.

Nel corso degli anni Valentina Misseri ha parlato più volte del caso di cronaca che ha visto coinvolti più membri della sua famiglia, in diversi modi – i suoi genitori, sua sorella, suo zio e suo cugino – arrivando anche a rivelare alcuni aneddoti molto personali, ma ha sempre preferito lasciare fuori dall’attenzione dei media il suo nucleo familiare di Roma.

In una lettera pubblicata da Il Giornale e rivolta allo scrittore Rino Casazza, autore di un libro sul delitto di Avetrana, Valentina spiegò perché non tornò ad Avetrana, quando si diffuse la notizia della scomparsa di sua cugina Sarah.

“In quei giorni sostituivo una persona per un lavoro in portineria e il mio contratto sarebbe scaduto l’8 settembre. Nei giorni precedenti, appena appresa la notizia della scomparsa di Sarah, volevo partire immediatamente per Avetrana. Ma mio marito mi consigliò di rispettare gli impegni che avevo preso dal punto di vista contrattuale perché, andandomene, avrei costretto la persona che stavo sostituendo a tornare dalle vacanze. Mancavano pochi giorni alla fine del mio impegno, le ricerche erano già partite, e a parte il mio sostegno emotivo, sarei servita a poco precipitandomi giù.”

Poi nella stessa lettera, Valentina spiega anche perché a suo dire, per una pura casualità non è stata accusata anche lei dell’omicidio:

“Se fossi partita solo un giorno dopo da Roma (…) per andare ad Avetrana, adesso sarei sicuramente in carcere con Sabrina e mia mamma. Perché anche io sarei andata assieme a loro dai carabinieri e poi a controllare la maturazione dell’uva della mia vigna, in un terreno che agganciava la cella telefonica che copriva anche la zona di San Pancrazio Salentino, un paesino vicino ad Avetrana. La stessa cella che aggancia molti luoghi in quella zona (…) E che aggancia anche la zona del pozzo dove è stato trovato il corpo di Sarah. Per gli inquirenti è la prova che mia madre e mia sorella sarebbero andate lì, al pozzo e non alla vigna, a controllare se il corpo di Sarah fosse stato occultato bene da mio padre. Prova che avrebbe inchiodato anche me. Oggi, per questa attività, che è una consuetudine di chi ha una vigna, sarei in galera”

Valentina Misseri con sua madre, Cosima Serrano
Valentina Misseri con sua madre, Cosima Serrano

Appena arrivata ad Avetrana, spiega Valentina, andò subito dalla madre di Sarah, e con sua madre Cosima trascorreva diverso tempo a casa sua, al contrario di suo padre Michele, che in seguito si sarebbe autoaccusato dell’omicidio, cambiando più volte versione.

Sarah Scazzi
Sarah Scazzi

In un’intervista TPI, rilanciata da Il Fatto Quotidiano, Valentina condivise la sua teoria su come fu uccisa Sarah.  La ragazza, arrivata a casa dei Misseri, scese nel garage per non suonare, perché Cosima dormiva, trovò Michele che tentò un approccio sessuale con lei, lo respinse e fu uccisa. In un’intervista a Farwest, sottolineò che Michele uccise la nipote per timore che potesse rivelare a loro e ad altri il suo tentativo di molestia.

“Mio padre ci ha provato, lei lo ha respinto con un calcio e lui ha perso la testa. Dai verbali ho letto una sua dichiarazione che ha illuminato l’accaduto: ’Non l’avevo mai vista con i pantaloncini così corti e il seno le stava sbocciando”

Queste dichiarazioni, spiegò Valentina Misseri, le riportarono alla mente un episodio accaduto qualche anno prima, mentre lei e suo padre erano in bagno.

“Ero una ragazzina e dovevo fare la doccia. Come tutte le domeniche mi spogliai davanti a lui. Mi guardò e mi disse: “Da ora in poi tu non ti devi far più vedere così da me”. Mi sentii sporca”

Valentina Misseri assediata dai reporter
Valentina Misseri assediata dai reporter

Valentina Misseri ha anche parlato diffusamente dell’impatto mediatico negativo che la vicenda ha avuto sulla sua famiglia e anche su di lei, che non era direttamente coinvolta, tanto da averle causato anche problemi lavorativi.

“Siamo state bullizzate per il nostro aspetto in spazi molto seguiti e da persone famose, che magari facevano anche parte di associazioni contro il bullying”

“Presentatori, attori, mogli di calciatori, politici, sacerdoti, suore, passanti. Tutti a parlare male di noi. Poche le voci fuori dal coro, come quelle del Prof. Natale Fusaro, della criminologa Roberta Sacchi e poi del Generale Luciano Garofano. Voci che venivano regolarmente massacrate sui social. Una delle rarissime vicende nelle quali il diritto al dissenso, rispetto a quello che era divenuto uno schema ormai, non era praticamente concesso. Se in televisione di solito funziona il botta e risposta, nel nostro caso c’erano solo botte. Invece, per essere popolari, per riscuotere “successo”, bisognava dire che eravamo una famiglia di merda. L’applauso era garantito.”

I genitori di Sarah Scazzi con Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano
I genitori di Sarah Scazzi, Giacomo Scazzi e Concetta Serrano Spagnolo con Cosima Serrano e Sabrina Misseri

Valentina ha anche accusato la stampa di aver costruito un’immagine di Michele Misseri come un poveraccio manipolato da loro, le arpie, quando Misseri ha ammesso più volte di aver ucciso Sarah.

“Buona parte dell’opinione pubblica pensa che io faccia parte di una famiglia di assassini, quindi comunque io vengo chiamata assassina”

Riguardo i rapporti con i suoi familiari, Valentina Misseri va a trovare sua madre e sua sorella in carcere, a Taranto, e sente al telefono suo padre, che per lei è stato un ottimo padre fino a quel 26 agosto. E al quale, spiega, continua a voler bene, perché si rende conto che “ha dei problemi”.

Riguardo la nuova serie Qui non è Hollywood, attualmente in streaming su Disney+, Valentina ha detto a
La Stampa che non l’ha voluta vedere.

“Non l’ho vista, ma mi hanno detto è che si basa totalmente sulla sentenza. Noi siamo persone civili e quindi rispettiamo i magistrati ma sono esseri umani e possono sbagliare come riteniamo abbiano fatto, in questo caso. Hanno costruito una storia in cui le donne di casa erano le cattive e l’uomo un buon padre di famiglia soggiogato. La sceneggiatura perfetta per un film. Non lo vedrò perché sto già male così da anni e non voglio cercarmi altra sofferenza”

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