Il film: Let Go, 2024. Regia: Josephine Bornebusch. Genere: Drammatico. Cast: Josephine Bornebusch, Pål Sverre Hagen, Sigrid Johnson, Olle Tikkakoski Lundström, Leon Mentori, Tone Danielsen. Durata: 110 minuti. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.
Trama: Nel tentativo di tenere unita la famiglia una madre decide di escogitare un ultimo tentativo: portare tutti a vedere la gara di pole dance della figlia.
A chi è consigliata: Agli appassionati di drammi famigliari, emozionanti e struggenti nel raccontare storie umane complesse.
La vita familiare è spesso caotica: discussioni, gusti diversi a tavola e dimenticanze che rischiano di rovinare occasioni speciali. Tuttavia, tra le difficoltà quotidiane, può emergere una profonda coesione fatta di amore e complicità. Josephine Bornebusch, regista, sceneggiatrice e protagonista di Let Go riesce a cogliere perfettamente questi elementi nel suo nuovo dramma familiare su Netflix, che esplora in maniera delicata il dolore, la speranza e la vulnerabilità delle relazioni.
Little miss sunshine

La storia si apre con Gustav (interpretato da Pål Sverre Hagen), un terapista matrimoniale che consiglia una coppia su come ritrovare la scintilla perduta. Ma, una volta tornato a casa, trova sua moglie Stella (Josephine Bornebusch) e la figlia adolescente Anna (Sigrid Johnson) coinvolte in un acceso litigio, mentre il figlio Manne (Olle Tikkakoski) rifiuta di mangiare la pasta che gli è stata preparata. Tra questo caos, Gustav rivela con calma di voler divorziare. Stella, sorpresa, gli propone di discuterne di nuovo dopo due settimane, una volta conclusa la competizione di pole dance della figlia.
L’intera trama ruota attorno a questo viaggio familiare verso la competizione, un’occasione che mette alla prova la stabilità dei rapporti tutti i membri. Anna è furiosa con la madre, Manne potrebbe soffrire di disturbi alimentari e Stella e Gustav, seppur a malapena in buoni rapporti, cercano di mantenere le apparenze per il bene dei figli. La tensione si percepisce in ogni scena, e la scrittura di Bornebusch riesce a evidenziare l’astio latente tra i due coniugi, la cui relazione è ormai carica di risentimenti ma anche di un amore irrisolto.
Il racconto di una fatica emotiva

Il film scava nelle crepe di un matrimonio logorato, ritraendo con toni delicati e realistici come due persone, un tempo vicine, si trovino ora separate da una distanza invisibile ma incolmabile. La sceneggiatura si concentra sulle sfumature della relazione tra Stella e Gustav, che Josephine Bornebusch e Pål Sverre Hagen interpretano con straordinaria intensità: la loro recitazione non si limita a mostrare l’alchimia di un amore passato, ma rappresenta la fatica emotiva di chi tenta di tenere in piedi una famiglia mentre il legame coniugale si sgretola.
A differenza di molti film sul divorzio, Let Go evita di attribuire colpe: la crisi matrimoniale non viene presentata come il risultato di un’unica causa o di una mancanza specifica, bensì come una conseguenza della vita familiare e delle pressioni quotidiane che gradualmente prosciugano l’intimità. Il viaggio in auto è una metafora dei tentativi di Stella di risanare ciò che resta della loro unione: il suo desiderio di non separarsi da Gustav, almeno fino alla fine del viaggio, risuona come un tentativo disperato di ritrovare quell’amore perduto.
Uno degli aspetti più toccanti del film è la rappresentazione delle sfide quotidiane che Stella e Gustav affrontano insieme, malgrado la loro distanza emotiva: una figlia adolescente che affronta la propria ribellione, un bambino con problemi alimentari, e il peso delle responsabilità che grava su entrambi. Tuttavia, è l’insistenza di Stella a non arrendersi, a voler trovare un motivo per restare uniti, che emerge con forza. Attraverso i dialoghi e i piccoli gesti, il film mostra come il matrimonio sia spesso un vincolo complesso e sacro, un’unione a cui si cerca di aggrapparsi anche quando sembra inevitabilmente destinata a rompersi.
Nonostante il tono serio, Let Go non manca di offrire momenti di tenerezza e riflessione. Il film suggerisce che il divorzio può portare alla scoperta di una verità dolorosa e al tempo stesso liberatoria: non importa quanto forte sia stato il legame, alla fine la verità emerge e lascia spazio alla consapevolezza e alla crescita. La regista Bornebusch riesce a coinvolgere il pubblico in modo sottile e profondo, esattamente come aveva già fatto nella serie Bébé renne, dove le emozioni forti trovavano sempre spazio per essere esplorate fino in fondo.
Uno spaccato autentico e crudo della vita famigliare

Bornebusch offre un’interpretazione straordinaria del personaggio di Stella, il fulcro della famiglia, visibilmente esausta ma decisa a mantenere tutto in ordine. Il suo personaggio è la colonna portante del nucleo familiare, e Bornebusch riesce a trasmettere sia la soddisfazione che il peso di tale responsabilità. Di fronte alla richiesta di divorzio, Stella appare troppo stanca persino per arrabbiarsi, una risposta che si rivela sorprendentemente potente proprio nella sua quieta accettazione. Il film offre uno spaccato autentico e crudo della vita quotidiana. In una scena emotivamente intensa, Gustav chiede a Stella come abbiano fatto a finire così, e lei risponde, amareggiata, di essersi “persa nel ruolo di mamma”.
Con un ritmo ben calibrato e interazioni credibili, Let Go è un dramma familiare ben scritto e interpretato, capace di ricordarci quanto fragile e preziosa possa essere la vita, che ci lascia con un desiderio di abbracciare i nostri cari un po’ più forte.
La recensione in breve
Let Go riesce a commuovere senza essere mai sdolcinato, trasmettendo un messaggio profondo che invita a valorizzare gli affetti più sinceri.
Pro
- La convincente interpretazione di Josephine Bornebusch
- La maniera delicata in cui ritrae le complessità di una famiglia
Contro
- A tratti, nel suo realismo la narrazione potrebbe risultare fin troppo
- Voto CinemaSerieTv
