The Penguin, serie HBO collegata al film The Batman di Matt Reeves, si è conclusa, dopo otto acclamatissimi episodi, con una svolta forse inaspettata, ma certamente impattante: l’ascesa di ‘Oz’ Cobb verso l’apice della criminalità gothamita si è compiuta, anche se a un prezzo incredibilmente caro.
Ora, l’ex autista del boss Carmine Falcone ha ottenuto la credibilità che ha sempre desiderato: per averla, però, ha dovuto compiere, senza particolari rimorsi, un pesante sacrificio, ponendo fine alla vita di uno dei suoi collaboratori più fidati, e raggiungendo così un punto di non ritorno in grado di definire per sempre il suo carattere.
Attenzione: i paragrafi che seguono contengono ampi spoiler sull’episodio 1×08 di The Penguin
Secondo la showrunner Lauren LeFranc, per Oz uccidere Victor, a mani nude e con spietatezza, rientra perfettamente nell’arco narrativo di un personaggio, la cui malvagità è ineluttabile, e non può essere giustificata, anche se nasce dal dolore di non essere mai stato ‘riconosciuto. Leggiamo da Deadline
“In quel momento, Oz si strappa il cuore dal petto e decide di non rinnegare più il mostro che è dentro di lui, una vera tragedia. E io spero che la gente rimanga sconvolta da quello che Oz ha fatto, perché niente, in quello che abbiamo visto, giustifica un’azione del genere. Oz si è dimostrato un individuo narcisista, immerso nelle proprie illusioni. Ha sempre avuto difficoltà a ricevere amore e lo cerca costantemente nella figura materna, ma non riesce mai a fidarsi pienamente delle persone.
Sotto molti aspetti, è un uomo piegato dal dolore.
Per quanto riguarda Victor, era fondamentale per me che Oz lo uccidesse — non perché avesse un motivo concreto, e Victor, dopotutto, gli era stato fedele. Victor è parte della famiglia. Tuttavia, ha visto Oz nel momento di massima vulnerabilità, e quindi lui sente di dover affermare il proprio potere e non può permettersi la debolezza, così decide di eliminare l’amico”
Così facendo, Oz perde definitivamente la sua umanità e il suo cerchio si chiude, come spiega sempre Le Franc a THR

“Sin dal primo giorno, la mia proposta è stata quella di raccontare una storia di “ascesa al potere”. Tuttavia, è fondamentale che si percepisse il costo delle scelte che Oz ha fatto e di ciò che ha ottenuto. Lui vive davvero nella sua illusione. Ha scelto di mantenere in vita sua madre, balla con Eve vestita come lei e costruisce una sua narrazione personale, creando un mondo a sua misura, dove decide cosa sia accettabile. Purtroppo, penso che questo sia sorprendentemente attuale e rispecchi ciò che molte persone in posizioni di potere stanno facendo nel mondo reale”
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Il variegato finale ha visto anche Sofia Falcone (Cristin Milioti) tornare nel manicomio di Arkham Asylum, assistita dallo psichiatra e amante Julian Rush: una sorte che, secondo LeFranc, rispetta pienamente la coerenza del personaggio
“La morte definitiva per Sofia è tornare ad Arkham dopo aver assaporato la libertà e aver visto il potenziale di ciò che avrebbe potuto essere. È questo, per me, il modo più tragico in cui le cose possano finire per lei; ma comunque ho voluto darle un lumicino di speranza” [LeFranc si riferisce alla lettera in cui Selina Kyle le annuncia di essere sua sorellastra, ndr]
![Cristin Milioti è Sofia Falcone in The Penguin [HBO]](https://cinemaserietv.it/wp-content/uploads/2024/06/VS-YouTube-ThePenguinOfficialTeaser2Max-132-2-1024x498.jpg)
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