Jordan Belfort, l’affarista statunitense condannato per truffa sulla cui storia si basa The Wolf Of Wall Street di Martin Scorsese, appare, nei panni di se stesso, nel finale del film, mentre presenta alla platea di un corso da lui stesso organizzato, il suo omologo di finzione, interpretato da Leonardo DiCaprio. Grazie a un accordo con l’FBI, infatti, Belfort ha goduto di uno sconto di pena, e una volta uscito di prigione dopo aver pagato per i suoi crimini, organizza dei seminari per ricchi durante i quali popolarizza il suo metodo di guadagno.
Il vero Belfort, nella scena conclusiva del film, funge quindi da ‘maestro di cerimonie‘ per il suo omologo, dipinto con parole entusiastiche: un interessante corto circuito fra realtà e finzione in cui un pregiudicato per reati finanziari parla di se stesso, rivolgendosi però a una versione romanzata di se stesso
“Io ho incontrato tantissimi figli di puttana in vita mia, rockstar, gangster… dei veri figli di puttana, ma questo tizio, Jordan Belfort, è senz’altro il peggiore figlio di puttana che abbia mai conosciuto. Quindi voglio che diate un caloroso benvenuto in stile Auckland, Nuova Zelanda, al mio amico nonché più grande esperto di vendite del mondo, Mr. Jordan Belfort!”

Belfort, produttore esecutivo del film, avrebbe poi aperto un contenzioso legale con la casa di produzione Red Granite, a causa dello scandalo legato al fondo malese 1MDB, stando alle cui risultanze, il film stesso sarebbe stato prodotto attraverso l’immissione di fondi neri: la causa è al momento in sospeso, e anche per questa ragione, non è mai stato possibile realizzare un sequel del film, adattando il secondo volume dell’autobiografia di Belfort, intitolato Catching The Wolf Of Wall Street.
Ricordiamo che The Wolf of Wall Street è in streaming.